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Osservai la mano che si stava già arrossando. La botta che avevo dato al ripiano di marmo era talmente forte che avevo la mano indolenzita e sentivo un dolore sordo che saliva lungo tutto il mignolo fino al polso. Non avrei dovuto farlo; sapevo me ne sarei pentita amaramente ma in quel momento non ci avevo pensato e avevo agito d'istinto.
Ero ferma nel punto in cui mi trovavo mentre parlavo con Hyunjin, immobile. Meditai di andare a mettere la mano ferita sotto l'acqua fredda ma la discussione mi aveva tolto tutte le forze, lasciandomi sfinita.

I.N: Buongiorno - mormorò con voce roca entrando in cucina.

Hyuna: 'Giorno - nascosi la mano dietro al fianco cercando di mostrarmi tranquilla e serena.

Hyuna: Stavo preparando il ramen, ne vuoi un po'? - girai intorno al bancone assicurandomi di tenere sempre la mano coperta.

I.N: No. Ieri notte avevo fame e ne ho rubate due scatolette a Changbin hyung - si accomodo' sullo sgabello del ripiano. Era ancora mezzo addormentato, con gli occhi chiusi e un velo di barba sul mento.

Hyuna: E lui lo sa? - chiesi con un sorrisetto.

I.N: Se non lo hai visto venire giù come una furia, no - sorrise furbo.

Hyuna: Aspetta, le hai prese da qui o dalla sua camera? - mi girai verso di lui con un sopracciglio alzato.

I.N: Era tardi, non mi andava di scende - si giustifico'.

Hyuna: Quindi le hai prese dalla sua scorta di emergenza - puntualizzai girandomi verso l'orologio appeso al muro. Erano, ormai, le undici e la casa stava per risvegliarsi. Conoscevo gli orari di ognuno di loro ma soprattutto conoscevo la fame mattutina di Changbin e sapevo che una volta in piedi non avrebbe perso tempo a scendere in cucina per farsi la prima porzione di ramen. Teneva varie scatolette impilate ordinatamente in un angolo della camera, esattamente accanto al bollitore elettrico. Si sarebbe accorto della sparizione del ramen in meno di tre secondi.

Hyuna: Hai circa tre minuti per scappare - gli suggerii.

I.N: No, ti prego. Non ho ancora aperto gli occhi, non ce la faccio a correre - si lamento'.

Hyuna: Mi dispiace ma conoscevi le conseguenze delle tue azioni - lo canzonai.

Continuai a preparare la colazione, tagliando e bollendo verdure. Era capitato già più di una volta che I.N prendesse il ramen di Changbin; la prima volta avevo assistito ad una maratona in giro per casa di almeno quarantacinque minuti. Alla fine il più piccolo era stato preso sulla stanchezza e si era beccato una sfuriata dal più grande. La seconda volta, per evitare la scenata, ero stata costretta a correre al mini market più vicino per sostituire le prove del reato. In quel momento, però, non avevo nessuna voglia di mettermi a correre. Decisi che lo avrei semplicemente lasciato al suo destino.
Con la coda dell'occhio lo vidi scendere dallo sgabello e venirmi vicino. Me lo ritrovai a pochi centimetri da me con la sua espressione da cucciolo sofferente. Quando faceva così nessuno sapeva dirgli di no e io non ero da meno.

Hyuna: Che cosa vuoi? - sospirai.

I.N: Potresti pensarci tu? - appoggiò la testa sulla mia spalla facendo le fusa come un gattino.

Hyuna: Io? E che cosa dovrei fare, secondo te? Non mi metterò di nuovo a correre in giro per trovare l'esatta marca che prende lui - lo avvertii puntandogli le bacchette contro.

I.N: Qualsiasi cosa che mi eviti di dover correre per tutta casa.

Hyuna: Cosa ti fa pensare che riesca a far desistere Changbin dall'ucciderti? - stavo cedendo e se n'era accorto.

I.N: Perché tu riesci ad avere un ascendente su di noi che nessuna donna ha mai avuto prima - sollevò la testa dalla spalla per permettermi di vedere il suo sorriso che si allargava.

Call me Daddy || BangChan (In revisione)La tua prossima ossessione. Scoprilo ora