E fu così che non me ne andai. Avevo preso una decisione e avevo fatto un patto con Jeongin, dovevo stringere i denti e andare avanti. Anche se non lo avrei mai ammesso ad alta voce restare con loro non mi dispiaceva poi tanto, soprattutto perché con alcuni di loro stavo cominciando ad aprirmi. Questo, però, non cambiava il fatto che ai ragazzi servisse un bel calcio nel sedere.
Un trillo moltofastidioso mi penetrò le orecchie facendomi rigirare nel letto e affondare ilviso nel cuscino. Pregai che il rumore smettesse da solo ma dopo diversiistanti di quel fastidioso suono ne avevo già abbastanza. Allungai il bracciooltre il lenzuolo, afferrai la sveglia sul comodino e la lanciai per terra contutta la forza che riuscii a trovare nel braccio stanco. La sera prima avevodovuto sistemare il disastro che Felix e Seungmin avevano fatto in cucina peruna live. Avevano provato a fare dei dolci ma l'esperimento era miseramentefallito e per poco non avevano dato fuoco all'intera cucina. Gli schizzi diglassa erano arrivati fino ai pensili più alti e per pulire tutto ero andata adormire alle tre del mattino. Con i giorni che passavano stavo imparando quelloche c'era da sapere sull'essere la governante di un gruppo di cantanti. Sì,perché gli Stray Kids erano questo, un gruppo di otto ragazzi che cantavano eballavano in modo incredibile. Per poter imparare di più sul loro conto avevofatto delle ricerche e mi erano capitati alcuni video delle loro performance.Più li guardavo e più venivo attratta dal loro stile e dalla loro bravura. Miaveva sorpresa sapere quanto fossero famosi e quanto fossi ignorante inmateria. Forse, tutti quegli anni che avevo passato a cercare di far quadrare iconti a casa, passando da un lavoro part-time ad un altro e uscendo raramentemi avevano estraniata dalla realtà più di quanto non avessi creduto. Stando inquella casa e occupandomi di ragazzi con esigenze diverse dal normale mi sareidovuta mettere in pari con tutto quello che ancora non sapevo di quel mondo.Cominciavo a capire lo stress che i ragazzi provavano. Nemmeno a casa potevanorilassarsi e dedicarsi alle loro cose perché molto spesso dovevano portarsidietro il lavoro, come Bang Chan, Changbin e Han che essendo il trio produttivodelle canzoni del gruppo molto spesso li trovavo in cucina con fogli, laptop e spartiti davanti che discutevano su una frase o una parola che non andava in un testo. Felix, Hyunjin e Leeknow, invece, facevano parte della dance line e capitava spesso che uno dei tre utilizzasse il salone o il corridoio al piano di sopra per provare qualche passo di danza. Capitava spesso che mi ritrovassi davanti Hyunjin intento a provare qualche nuovo passo e quando succedeva mi fermavo a guardarlo, incantata dalla padronanza che aveva nel corpo. Infine, c'erano i due più piccoli, Seungmin e Jeongin che si occupavano della parte vocale nel gruppo. Sentire quei due canticchiare delle ballad poteva cambiare in meglio la giornata di chiunque. Un altro che riusciva a migliorare le giornate era sicuramente Bang Chan. Lo vedevo poco a casa. I ragazzi mi avevano detto che preferiva passare la maggior parte della giornata nella loro agenzia di intrattenimento, nel suo studio personale. Quando era presente, però, la sua aura riempiva l'ambiente circostante ed era quasi impossibile non accorgersi di lui. Sorrisi ad occhi chiusi, scivolando sempre di più nell'oblio del sonno.
«Ehy...ehy...svegliati» sentii una voce in lontananza ma pensai fossero solo quei suoi che ascoltati durante il dormiveglia possono sembrare delle parole, perciò non mi preoccupai di alzare la testa. Affondai ancora di più la faccia nel cuscino, spostandomi indietro sul materasso verso una imprecisata fonte di calore alle mie spalle. Mi crogiolai nel calore, strofinandoci la schiena contro con un sospiro.
«Se continui a strusciarmi il culo addosso dovrai darmi una mano»
Quelle parole micostrinsero ad aprire gli occhi e tirarmi su di slancio per girarmi e potervedere di chi diavolo fosse quella voce, anche se credevo di saperlo. Mi misiseduta, tirando il lenzuolo sul corpo per coprire la maglietta leggera cheindossavo e nascondere il mio seno nudo al di sotto. Lo vidi a proprio agiodisteso sul mio letto senza maglietta e con quelli che sembravano dei boxer chespuntavano dall'orlo alzato del lenzuolo. Mi cadde l'occhio sulla distesaliscia degli addominali, con la pelle di porcellana priva di qualsiasi tipo diimperfezione, risalendo sul petto definito e le braccia muscolose piegate sottola testa. Mi morsi il labbro inferiore. I capelli lunghi fin sotto le orecchieerano spettinati sul cuscino, gli occhi seducenti mi guardavano con un luccichio malizioso e le grandi labbra sorridevano divertite nel vedere la mia espressione sconcertata.
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Call me Daddy || BangChan (In revisione)
Fiksi PenggemarPassare da una piccola città di pescatori ad una grande metropoli era già un cambiamento enorme per una ragazza di soli ventidue anni, ma ritrovarsi a dover badare a otto ragazzi famosi, incasinati e belli come il peccato sembrava una sfida impossib...
