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Chan: Ehi, vieni qui!

Scesi velocemente le scale, sfuggendogli. Arrivata in fondo alla scala mi girai brevemente per guardarlo, notando la sua imponente figura ancora ferma sulla porta. Le sue spalle larghe riempivano tutta la cornice della porta facendo trapelare pochissima luce nella stanza ancora buia. Accesi la luce e mi fermai a guardarlo con le braccia conserte e l'espressione seria.

Hyuna: Se vuoi parlare dovrai scendere - lo avvertii.

Chan: Non sono in vena di giocare. Vieni su - affermò con voce dura. Se pensava che facendo la voce dura mi avrebbe convinta a seguirlo la sua mente doveva proprio essere annebbiata.

Hyuna: Chi ha detto che sto giocando? Dobbiamo parlare, perciò vieni qui.

Chan: Andiamo in camera nostra - tentò con un tono più calmo, cercando di calmare la rabbia crescente.

Hyuna: Camera tua - puntualizzai.

Chan: Ti sembra il momento di discutere su di chi sia la camera? - strinse la mascella - stai per diventare mia moglie, ergo è camera nostra. Andiamo.

Hyuna: Ma ancora non lo sono, ergo è camera tua. E tu sai cosa succede se andiamo in camera tua a parlare.

Chan: Niente che tra poco non accadrà anche qui sotto.

Furente di rabbia oltrepassò la porta, sbattendosela forte dietro alle spalle e scendendo i gradini con una calma snervante. I suoi passi erano misurati e gli occhi non lasciavano mai i miei. Quando assumeva il suo atteggiamento da leader e quindi da alfa mi intimoriva, ma non avevo mai abbassato la testa e tantomeno lo avrei fatto in quel momento.

Hyuna: Non penso proprio - incrociai le braccia al petto, assottigliando lo sguardo - è stata una giornata estenuante, non sfidarmi.

Chan: Senti, piccola, sto cercando di mantenere la calma e ti assicuro che è già difficile senza che ti ci metta anche tu - alzò la mano per avvolgermi la guancia con il palmo grande e caldo. Avrei voluto lasciarmi andare a quella sensazione e chiudere gli occhi ma dovevo rimanere concentrata.

Hyuna: Dobbiamo parlare - puntai gli occhi nei suoi, cercando il coraggio di andare avanti - e forse, dopo, ti sarà ancora più difficile stare calmo.

Vidi la tempesta abbattersi forte nei suoi occhi e un lampo di nebbia ricoprirli. Le pupille si dilatarono e gli occhi marroni sembravano essere diventati due pozze nere come la pece. Tutto il suo corpo si tese, facendo scivolare le dita dalla mia guancia e afferrandomi il mento con una presa salda.

Chan: Che succede? Qualcun altro ti ha fatto del male? Hai, per caso, cambiato idea sul matrimonio? - strinse i denti, sondando il mio sguardo. Mi si stringeva il cuore al solo pensiero che mi credesse tanto labile nei sentimenti e nelle decisioni.

Hyuna: Nessuno mi ha fatto del male - lo rassicurai - e non ho intenzione di lasciarti a quella oca di Lisa o a chicchessia - puntualizzai con una smorfia al solo nominare la ragazza tanto bella quanto malvagia che considerava sua amica. Un piccolo sorriso gli incurvò gli angoli delle labbra e un sospiro di sollievo si sprigionò dalla sua gola.

Hyuna: Però, ho paura che non appena ti dirò quello che devo dire sarai tu a cambiare idea sul matrimonio - abbassai lo sguardo, improvvisamente incapace di sostenere il suo.

Chan: Che vuoi dire?

Poggiai la mano sulla sua, costringendolo a lasciare la presa sul mio mento. Riluttante, fece ricadere morbidamente il braccio lungo il fianco, permettendomi di allontanarmi. Dovevo mettere della distanza tra noi o non sarei riuscita a cominciare il discorso che avevo affrontato poco prima con Jeongin. Girovagai per la palestra, posando gli occhi su ogni attrezzo, sul parquet, sullo specchio a figura intera che ricopriva un'intera parete e dalla quale potevo vedere la figura irrequieta dietro di me che stava scavando un buco dietro la mia nuca a forza di guardarmi con lo sguardo di chi sta per esplodere. Con passo incerto mi avvicinai al sacco da box nell'angolo opposto a dove si trovava lui, presi i guantoni sistemati su una panca vicina e con un gesto fluido glieli lanciai. Li afferrò al volo con sguardo incerto e un sopracciglio alzato.

Call me Daddy || BangChan (In revisione)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora