Chiusi la porta davanti a me con un leggero click. Non avevo il coraggio di voltarmi, mi sentivo troppo in imbarazzo nello stare davanti a lui con solo un asciugamano addosso. L'aria pesante intorno a noi crepitava di cose non dette e di gesti tutt'altro che spontanei.
Jaehyun: Sei bellissima - mormorò alle mie spalle. Sentii il calore insinuarsi lungo le vene e imporporarmi le guance. Me lo aveva già detto in passato ma dopo tutto il tempo in cui non ci eravamo visti sembrava strano e quasi innaturale sentire quelle parole da lui. Un tempo, i suoi complimenti mi avrebbero spinta tra le sue braccia, come fossero quelle di un fratello, ma in quella circostanza non riuscivo nemmeno a voltarmi verso di lui, figurarsi abbracciarlo.
Jaehyun: Ti trovo bene - mormorò con un colpo di tosse, cercando di dissimulare l'imbarazzo palpabile intorno a noi.
Hyuna: Si, beh, anche io ti trovo bene - risposi con un filo di voce. Voltai di poco la testa sulla spalla per riuscire a vedere il profilo del suo viso nella penombra della camera buia. Quell'atmosfera così intima in cui era immersa la stanza fece accelerare il mio cuore e annebbiare la mente. Chiudendo gli occhi potevo quasi sentire l'aura di una seconda presenza dietro di me.
Allungai la mano alla mia sinistra fino a sentire l'interruttore della luce. Quando si accese, veloce come un fulmine, mi accecò per qualche secondo facendo svanire gli strani pensieri che mi ronzavano per la testa.
Jaehyun: Hyuna... dì qualcosa - la voce implorante mi costrinse a prendere un bel respiro e trovare le parole per replicare. Non riuscivo a capire il perchè del mio nervosismo. C'era stata una situazione strana tra di noi, quello sì, ma lo consideravo ancora un amico e di sicuro una persona importante dato l'aiuto che mi aveva dato nel momento del bisogno.
Hyuna: Perché sei qui? - le parole uscirono fuori con troppa forza. Lo sentii sussultare.
Jaehyun: Volevo vedere come stavi - c'era un non detto che aleggiava tra di noi, lo sentivo - ho sentito che Hyunjin, ultimamente, si fa vedere spesso qui intorno e ho saputo anche che sei tornata nel loro dormitorio.
Non sapevo quale fosse la parte che mi infastidiva di più, se il fatto che lui sapesse tutte queste cose su di me o il fatto stesso che qualcuno stesse parlando di me in giro. Mi voltai, trovandomi fin troppo vicina a lui. Solo allora mi soffermai davvero a guardarlo. Aveva tolto il cappello e ora i suoi capelli biondi svettavano su tutta la stanza, gli occhi marroni, contornati da lunghe ciglia, erano belli come li ricordavo e le labbra grandi sembravano ancora morbide come la prima volta che i miei occhi ci si erano posati sopra. Accorgendosi della direzione del mio sguardo, le labbra si tesero in un sorriso e le fossette comparvero come il ricordo di un tempo lontano. Sentii le orecchie prendere fuoco ma questa volta non distolsi lo sguardo.
Hyuna: E' questo che si dice in giro? - chiesi sarcastica. Incrociai le braccia al petto, alzando una sorta di barriera tra di noi. Avanzo' di un passo verso di me, con la mano tesa a sfiorarmi il braccio. Con le sue dita morbide sulla mia pelle nuda la sensazione di essere troppo esposta non fece che aumentare e dovetti trattenermi dal rabbrividire. Mi spostai verso l'armadio lasciandolo con il braccio fermo a mezz'aria e la delusione sul volto. Le doppie ante avevano all'interno uno specchio a figura intera dal quale potevo tenerlo d'occhio mentre prendevo dei vestiti puliti. Sbirciai la sua figura tesa dietro di me, beccandolo a fissarmi il sedere con spudorato interesse. Mi venne quasi da ridere al ricordo di Chan che mi aveva beccata in flagrante nella stessa situazione. Al tempo, per fissargli il sedere ho rischiato di cadere dalle scale e lui, prontamente, mi aveva afferrata, aiutandomi. Sfiorai con le dita il punto in cui le sue dita avevano toccato per la prima volta la mia pelle e una scarica di brividi corse lungo tutto il braccio, propagandosi nel resto del corpo. Immersa nei ricordi, mi sembrava quasi di riuscire a sentire la sua mano su di me.
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Call me Daddy || BangChan (In revisione)
FanfictionPassare da una piccola città di pescatori ad una grande metropoli era già un cambiamento enorme per una ragazza di soli ventidue anni, ma ritrovarsi a dover badare a otto ragazzi famosi, incasinati e belli come il peccato sembrava una sfida impossib...
