Mi abbandonai contro il suo corpo, la testa poggiata sulla sua spalla e il petto che si alzava e abbassava a contatto con il suo. Eravamo di nuovo affannati ed esausti. Il suo fiato caldo mi solleticava il collo. Mi sistemai più comodamente sulle sue gambe facendo strabordare l'acqua insaponata oltre il bordo della vasca.
Hyuna: Dopo ci toccherà pulire - biascicai cercando di tenere gli occhi aperti.
Chan: Appena riuscirò ad alzarmi lo farò - affermò con voce stanca.
Erano, ormai, passate le due di notte e da quando eravamo arrivati in hotel non ci eravamo staccati nemmeno per un minuto. Da mesi non passavamo tutte quelle ore insieme e mi era mancato. Gli accarezzai distrattamente i ricci scompigliati, lasciando vagare lo sguardo sul marmo bianco che ricopriva il lussuoso bagno della camera. Girando di poco la testa verso sinistra, poi, avevo la visuale del palazzo reale e della città silenziosa.
Hyuna: Sono stanca morta - mormorai.
Chan: Anche io, ma ne è valsa la pena - sogghignò cercando di darmi una pacca sul sedere sott'acqua.
Hyuna: Già - sorrisi posandogli un bacio sulla spalla - non so se ho più fame o più sonno, in questo momento.
Chan: Io ho molta fame, perciò... - mi allontanò dal suo corpo per potermi guardare - che ne dici di uscire da questa vasca, stenderti sul grande letto nella camera accanto e spalancare queste belle gambe così che io possa sfamarmi? - parlò con voce bassa ed espressione seria. Lo guardai da sotto le ciglia, assottigliando gli occhi. In un altro momento non avrei esitato un attimo ad eseguire la sua richiesta ma il mio corpo stava chiedendo pietà ed ero intenzionata ad ascoltarlo.
Hyuna: Te lo puoi scordare - gli spruzzai una generosa quantità d'acqua sul viso, riempiendolo di sapone - il parco giochi rimarrà chiuso finché un'enorme quantità di cibo non finirà nel mio stomaco.
Chan: Potevi dirlo subito. Non ho mai amato i minimarket notturni come in questo momento - fece per alzarsi, non so se per gioco o meno ma non glielo permisi e lo spinsi giù nella vasca.
Hyuna: Nemmeno Casanova era arrapato quanto te - lo ammonii con un sorriso.
Chan: Beh, ho la ragazza più bella del mondo nuda davanti a me. Cosa dovrei fare? - si giustificò strappandomi un bacio.
Hyuna: Dovresti stare zitto e coccolarmi - mormorai, poggiando nuovamente la testa sulla sua spalla, lasciandomi cullare dall'acqua intorno a noi e dalle sue braccia muscolose avvolte intorno a me.
Avrei voluto concedermi qualche momento di riposo, ne avevo veramente bisogno dopo questa lunga giornata, ma la mia mente non riusciva mai a godersi i piccoli momenti di pace che gli venivano offerti. Pensavo troppo. Con gli occhi puntati fuori dalla finestra, tornai a qualche ora prima, quando Chan si era inginocchiato in mezzo ad una grande folla di persone per chiedermi di sposarlo. Sorrisi al ricordo. Non avrei mai immaginato che potesse fare una cosa del genere e sicuramente non in pubblico. Certo, avevo fantasticato varie volte su quell'eventualità ma ogni volta immaginavo noi due soli in camera sua o in presenza dei ragazzi. Una dichiarazione pubblica di quel calibro era una cosa grossa. Proprio per questo ero preoccupata. Tutte quelle persone con i telefoni in mano, i paparazzi che si sono precipitati verso di noi in meno di dieci minuti. Immaginai gli addetti alle pubbliche relazioni della JYP in crisi, proprio in questo momento. Purtroppo, accadeva spesso che un idol venisse allontanato dal proprio gruppo e dalla scena pubblica per uno scandalo anche di minore importanza di quello che aveva appena scatenato Chan. E se le fan pretendessero la sua espulsione dal gruppo? E se JYP accogliesse le loro proteste e lo cacciasse?
Brividi di freddo mi corse lungo la spina dorsale, raffreddando gli ultimi sprazzi di ardore che erano rimasti. Strinsi le braccia intorno a Chan, aggrappandomi a lui come ad un'ancora.
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Call me Daddy || BangChan (In revisione)
FanfictionPassare da una piccola città di pescatori ad una grande metropoli era già un cambiamento enorme per una ragazza di soli ventidue anni, ma ritrovarsi a dover badare a otto ragazzi famosi, incasinati e belli come il peccato sembrava una sfida impossib...
