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Bagnata e infreddolita com'ero, Felix voleva portarmi a casa loro cosicché potessi farmi un bagno rilassante e passare la giornata con lui per chiacchierare come eravamo soliti fare. Per quanto avessi voluto passare la giornata con lui dovevo anche andare al lavoro e cosa più importante non ero ancora pronta a vedere Chan e rispondere alle sue domande. Avevo fatto promettere a Felix che non avrebbe detto niente a nessuno del patto tra me e il signor Park e seppur con riluttanza aveva acconsentito. Ci separammo davanti all'entrata della mia università, avendo insistito per accompagnarmi. Lo abbracciai, promettendo di passare presto al dormitorio. Tornata nella mia camera la trovai vuota. Data l'ora, mi sarei aspettata di trovare Jihyo ancora sotto le coperte a dormire ma di lei non c'era nemmeno l'ombra e data la sedia ancora ferma in mezzo alla stanza sospettavo che non fosse tornata nemmeno a dormire. Forse, era riuscita a rimorchiare qualche bel ragazzo e aveva passato la notte fuori. Controllai il cellulare, ignorando tutte le chiamate perse e i messaggi di Chan e controllai se ce ne fosse qualcuno della mia amica. Mi avvertiva sempre quando passava la notte fuori ma questa volta non trovai nulla. Composi il numero e feci partire la chiamata.

Jihyo: Pronto? - rispose al terzo squillo.

Hyuna: Dove sei? Pensavo ti avessero rapita.

Jihyo: Scusa, sono al negozio.

Hyuna: A quest'ora? Di sabato?

Jihyo: Si e sto crollando dal sonno. Vieni qui con due caffè?

Hyuna: Arrivo - attaccai.

Mi guardai intorno nella camera. Per prima cosa dovevo rimettere a posto la sedia. Nel toccarla, le immagini della sera precedente tornarono vivide nella mia mente, le mani di Chan su di me, la sua lingua che leccava l'apice delle mie gambe, tutto il suo corpo che si tendeva sotto di me. Fremetti all'idea. Ma subito dopo ricordai cosa fosse successo solo un'ora prima con Hyunjin e mi sentii morire. Portai una mano allo stomaco, travolta da un'improvvisa sensazione di nausea che ricacciai indietro con tutte le forze. Mi accascia sul bordo del letto, prendendo respiri profondi con la mano che non la smetteva di stringere il tessuto del cappotto. Perché lo avevo fatto? Permettere che un altro uomo mi baciasse solo poche ore dopo essermi fidanzata ufficialmente. Ripensai a come mi ero stretta a lui, a come gli avevo circondato la vita con le gambe e di come mi fossi sentita perfettamente a mio agio nel farlo. Mi sbattei il palmo aperto della mano sulla fronte, una, due, tre volte e continuai, tentando in tutti i modi di dimenticare quelle ultime ore. Che dovevo fare, dirlo a Chan o mantenere questo segreto per il resto della vita? E se non glielo avessi detto e in qualche modo fosse comunque venuto a saperlo? Hyunjin non glielo avrebbe mai detto, ne ero abbastanza sicura ma con un segreto non si era mai al sicuro. E se dicessi tutto e lui mi lasciasse? A quel punto cosa farei? Mille pensieri si facevano strada nella mia testa, combattuta sull'essere onesta e rischiare tutto o mentire e vivere con quel peso. Sospirai. Mentre rimuginavo sul da farsi il mio telefono trillò, avvisandomi di un messaggio in arrivo. Presi il telefono e lessi il messaggio di Felix.

"Dobbiamo parlare"

Mi mancava solo essere sgridata da Felix. Mi alzai, decisa a chiedere un consiglio a Jihyo prima di fare qualcosa di cui mi sarei pentita. Passai in caffetteria per prendere due caffè e due ciambelle per tirare su il morale di entrambe con gli zuccheri. Mentre ero in fila, però, notai degli sguardi indiscreti e dei bisbiglii. Con discrezione, mi guardai intorno e capii di non essere paranoica perché c'erano davvero molti studenti a fissarmi. Mi spostai i capelli a coprire i lati del viso, sperando di farli desistere dal guardarmi, ma proprio mentre me ne stavo andando con i caffè nelle mani e la bustina con le ciambelle in equilibrio precario tra due dita vidi una ragazza arrivarmi davanti e con un colpo secco delle mani fece volare per terra i caffè. Seguii la traiettoria dei contenitori di carta che ora giacevano a terra in un lago di liquido marrone bollente. Nella caffetteria era sceso il silenzio. Nessuno osava muoversi o parlare, impegnati com'erano a guardare la scena che si stava svolgendo davanti a loro. Guardai la ragazza davanti a me, soddisfatta, con un ghigno sulle labbra che rispecchiava quello delle altre due che le stavano accanto. Quella che presumevo fosse la leader di quel gruppetto era alta, snella e con lineamenti definiti da un trucco decisamente troppo pesante per essere mattina. Le altre due si avvicinavano molto allo stesso stile, solo con un vestiario meno appariscente. Guardai la ragazza centrale con tanto d'occhi, sconcertata dal suo gesto.

Call me Daddy || BangChan (In revisione)La tua prossima ossessione. Scoprilo ora