Due settimane e non avevo ancora trovato il coraggio di rispondere alle chiamate di Hyunjin e Chan. Parlando con Han mi era sembrato di capire che Chan era sull'orlo della crisi dopo che Hyunjin aveva dovuto lasciare il programma che stavano registrando e anche il dormitorio. Aveva preso le sue cose ed era tornato a casa di sua madre. Anche Felix mi aveva detto che erano tutti giù di morale. E come dargli torto. Quando avevo lasciato casa loro, nel vedere lo smarrimento sui loro volti mi si era spezzato il cuore. Ero una codarda. Ero scappata così in fretta, appena ne avevo avuto l'occasione, che non avevo ripreso nemmeno i miei vestiti. Avevo afferrato il primo giacchetto dall'appendiabiti vicino alla porta, che grazie al profumo impresso sopra avevo capito essere di Han, mi ero infilata le scarpe ed ero uscita. Ero preoccupatissima per loro. Qualche giorno fa ero stata sul punto di mettere da parte la vergogna che provavo e andare a trovare Chan in agenzia, ma poi mi ero fermata appena intravisto il palazzo. Avevo provato anche a scrivergli dei messaggi ma li avevo cancellati tutti. La stessa cosa era successa con Hyunjin e anche con lui non ero riuscita a parlare. Non sapevo cosa fare.
Jihyo: Hyuna? - mi chiamò con un filo di preoccupazione nella voce. Guardai il suo riflesso nello specchio davanti a me - mi stai ascoltando?
La guardai senza sapere cosa dire. Ero così immersa nei miei pensieri che non mi ero resa conto che stesse parlando. Abbassai lo sguardo, colpevole.
Hyuna: Scusa, stavo pensando - passai una mano tra i capelli bagnati, tenendo ben saldo l'asciugamano intorno al corpo. Erano le nove di venerdì sera e nel bagno del dormitorio si stava creando il caos. L'acqua delle docce scrosciava tutt'intorno a me e il via vai di ragazze che correvano a prepararsi cominciava a darmi il mal di testa. Sempre silenzioso e tranquillo, il dormitorio si animava sempre di un gran vociare nei fine settimana. Le ragazze aspettavano quei momenti per poter uscire e fare baldoria. Diversi profumi dolciastri mi entrarono nel naso: rosa, vaniglia, lilla'... e i colori dei vestiti riflettevano la luce e davano all'ambiente circostante tante sfumature diverse.
Jihyo: Lo so - mi scosto' una ciocca caduta sul viso, lasciando un delicato bacio sulla mia guancia.
Hyuna: Che stavi dicendo? - chiesi dispiaciuta.
Jihyo: Che oggi, per la terza volta questa settimana, Hyunjin è passato in negozio a chiedere di te - sospirò sonoramente. Ormai, ogni due giorni, Jihyo si ritrovava Hyunjin nel negozio d'arte davanti all'università in cui lavorava. Da quando ci aveva viste insieme aveva tentato di mettersi in contatto con me tramite lei ma io non avevo mai risposto ai biglietti che lasciava.
Hyuna: Mi dispiace che ti dia il tormento - mi scusai. Un accenno di sorriso le spuntò all'angolo della bocca.
Jihyo: Beh, è una seccatura, in effetti, ma è una seccatura molto attraente - mi diede una gomitata scherzosa strappandomi un sorriso. Si sistemo' al mio fianco, frugando nel mio beauty case. Anche lei si stava preparando per uscire ma non aveva voluto dirmi con chi. Guardandola meglio mi accorsi del leggero trucco che le coloriva il viso e la gonna corta che le fasciava le curve del sedere. In effetti, quella sera era proprio bella.
Hyuna: Chi è il fortunato? - chiesi con un ghigno.
Jihyo: Di cosa stai parlando? - chiese in imbarazzo. Uno strato di rossore le imporporo' le guance.
Hyuna: Non ti trucchi mai e di certo non ti metti le gonne - le diedi un buffetto sulla guancia - chi è?
Jihyo: Nessuno - mormorò con un sorriso. Coprendosi il più possibile con i capelli continuò a frugare nel mio beauty, evitando la conversazione.
Hyuna: Questo signor nessuno deve essere davvero affascinante se ti metti in tiro per vederlo - la punzecchiai.
X: Chi è che esce con un signore affascinante? - chiese Lucy, una nostra amica, accostandosi a noi con curiosità.
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Call me Daddy || BangChan (In revisione)
FanfictionPassare da una piccola città di pescatori ad una grande metropoli era già un cambiamento enorme per una ragazza di soli ventidue anni, ma ritrovarsi a dover badare a otto ragazzi famosi, incasinati e belli come il peccato sembrava una sfida impossib...
