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Chan: Fai piano o sveglierai tutti - mi sorrise facendomi segno di non parlare.

Hyuna: Guarda che sei tu che fai rumore - mormorai entrando in casa dopo di lui.

Chan: È colpa tua - mi prese per la vita tirandomi a sé - non riesco a toglierti le mani da dosso - affondo' il viso nell'incavo del mio collo facendomi mormorare di piacere.

Hyuna: Ancora? Ma non sei stanco? - ridacchiai stendendo il collo per accogliere meglio i suoi baci.

Chan: Sono già quaranta minuti che la mia pelle non è a contatto con la tua. È una tortura - si lamento'.

Hyuna: Si ma abbiamo passato le ultime sei ore dentro la camera di un hotel - mormorai aggrappandomi ai suoi bicipiti.

Chan: E chi ti dice che mi siano bastate? - abbassò la spallina della mia maglietta e infilò le mani sotto la stoffa, all'altezza della pancia.

Hyuna: A te, magari, non bastano ma io sono stanca. Tra due ore dovrei alzarmi per preparare la colazione - mi inarcai verso di lui quando morse la pelle sensibile della spalla.

Si staccò dalla mia pelle per guardarmi negli occhi con sguardo lascivo.

Chan: Le tue splendide labbra dicono una cosa ma una parte che preferisco di più ne dice un'altra - si morse il labbro carnoso mandandomi brividi lungo il basso ventre.

Hyuna: Non fare così... - mormorai poco convinta.

Chan: Perché, cosa sto facendo? - la sua voce bassa era musica per le orecchie. Prendendomi per il polso mi fece posare la mano sul rigonfiamento dei suoi pantaloni, facendomi ansimare.

Hyuna: Giochi sporco - accarezzai la stoffa ruvida provocandogli mormorii di piacere.

Chan: Piccola, se continui così dovrò piegarti sul tavolo della cucina e scoparti per un'altra ora - mormorò sulle mie labbra.

Hyuna: Potrei anche chiederti di farlo - sussurrai.

Stavo per aprire la zip dei suoi pantaloni quando dei passi pesanti sul pavimento del piano superiore ci fecero irrigidire sul posto. Nel giro di due secondi una ragazza corse lungo le scale, fermandosi solo sull'ultimo gradino quando si accorse di noi. Tutti e tre rimanemmo fermi ai nostri posti, sorpresi e spaventati.

La ragazza, dopo l'iniziale sorpresa, si riscosse e corse via senza guardarci.

Subito dopo, altri passi si avvicinarono dalle scale. Prima che potessi vedere chi fosse, Chan corse verso la porta della palestra lasciando solo un piccolo spiraglio per potermi vedere.

Hyunjin: Sei tornata - a passo lento mi raggiunse in fondo alle scale. Era senza maglietta e i capelli biondi scompigliati gli incorniciavano il viso.

Hyuna: Era tua la ragazza? - indicai la porta con un gesto della mano.

Hyunjin: Nah - sorrise scostandomi una ciocca di capelli dietro l'orecchio - per me l'unica ragazza sei tu.

Ebbi un tuffo al cuore.

Hyuna: Ma smettila - lo supera andando in cucina.

Hyunjin: Dico sul serio - sentii i suoi passi dietro di me - comunque, dove sei stata fin'ora?

Hyuna: Chi ti dice che sono tornata ora? - aprii il frigorifero per sottrarmi al suo sguardo.

Hyunjin: Perché sono passato in camera tua e non c'eri.

Hyuna: Come mai sei passato? Non eri con la ragazza di prima?

Hyunjin: Te l'avevo detto che volevo stare un po' con te - mi si avvicinò. Mi ritrovai schiacciata tra la porta del frigorifero e il suo corpo.

Call me Daddy || BangChan (In revisione)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora