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Seconda parte

Hyunjin: Non posso crederci - se ne stava appoggiato allo stipite della finestra con le braccia conserte e l'espressione dura in volto.

Hyuna: Lo hai già detto - sospirai guardandomi allo specchio.

Hyunjin: Lo so, ma ancora non posso crederci.

Hyuna: Lo avresti fatto anche tu - lo canzonai.

Hyunjin: Certo che lo avrei fatto. - bofonchiò - Adesso, però, se lo facessi io non si scandalizzerebbe più nessuno.

Hyuna: Se vuoi posso fare io la parte della scandalizzata - mi girai verso di lui con le mani sulle guance e la bocca spalancata in un'espressione che riprendeva L'urlo di Munch.

Hyunjin: Non sei divertente - affermò cercando di mantenere un tono grave, venendo, però, tradito dal piccolo sorriso che gli puntò sulle labbra.

Hyunjin: Comunque, avete scioccato Felix - con l'aria più rilassata si avvicinò, posandomi le mani sulle spalle e guardandomi attraverso il riflesso dello specchio davanti a me.

Hyuna: Anche Felix fa sesso - sottolineai.

Hyunjin: Ma non si mette a urlare quando sa che al piano di sotto ci sono una trentina di persone - il tono accusatorio tradì il divertimento.

Hyuna: Mi dispiace, ma ne avevo davvero bisogno - mi giustificai mettendo su il broncio.

Hyunjin: Tu e le tue voglie - sospirò.

Nell'ultimo mese non avevo reso le cose facili a nessuno dei ragazzi. Si erano trasformati nei perfetti zii e avevano cercato di aiutarmi in tutto e soddisfare le più strane voglie. Una sera, verso le due del mattino mi ero svegliata con lo stomaco che brontolava e una voglia incredibile di ramen. Ero scesa in cucina per prepararmene una ciotola ma i ragazzi l'avevano finito tutto e quindi mi ero intrufolata in camera di Changbin per attingere alla sua scorta di emergenza, ma anche quella era finita. Frustrata, allora, mi ero messa a piangere come una bambina in mezzo al corridoio svegliando tutti. A Chan era quasi preso un colpo pensando che fosse successo qualcosa alla bambina. Una volta capito il problema erano corsi tutti a vestirsi, avevano preso le macchine ed erano usciti di filato da casa per guidare fino al primo mini market e fare incetta di tutte le confezioni possibili di ramen, stick di formaggio, tteokbokki e schifezze varie. Quella sera avevo capito che pur di non vedermi stare male avrebbero fatto qualsiasi cosa, anche alzarsi nel cuore della notte per andare a prendere da mangiare.

Hyunjin: Mi stai ascoltando?

Mi riscossi dai miei pensieri e tornai a guardarlo nello specchio. Non avevo nemmeno notato che mi stava abbracciando da dietro e che il mento poggiava sulla mia spalla. Un sorriso dolce si apri' sul suo volto quando mi lasciai andare all'indietro contro il suo petto. Quando sorrideva in quel modo, rilassando tutto il viso, riuscivo a vedere la sua giovane età e quella parte meno posata e rigida che usava sempre e che ormai era diventata quasi la sua normale espressione.

Hyunjin: Fin dove hai ascoltato? - ridacchiò nel mio orecchio.

Hyuna: Dopo "voglie" ho un vuoto - confessai abbassando lo sguardo.

Hyunjin: Beh, ti risparmio i dettagli. Sei bellissima e con questo vestito sembri una fatina - posò un bacio sulla tempia.

Hyuna: Una fatina un po' incinta - storsi la bocca piegando la testa di lato per osservare meglio il mio corpo allo specchio. Indossavo un abito bianco morbido, aderente, con le spalline sottili e uno scollo a cappuccio che metteva in risalto il seno gonfio. L'abito mi piaceva e mi stava abbastanza bene addosso ma il bianco metteva in risalto la pancia mettendomi a disagio.

Call me Daddy || BangChan (In revisione)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora