Sbiancai. Che diavolo ci facevano lì, non erano andati via? I due ragazzi, belli come il sole, non mi staccavano gli occhi di dosso, probabilmente cercando di capire la mia prossima mossa. Guardai prima loro e poi mi guardai intorno, chiedendomi per prima cosa se gli altri fossero ancora nei paraggi e in secondo luogo per assicurarmi che nessuno ci stesse prestando attenzione. In quel momento avevo solo due scelte, inventare una bugia sul perché mi trovavo in agenzia di mattina presto o cominciare a correre senza guardami indietro.
Hyunjin: Non pensare nemmeno di scappare - mi ammonì inarcando un sopracciglio. Sembrava mi avesse letto nel pensiero.
Hyuna: Ma come cavolo fai? - chiesi a bocca aperta.
Hyunjin: È un dono. Ti conosco più di chiunque altro - scrollò le spalle con noncuranza ma sotto quella maschera di indifferenza vedevo quanto gli facessero male quelle parole e d'altronde anche io sentii una stilettata al cuore.
Hyuna: Beh, che ci fate qui? - chiesi con tutta l'innocenza che riuscii a tirare fuori.
Felix: Questo lo dovremmo chiedere noi a te - affermò incerto.
Hyuna: Io ci lavoro qui - affermai senza pensarci troppo, sperando non facessero altre domande e prendessero per buone le mie parole.
Hyunjin: Non alle otto di mattina - replicò avvicinandosi a me. Pur con strati su strati di vestiti e il cappuccio della felpa alzato sulla testa riuscivo a distinguere le curve del suo corpo e la bellezza del suo viso. Non mi sorprendeva che le ragazze gli si buttassero addosso e si innamorassero di lui. D'altronde, seppur per un breve periodo, lo ero stata anch'io.
Hyuna: Adesso sai anche i miei orari? - chiesi con sufficienza, ricevendo in cambio due sguardi sospettosi. Probabilmente, mettermi sulla difensiva non aiutava il disperato tentativo di passare inosservata.
Hyunjin: Tu lavori solo il pomeriggio o la sera perché la mattina hai le lezioni all'università - il sospiro stanco che gli uscì mi fece desistere dal continuare a mentire. Era incredibile che sapesse una cosa del genere. Probabilmente, nemmeno Chan lo sapeva, pensai con stupore.
Felix: Sappiamo che eri nell'ufficio di Park quando siamo arrivati - mi accusò con un sopracciglio inarcato.
Hyuna: E da cosa lo avreste dedotto? - li sfidai, incrociando le braccia al petto. Con loro davanti, più alti e inquisitori, mi sentivo una bambina colta con le mani nella marmellata.
Felix: Il tuo profumo. Era ovunque nell'ufficio - spiegò sollevando il mento. Ora ero io quella confusa. Avendo dormito in albergo e senza i miei prodotti abituali avevo usato quelli già presenti in bagno. Non potevano di certo aver sentito il mio profumo.
Hyuna: State solo tirando ad indovinare. Stamattina non ho messo il profumo, quindi se anche fossi stata lì non avreste sentito nulla. State bluffando - affermai con un sorriso trionfante.
Entrambi si avvicinarono, facendomi indietreggiare di qualche passo per la sorpresa. Come fossero una persona sola, entrambi mi afferrarono le braccia, uno a destra e l'altro a sinistra, e all'unisono si abbassarono su di me, sprofondando la testa nell'incavo del mio collo. Li sentii ispirare sulla pelle e tanti piccoli brividi mi solcarono le terminazioni nervose. Il mio corpo, in una reazione istintiva, fece affluire una grande quantità di calore nello stomaco e più giù, dove solo poche ore prima si era tuffato Chan, più e più volte. Arrossii al pensiero.
Hyunjin: Il profumo della tua pelle è inconfondibile - mormorò al mio orecchio. Trattenni il respiro, sperando che le ondate di fuoco che sentivo affluire in me si spegnessero presto.
Felix: Si, è proprio questo il profumo che ho sentito - mormorò, lasciandomi un bacio sulla linea della mascella e ritornando in posizione eretta. Hyunjin si soffermò dei secondi in più ad annusare la mia pelle e più secondi passavano e più sentivo le ginocchia cedere. Alla fine, quando sentì il mio sospiro si rimise dritto, sfiorandomi il collo con le labbra. Lasciai uscire dei piccoli colpi di tosse, prendendo tempo per sistemare il casino interiore che avevo appena provato.
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Call me Daddy || BangChan (In revisione)
FanfictionPassare da una piccola città di pescatori ad una grande metropoli era già un cambiamento enorme per una ragazza di soli ventidue anni, ma ritrovarsi a dover badare a otto ragazzi famosi, incasinati e belli come il peccato sembrava una sfida impossib...
