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I giorni seguenti all'aggressione furono veramente pesanti. Avendo ancora le conseguenze del trauma cranico il medico mi aveva consigliato di passare le seguenti due settimane a casa per riposare e sotto ricatto e minaccia dei ragazzi avevo acconsentito. Dopo una settimana, però, me ne pentivo amaramente. Ero grata ai ragazzi per tutte le attenzioni che mi davano, incastrando i loro impegni affinché uno di loro, a rotazione, stesse sempre con me, ma le loro attenzioni cominciavano ad essere opprimenti e fastidiose. Quando mi avevano riportata a casa non passava mezz'ora senza che qualcuno bussasse alla porta della mia camera per chiedermi come stessi o se avessi bisogno di qualcosa. Chan aveva anche rinunciato alle sue schedule per poter rimanere al mio fianco, riempiendomi di attenzioni, coccole e mille baci per dei giorni interi. Quando, finalmente, si addormentava mi alzavo dal letto cercando di fare meno rumore possibile, camminando in punta di piedi fino al bagno, mi spogliavo e m immergevo nella vasca piena d'acqua per cancellare il passaggio di ogni suo bacio e ogni sua carezza. Mi sentivo una vera stronza e un'ingrata, e probabilmente lo ero, ma sentirmelo così addosso mi aveva fatta fremere per l'irritazione e l'impossibilità di poterlo cacciare via. Non ero in me da quando avevo lasciato l'ospedale e speravo fosse solo un periodo passeggero. Lo amavo, ma la conversazione avuta con il medico prima delle mie dimissioni mi riecheggiava ancora in testa, perseguitandomi.

Seungmin: Mi stai ascoltando?

Ritornai al presente, in cucina. Seungmin era seduto sullo sgabello dell'isola centrale e mi stava guardando con disappunto.

Hyuna: Scusa, stavo pensando... - feci un respiro profondo poggiando i palmi delle mani sul marmo freddo. Davanti a me avevo ancora il coltello infilzato nel legno del tagliere e le verdure che avevo disposto tutte intorno. Mi chiesi per quanto tempo fossi rimasta immobile.

Seungmin: Stavi pensando a quanto vorresti affettare qualcuno con quel coltello? - ghignò sotto ai baffi - io ti consiglio Changbin, sembra molto gustoso.

Hyuna: Ho dato un morso ai suoi bicipiti, sono davvero gustosi - un sorriso genuino mi tese le labbra. Negli ultimi tempi, momenti così rilassanti erano rari.

Seungmin: Sarà meglio che non lo sappia o potrebbe chiudersi in palestra ventiquattr'ore su ventiquattro.

Ripresi il controllo del mio corpo, allontanando tutti i pensieri distruttivi che stavano affollando la mia mente. Cominciai a sbucciare e affettare le verdure disponendole in una terrina con salsa di soia, sale e pepe. Aprii lo sportello del forno e infilai la teglia all'interno. Con gesti metodici ripulii il piano di lavoro per disporre il pollo, il manzo e il maiale in tre terrine.

Seungmin: Prima che arrivassi tu la casa era un caos - gli occhi erano puntati sulla carne in mezzo a noi ma ogni tanto li alzava per incontrare i miei. Vedere Seungmin imbarazzato era così raro che mi fermai a guardarlo.

Seungmin: Abbiamo avuto mille domestiche che si occupavano di pulire, cucinare e fare in modo che non ci mancasse mai niente, ma quello che ci hai dato tu è qualcosa che si avvicina di più all'affetto di una mamma.

Sentirlo riferirsi a me come ad una madre mi spiazzò, inducendomi a guardarlo con tanto d'occhi prima di abbassare la testa.

Seungmin: Scusa, diciamo come una sorella maggiore - scoccò un occhiolino nella mia direzione.

Hyuna: Grazie per la concessione - affermai sarcastica con un sorriso appena accennato.

Seungmin: Prego. Però dicevo sul serio, con te è cambiato tutto. Prima eravamo tutti molto più ...

Hyuna: Stronzi? Pervertiti? Arroganti? Cavernicoli? - lo incalzai.

Seungmin: Qualcuno più di altri - scrollò le spalle con noncuranza - abbiamo fatto tutti un grande cambiamento, sia personalmente che come unità di gruppo. Lo sai che non sono il tipo che dice cose sdolcinate né che fa complimenti ma non so come hai avuto una tale influenza su di noi da farci diventare persone migliori.

Call me Daddy || BangChan (In revisione)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora