ELRIS
"Alloraaa, si può sapere dov'eri ieri? Sono passata a casa tua, ma non ti ho trovato," disse Bethany con un tono che oscillava tra la curiosità e il rimprovero, anche se il sorriso compiaciuto sul suo volto rivelava che si stava divertendo alle mie spalle.
Camminavamo lungo il viale quasi completamente ghiacciato,l'aria fresca del mattino ci circondava, ma il suo interrogatorio iniziava a farmi sentire come se fossi sotto un riflettore.
"Dove sarei potuta essere, Beth? Ero con Jack e gli altri," risposi cercando di mantenere un'aria rilassata, anche se dentro di me sapevo esattamente dove voleva arrivare.
Lei si fermò bruscamente, piantando le mani sui fianchi. "Ti avrei anche creduto, sai? Se solo Jack non fosse stato con me tutto il pomeriggio."
Mi bloccai, sorpresa per un istante. La mia mente si mise subito in moto per cercare una scusa, una qualsiasi, ma sapevo che con Bethany non sarei andata lontano. Mentire a lei era come cercare di nascondere il sole con una mano.
"Ok," sospirai, alzando le mani in segno di resa. "Sono stata con Zade."
Bethany spalancò gli occhi, e il suo sorriso si trasformò in un ghigno malizioso. "Con Zade?!" esclamò, la sua voce un misto di incredulità e puro entusiasmo. "E non avevi intenzione di dirmelo?!"
Alzai gli occhi al cielo, irritata dalla sua reazione esagerata. "No, perché non è successo nulla," dissi seccamente.
Bethany scoppiò a ridere, il suo sguardo luminoso di divertimento. "Scommetto che non è successo nulla solo perché tu hai fermato tutto sul nascere. Sei sempre così noiosa."
"Non ho fermato nulla perché non c'era niente da fermare," risposi esasperata. "È venuto per chiedermi aiuto, di nuovo. Mi ha raccontato tutta la sua vita tragica, e... beh, per non doverlo ascoltare, ho accettato."
Lei mi osservò con attenzione, il sorriso che si affievoliva appena. "Hai accettato per non sentirlo più o perché ti rivedi in lui?"
La sua domanda colpì nel segno, come solo Bethany sapeva fare. Non risposi subito, fissando il viale davanti a noi. Le parole mi si bloccavano in gola.
"Forse un po' entrambe le cose," ammisi infine, con un filo di voce. "Zade non è... cattivo. È solo intrappolato in qualcosa più grande di lui. E se posso aiutarlo a uscirne, magari riesco a far uscire anche me da tutto questo."
Bethany mi guardò, sorpresa dalla mia onestà. Poi sorrise dolcemente. "Dici sempre che in te c'è solo il marcio ma io lo vedo che in realtà è tutta una bugia."
Deglutii a fatica per quelle parole, non sopportavo quando la gente diceva che ero buona, perché non lo ero e non ci credevo. Così colsi l'occasione per cambiare argomento, sfruttando il suo momento di disarmo. "Che mi dici invece di te e Jack?" chiesi, con un tono volutamente casuale.
La sua espressione cambiò in un attimo. "C-cosa? Ma di che diavolo stai parlando?" balbettò, cercando di mascherare il rossore che le colorava le guance.
Le lanciai uno sguardo di sfida, alzando un sopracciglio. "Pensi davvero che io sia così stupida? Sei la mia migliore amica, Bethany, e Jack lavora per me. Conosco ogni suo spostamento, ogni messaggio, ogni maledetta scusa che ha tirato fuori."
Bethany deglutì nervosamente, guardandosi intorno come se cercasse una via di fuga. "Non c'è niente tra noi," protestò, ma il suo tono mancava di convinzione.
"Ah, certo. E io sono la regina delle fate," risposi con sarcasmo, incrociando le braccia. "Ascolta, Beth, non mi interessa cosa sta succedendo tra voi due, ma mentirmi? A me? Sei proprio sicura di voler giocare su questo terreno?"
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𝕯𝖆𝖓𝖌𝖊𝖗𝖔𝖚𝖘 𝖌𝖆𝖒𝖊𝖘
RomanceRicordatevi che c'è qualcosa di più pericoloso in questo mondo di un uomo umiliato, una donna cattiva Nel cuore pulsante del Bronx, tra le strade affollate e i vicoli scarsamente illuminati, si cela un mondo di sfide e opportunità, di speranze e tra...
