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Hyuna: Che ci fai tu qui? - ero scioccata. Ritrovarmelo davanti in quel modo era una pugnalata dritta al cuore.
Rimasi immobile sulla sedia, dritta sulla schiena. Non osavo muovere nemmeno un dito per paura che potesse succedere qualcosa.

Chan: Io... - abbassò la testa senza riuscire a formulare una frase. Era nervoso e insicuro come non lo avevo mai visto.

A quanto sembrava erano passati solo pochi giorni da quando eravamo stati insieme l'ultima volta ma il suo viso era solcato da segni che sembrava fossero lì da anni. La carnagione chiara sembrava addirittura più pallida del solito e il colorito viola sotto agli occhi mi diceva che in quei giorni non aveva dormito molto. Le labbra carnose erano screpolate e tempestate di macchie più scure qui e là, dovute probabilmente al suo mordicchiarsele. La figura imponente che avevo sempre ammirato era ora più emaciata, con la schiena curva e l'andamento quasi traballante.
Non lo riconoscevo.

Hyuna: Che cosa ci fa lui qui?! - alzai la voce rivolgendo la domanda ai tre seduti vicino a me ma non ricevetti risposta, solo delle facce colpevoli.

Chan: È tutta colpa mia, loro non c'entrano niente - si affrettò ad affermare.

Hyuna: Oh sì, tu di colpe ne hai tante - sputai fuori con disprezzo.

Chan: Lo so - mi guardò da sotto la visiera del cappello. Non riuscivo più a vedere quel calore negli occhi che prima era riservato solo a me. Anche da quella distanza riuscivo a scorgere la patina di annebbiamento che gli ricopriva gli occhi.

Hyuna: Che sei venuto a fare qui, Chan? - non riuscivo a guardarlo negli occhi, mi faceva troppo male.

Jaehyun: È venuto per te - rispose alle mie spalle.

Chan: Volevo solo vedere come stavi - sentivo la tensione nella sua voce.

Hyuna: Come sto? Sto benissimo, non vedi? - mi alzai dalla sedia mettendomi in piedi davanti a lui, mantenendo comunque una distanza di sicurezza - in questi giorni non ti ho pensato nemmeno per un secondo, non ho pianto nemmeno un secondo e come puoi vedere, quello che hai fatto non ha avuto il minimo effetto su di me.

Stavo dicendo tante di quelle bugie che se fossi stata Pinocchio mi sarei ritrovata con un naso lungo due metri. Pronunciare quelle parole era come infliggermi da sola delle pugnalate allo stomaco. Avevo faticato per far uscire le parole senza che la voce si incrinasse e senza far trasparire le mie vere emozioni. Speravo che la finta sicurezza che avevo cercato di infondere alle mie parole fosse stata abbastanza convincente da farlo girare sui tacchi e andarsene.

Hyuna: Ora che ti sei accertato delle mie condizioni, puoi andare.

Chan: Stai bene? - i suoi occhi corsero lungo il mio corpo più volte, cercando di accertarsene.

Hyuna: Certo - strinsi i pugni lungo i fianchi ma cercai di rimanere impassibile - cosa ti fa pensare il contrario?

Jaehyun: Sa che sei stata male - mi girai di scatto verso di lui affrontando la sua espressione dura - e io so che hai già collegato la domanda che hai fatto a noi con questo.

Mi corse un brivido lungo la schiena. Quando lo avevo visto entrare ero troppo presa dalla sua presenza per pensare a qual si voglia collegamento tra le mie condizioni di salute e la sua presenza in quella casa. Avevo cominciato a realizzarlo nel momento in cui avevo notato che era entrato in casa senza bisogno che qualcuno gli aprisse e il fatto che aveva le mani piene di buste.

Hyuna: Lo avete lasciato entrare e avete lasciato che mi spogliasse e mi cambiasse? - il tono della mia voce era così alto che stavo sfiorando l'isteria.

Johnny: Avresti preferito che lo facesse uno di noi? - mi guardò con incredulità.

Hyuna: No, ma di certo non avrei mai voluto che lo facesse lui!

Call me Daddy || BangChan (In revisione)La tua prossima ossessione. Scoprilo ora