Stava con un'altra. Era andato a letto con lei sotto lo stesso detto dove sapeva ci sarei stata anch'io. Non so se lo abbia fatto per ferirmi o perché semplicemente non gliene importa niente. Da quello che mi hanno detto una volta i ragazzi, a Chan lei piaceva perché gli sapeva tenere testa e per questo erano diventati molto amici. In effetti, mi è sempre sembrato un eufemismo dato che a lui piacciono tutte.
Quando avevo aperto la porta della camera e avevo trovato i quattro ragazzi davanti a me intenti a fissarmi, i miei occhi erano corsi subito al petto nudo di Chan, ma li avevo distolti immediatamente. I capelli ricci della mattina gli conferivano quell'aria selvaggia così in contrasto con il viso pulito e senza un filo di barba. Una volta, quella vista mattutina era solo per me, ma ora...
La sua nuova fiamma era proprio davanti a me, seduta all'isola della cucina, intenta a parlare con Han e Changbin. Ogni tanto mi lanciava delle occhiate curiose ma distoglieva subito lo sguardo. Felix, vicino a me, mi stringeva la mano e ogni tanto si infilava nella conversazione. Jeongin e Seungmin stavano apparecchiando la tavola in salotto mentre Lee Know e Hyunjin si occupavano della colazione. L'unico a non essere ancora sceso era Chan.
Era così surreale trovarsi allo stesso tavolo con la nuova ragazza di Chan e io che dal canto mio avevo passato la notte con Hyunjin. Non riuscivo a fermare le gambe che battevano sul pavimento, tanta era la voglia di correre via. Spostati gli occhi ovunque nella cucina, cercando un appiglio che mi ridesse un po' di tranquillità ma anche essere lì dopo essermene andata era strano e non riuscii a trovare pace nemmeno nel contatto con Felix.
Hyunjin: Tutto bene? - mi sussurrò all'orecchio, posandomi un bacio proprio sulla punta.
Hyuna: Si - mormorai con voce non troppo convinta. Mi guardai intorno sperando che nessuno avesse notato quel piccolo bacio ma soprattutto, in cuor mio, speravo che non si fossero accorti di quello che era successo la notte precedente.
Con un dito posato sotto al mento, Hyunjin mi costrinse a girare la testa verso di sé. Era così difficile guardare dentro a quegli occhi.
Hyunjin: Non preoccuparti, va bene? - mormorò con un sorriso dolce sulle labbra.
Hyuna: Mi dispiace... - sussurrai con un groppo in gola. Abbassò il viso verso il mio, arricciando le labbra per baciarmi ma mi tirai indietro prima che le nostre labbra potessero toccarsi. Era difficile fare finta che non fosse successo quello che era successo. Mi sentivo malissimo.
Seungmin: Non ci scandalizziamo per un bacio - ci apostrofo' con un ghigno - anche perché vi vorrei ricordare che le pareti sono sottili e io ho il sonno molto leggero - ridacchiò.
Changbin: Seungmin!
Mi incurvai sulla sedia, cercando di celare il viso dietro ai capelli lunghi. Volevo sprofondare per la vergogna.
Seungmin: Che c'è, è vero. E poi, perché ti arrabbi proprio tu? L'unico rumore che arriva dalla tua stanza è quello dei pesi che cadono per terra - lo prese in giro.
Changbin: Vieni qui! - si alzò rapidamente dallo sgabello per inseguire il più piccolo. I due cominciarono a rincorrersi per il salone e la cucina tra le risa generali. Alzando brevemente la testa mi accorsi degli occhi di Minho su di me e nemmeno lui stava ridendo.
Changbin: Se ti prendo! - svolto' l'angolo andando a sbattere contro il tavolo. Il suo grugnito di dolore mi fece alzare per la preoccupazione ma continuò subito la sua corsa.
Seungmin: Tutti quei muscoli ti rallentano - gli fece la linguaccia e corse lontano dal più grande.
Minho: Andate a litigare lontano dalla mia colazione! - li rimprovero' sguainando un mestolo di legno e puntandoglielo contro.
Seguendo con lo sguardo i due che uscivano dalla cucina, mi accorsi di Chan, fermo sulla porta con le braccia conserte. Io guardavo lui e lui guardava me. Il tempo sembrava essersi fermato. La mano di Felix strinse la mia, donandomi subito conforto. Chissà da quanto era lì e quanto della conversazione aveva sentito.
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Call me Daddy || BangChan (In revisione)
FanfictionPassare da una piccola città di pescatori ad una grande metropoli era già un cambiamento enorme per una ragazza di soli ventidue anni, ma ritrovarsi a dover badare a otto ragazzi famosi, incasinati e belli come il peccato sembrava una sfida impossib...
