Non potevo staccargli gli occhi di dosso. Temevo di sbattere le palpebre per paura che potesse scomparire come un'allucinazione. Anche nel caso lo fosse stata davvero avrei preferito continuare a vivere in quella favola per sempre pur di vederlo. Sentivo gli occhi pungere per le lacrime che avevano ricominciato a sgorgare incessanti e scivolare lungo le guance. Strinsi forte le mani, provocando un lieve gemito di dolore a Hyunjin che aveva ancora le dita intrecciate alle mie. Il suo corpo solido dietro di me, in quel momento, era l'unica cosa che mi impediva di cadere a terra e gli fui grata per essere rimasto. Chan non aveva smesso un secondo di guardarmi. Sentivo il marrone intenso delle sue iridi penetrarmi fin sotto la pelle e scaldare il sangue. Senza mai lasciare i miei occhi si scostò dalla parete alla quale era appoggiato e con passo lento si avvicinò alla porta, riempiendo completamente la cornice di legno.
Hyuna: E' davvero qui? - sussurrai a Hyunjin.
Hyunjin: Si - mormorò - è come se gli si attivasse una spia ogni volta che un uomo ti si avvicina - affermò scherzoso guadagnandosi un'occhiataccia dall'amico.
Hyuna: Non fare lo stupido - singhiozzai con un sorriso. Entrambi si lasciarono andare a delle risatine nel vedermi in quelle condizioni.
Chan: Ora, potresti lasciare la mia ragazza, per favore? - guardò l'amico con il mento all'insù e gli occhi velati dalle lunghe ciglia. A quelle parole non potei fare a meno di spalancare la bocca per lo stupore. Era da tanto tempo che non sentivo quella parola uscire dalla sua bocca. Mi era mancato il tono caldo con il quale ammoniva gli altri ma che allo stesso tempo addolciva per non essere troppo duro.
Hyunjin: La tua ragazza? Non mi risulta lo sia più - lo sbeffeggiò con tono leggero.
Chan: Attento...
Hyunjin: Anzi, se non sbaglio sono stato io l'ultimo a vederla senza niente - mormorò accostando la bocca alla mia tempia - magari le servirebbe una rinfrescatina alla memoria per capire se è davvero innamorata di te.
L'espressione furente sul viso di Chan non presagiva niente di buono. Hyunjin stava tirando la corda, una corda molto fragile che si sarebbe potuta sbriciolare in mille pezzi nel giro di pochi istanti.
Chan: Ti voglio bene come ad un fratello ma stai giocando col fuoco - lo avvertì. Avanzò di un paio di passi, entrando completamente nella camera troppo piccola per due uomini così grandi. Hyunjin lasciò le mie mani che rimasero ferme in grembo, mentre le sue si spostarono lungo le mie braccia, posandosi sulle spalle con una leggera pressione.
Hyunjin: Hyung, secondo te potrei mai provarci con una ragazza che ha appena dichiarato il suo amore per un altro? - chiese arrendevole. Le sue mani lasciarono definitivamente il mio corpo e lo sentii arretrare di qualche passo. Voltai la testa per riuscire a vedere il suo viso ma i lunghi capelli castani celavano il suo sguardo. Riuscivo a vedere soltanto l'accenno di un sorriso all'angolo della bocca, in contrasto con le spalle incurvate.
Hyunjin: Sarò uno stupido ma non fino a questo punto - ironizzò - mi dispiace per tutta questa situazione.
Chan: Dispiace anche a me - sospirò, avvicinandosi ancora di un passo - non avrei mai voluto che si creasse questa tensione tra noi.
Hyunjin: A me dispiace per essermi scagliato contro di te e averti fatto male.
Chan: Non preoccuparti - afferrò l'orlo della felpa e la tirò su scoprendo gli addominali scolpiti che avevo sempre ammirato. Sull'addome, però, tre macchie violacee cominciavano a sbiadire ma erano ancora lì e dovevano dargli fastidio.
Chan: Ancora qualche giorno e sarà tutto sparito - coprì nuovamente il pezzo di pelle infortunato - comunque, a me dispiace averti provocato con le sue... - iniziò a dire con un cenno del capo nella mia direzione.
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Call me Daddy || BangChan (In revisione)
FanfictionPassare da una piccola città di pescatori ad una grande metropoli era già un cambiamento enorme per una ragazza di soli ventidue anni, ma ritrovarsi a dover badare a otto ragazzi famosi, incasinati e belli come il peccato sembrava una sfida impossib...
