Capitolo 12

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«Sbrigati, non ho tutto il giorno»

Seguivo la schiena di Chan che si muoveva svelto lungo scale e corridoi che se avessi dovuto percorrere da sola non avrei saputo distinguere. Attaccati alle pareti erano appesi i poster di alcuni programmi televisivi molto famosi. Mi chiesi come non avessi riconosciuto il nome dell'emittente tv scritto a caratteri cubitali sulla cima del palazzo. Forse, ero così concentrata su Jaehyun da non averci fatto caso. Al ricordo di Jaehyun e del pomeriggio passato con lui non riuscii a trattenere un sorriso. La mia testa andò a scontrarsi con qualcosa di massiccio fermatosi davanti a me all'improvviso.

«Ma che...?» alzai il viso, infastidita, mettendo a fuoco solo in quel momento il petto di Chan a pochi millimetri dai miei occhi.

«Che cavolo fai?» confusa, tentai di allontanarmi di qualche passo per poterlo guardare meglio negli occhi ma la sua mano volò sotto al mio mento, sollevandolo. Eravamo occhi negli occhi e se i miei riflettevano la mia confusione i suoi mi scuravano con estrema durezza.

«Quel sorriso era per lui?»

«Come?» sgranai gli occhi.

«Perché eri con Jaehyun?» portò il viso ancora più vicino al mio. Potevo sentire il suo fiato caldo sulle labbra.

«Io...» quella vicinanza, mischiata al suo profumo e a quegli occhi così profondi mi diedero le vertigini. Sentivo la testa leggera come un palloncino.

«Come lo hai incontrato?»

«Perché mi fai tutte queste domande?» stesi le labbra in una linea dura, stanca di quell'interrogatorio senza senso. Gli afferrai la mano che mi stava ancora tenendo, tentando di toglierla, ma la sua presa era ferrea sul mio mento.

«Perché non rispondi?» stava sondando il mio sguardo, cercando qualcosa, forse una risposta. Con la mano libera mi afferrò il fianco, stringendolo leggermente. Le sue mani su di me bruciavano in un modo particolarmente delizioso.

«Quello che faccio nel mio tempo libero non sono affari tuoi» affermai decisa.

«Tutto quello che ti riguarda è affar mio» a quelle parole portò i nostri corpi più vicini. Sentii le nostre cosce sfiorarsi e tanti piccoli brividi mi corsero lungo il corpo. Intorno a noi potevo sentire una strana energia crepitare, come elettricità. Sembrava che il tempo fosse rallentato e una bolla calda e confortevole si fosse posata su di noi. Mi sentivo strana. Ed eccitata.

«Bang Chan, sei qui» una voce alle sue spalle mi fece sussultare. Senza smettere di guardarmi negli occhi abbassò le mani, spostandosi all'indietro di qualche passo mettendo della distanza tra noi, per poi girarsi verso l'uomo che lo aveva chiamato, interrompendo quel momento stranamente intimo.

«Che c'è?» le sue spalle erano visibilmente tese.

«Ti stavo cercando» l'uomo sbirciò nella mia direzione, guardandomi da sopra la spalla di Chan. Con un sonoro sbuffo, Chan si fece da parte, spostandosi di lato affinché io e l'uomo potessimo vederci chiaramente in faccia.

«Manager Lee, questa è Hyuna, la nostra governante» affermò guardando l'uomo «Hyuna, il manager Lee. È lui che si occupa degli affari del gruppo» affermò nella mia direzione.

«Ma certo. Abbiamo parlato al telefono quando hai chiamato per il lavoro» mi regalò un grande sorriso, inchinandosi.

«Certo, mi ricordo» ricambiai il sorriso con riluttanza, inchinandomi a mia volta.

«Perché mi stavi cercando?» chiese Chan spostandosi impercettibilmente nella mia direzione.

«Devi finire di prepararti, non manca molto al vostro turno» lo informò l'uomo.

Call me Daddy || BangChan (In revisione)La tua prossima ossessione. Scoprilo ora