Buio. Dolore. No, non dolore. Angoscia. Silenzio. No, prima sentivo solo silenzio ma ora sentivo qualcosa che somigliava molto ad un bip. Bip. Bip. Cercai di aprire gli occhi ma le palpebre erano troppo pesanti e il buio che vedevo davanti a me così invitante. Forse mi stavo svegliando. C'erano delle voci intorno a me che prima non sentivo. La testa bruciava e pulsava e non capivo perché. Perché c'erano tutte quelle voci? Chi c'era con me? Mi concentrai su quelle voci così concitate, prestando attenzione alla conversazione che stava avendo luogo al mio fianco.
... Sei sicuro di non aver visto niente?
... Te l'ho già detto, è corsa via e non l'ho più vista.
Corsa via. Io ero corsa via mentre stavo guardando i ragazzi dal monitor e avevo sentito una forte nausea risalirmi lo stomaco. Forse stavano parlando di me.
... Le persone lì vicino non hanno visto niente.
... Ho parlato con la ragazza che l'ha trovata e ha detto di non aver visto nessuno uscire dal bagno.
Il bagno. Ora cominciavo a ricordare qualcosa. Ero arrivata appena in tempo per rimettere tutto il contenuto dello stomaco. Mi sentivo male. Poi ero andata a sciacquarmi la faccia e all'improvviso più niente.
... Quindi è sparito nel nulla?!
... Calmo. La polizia sta indagando.
... Se ripenso a tutto quel sangue...
Qualcuno mi aveva colpita alla testa mentre ero di spalle. Un brivido mi corse lungo la schiena nel pensare alla scena che i ragazzi si erano trovati davanti. La voce arrabbiata di Chan, poi, era l'unica che in quel momento riusciva a fare breccia nella confusione della mia mente.
... Perché non vai in bagno a darti una ripulita? Ci siamo noi qui.
Chan: No, non intendo lasciarla.
No, non lasciarmi. Ho paura. Con uno sforzo immenso mossi le dita di una mano sbattendo contro qualcosa di caldo.
Chan: Hyuna? - l'incredulità nella sua voce mi strinse il cuore.
... Che c'è?
Chan: Ha mosso le dita della mano - affermò stupito. Sulle mani che stavano riprendendo sensibilità sentii quella che doveva essere la mano di Chan e un'altra che stringevano le mie.
Chan: Piccola, mi senti? - la sua voce era più vicina.
... Hyuna?
La voce roca dall'atro lato del letto mi sembrava quella di Hyunjin e anche la mano piena di anelli sulla mia doveva essere la sua.
... Si sta svegliando! Grazie, Signore.
Felix? Erano tutti lì? Uno alla volta, sentii sei mani poggiarsi sulle mie gambe e voci sollevate riempire l'aria. Dovevo svegliarmi. Dovevo vederli. Finalmente, intravidi della luce filtrare tra le ombre dietro i miei occhi. Sollevai di poco le palpebre trovando una luce accecante che mi costrinse a serrarli nuovamente.
Chan: Spegnete la luce!
Dei passi si spostarono pesanti sul pavimento e la luce scomparve.
Chan: Ora puoi aprirli - mormorò piano al mio fianco.
Sollevai le palpebre, sbattendole velocemente per la luce fioca che vedevo sopra di me. Una massa informe e appannata mi si aprì davanti e ci volle qualche secondo per riuscire a distinguere nuovamente le figure, vedendo finalmente le facce dei ragazzi. Chan, al mio fianco, fu il primo che vidi e sulla quale concentrai lo sguardo. Era spettinato, con il trucco sfatto e indossava ancora i vestiti che gli avevo visto indossare per le registrazioni del programma. Sembrava avesse pianto.
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Call me Daddy || BangChan (In revisione)
Fiksi PenggemarPassare da una piccola città di pescatori ad una grande metropoli era già un cambiamento enorme per una ragazza di soli ventidue anni, ma ritrovarsi a dover badare a otto ragazzi famosi, incasinati e belli come il peccato sembrava una sfida impossib...
