ELRIS
non saprei descrivere il momento appena passato con Zade, quel ragazzo è in grado di farti perdere il controllo solo con un tocco e questo mi spaventa. Non avrei mai pensato di poter provare un sentimento del genere e la mia principale preoccupazione è che se assecondo i sentimenti che stanno crescendo verso quel ragazzo perderò il mio obiettivo principale.
la vendetta verso coloro che mi hanno resa la persona che sono adesso
Ma non voglio privarmi nemmeno di tutto questo, di una persona che fa del fantastico sesso e che non mi vede solo come un'assassina, una schizofrenica e assetata di sangue. Mi trovo a dover scegliere tra piacere e dovere e per la prima volta sono tentata di mandare tutto a fanculo e rischiare.
Adesso però non sono in grado di prendere questa decisione perciò quando usciamo dalla stanza ci dividiamo, io vado verso il bar che si trova in fondo alla sala e lui a parlare con altri uomini che a quanto pare conosce.
"Bourbon con ghiaccio" dico al barista quando mi accomodo su una delle sedie poste lì davanti, ho bisogno di qualcosa di forte per mandare avanti questa serata e non cedere alla tentazione di riprendere Zade e riportarlo in quella stanza
cristo sembro una cazzo di fidanzatina arrapata
quando il bicchiere viene posto sul bancone lo prendo e lo mando giù tutto di un fiato riordinandone un'altro. Nel frattempo gioco con il tovagliolo riordinando il caos nella testa, ma sono talmente immersa nella mia bolla da accorgermi troppo tardi che una mano si è appena appoggiata sulla mia spalla.
con un movimento veloce alzo un piede e con forza stacco il pugnale dalla scarpa, che fungeva da tacco, e lo punto al collo dello sconosciuto non appena mi giro
"Ma che cazzo" stacca la mano dal mio corpo e fa un passo indietro con faccia sconvolta alternando lo sguardo dal pugnale al piede che penzola dalla sedia
"Hai nascosto un pugnale nella scarpa? geniale, da ora dovrò dire alle nostre guardie di controllare anche le scarpe delle ragazze prima di farle entrare in casa nostra"
"Cosa vuoi Alessandro" dico secca non capendo se vuole prendermi in giro o iniziare a fare conversazione, ma in ogni caso ha perso in partenza perché non ho nessuna intenzione di parlare con lui
"Ti ho visto qui da sola e pensavo avessi bisogno di qualcuno con cui parlare" la sua voce si fa pian pian più lieve come se fosse sconvolto delle sue stesse parole e devo ammettere che ha lasciato sorpresa anche me
"Pensi veramente che se avessi bisogno di parlare con qualcuno quello saresti te? devo ricordarti che fino a qualche momento fa mi hai chiamato puttana e volevi uccidermi con lo sguardo" gli rispondo inarcando il sopracciglio
lui fa un sospiro e abbassa le spalle "posso sedermi?" ma non aspetta che dia una risposta, sposta la sedia vicino alla mia e si siede ordinando anche lui un drink
Non parliamo, rimaniamo entrambi fermi al nostro posto a fissarci a vicenda e aspettando che qualcuno inizi a parlare, alla fine quando arrivano i nostri ordini capisce che io non darò inizio a nulla e ricomincia a parlare
"Mi dispiace per prima, ero solo sorpreso che avessi accettato l'invito di nostra madre"
"Era impossibile non notarlo, ti devo essere mancata molto fratellino" sorrido e faccio gli occhi dolci prendendolo in giro
"Devi comprendermi Lily" comincia a dire ma notando il mio sguardo che si indurisce si ferma subito "volevo dire Elirs, scusami"
"ti ho cercata per anni, te lo giuro. Pensavo che non ci sarei mai riuscito e quando finalmente ti avevo trovata tu mi hai liquidato come se fossi uno dei tenti problemi da eliminare. Sono abituato a non sentire un no come risposta e per questo mi sono innervosito. Poi arriva mia madre, parlate e all'improvviso ti presenti qui, mi sono sentito come se non valessi nulla" concluse mettendo a nudo tutte le sue insicurezze, ma guardandosi sempre intorno accertandosi che nessuno lo sentisse
"Avevo 22 anni ed ero appena uscita da una situazione difficile, non sapevo nemmeno chi fossi e fino a quel momento pensavo che chiunque si avvicinasse volesse uccidermi. E poi non ho mai saputo niente su Cora figuriamoci di un fratello" questa volta non usai il sarcasmo o toni taglienti, ho dovuto mettere da parte l'orgoglio e raccontargli la mia prospettiva
lui rimase in silenzio per un momento, come se cercasse di metabolizzare le mie parole "capisco, forse sono stato troppo impaziente. Non avevo idea di tutto quello che avevi passato" ammise con voce pacata "pensavo solo che fosse tutto più semplice, che bastasse cercarti e trovare delle risposte alle mille domande che avevo e farti venire a casa con noi"
"la vita non è mai semplice, non basta cercare per trovare" mi senti di dirgli, come se queste parole gli avrebbero aperto gli occhi
ci fu un lungo silenzio, durante il quale sembrò che entrambi stessimo cercando le parole giuste per colmare il vuoto che ci separava. Poi con un sorriso incerto mi prese la mano " non so come ricominciare con te, ma se mi dai una possibilità cercherò di farlo nel modo giusto"
mi si fermò il cuore per un istante. Sospirai guardandolo in modo diverso e gli risposi"lo so, e lo apprezzo. Ma non pensare che tutto si risolva in un colpo, ci vorrà tempo"
lui annuì, accettando tacitamente quella verità, consapevole che la strada per costruire qualcosa tra noi non sarebbe stata breve né facile. ma almeno, in quel momento c'era la possibilità di ricominciare
"allora te e quel ragazzo state insieme?"
rischiai di sputare il drink che avevo appena ricominciato a bere e mi girai guardandolo con occhi sbarrati
"non guardarmi in quel modo siete venuti insieme e poi vi ho visto uscire da quella stanza, e scusami se te lo dico ma non sei conciata bene. Quindi o avete avuto uno scontro oppure avete fatto sesso" talmente secco e diretto che rimasi senza parole per qualche secondo
"n-noi" stavo balbettando e non era mai successo
"Ho capito" rise ad alta voce facendo girare alcuni invitati e in altre situazioni gli avrei tirato un pugno ma in quel momento risi insieme a lui, era come se ci conoscessimo da tutta la vita e fossi libera da tutta la pressione a cui era sottoposta ultimamente
"mancano pochi minuti a mezzanotte penso che dovremmo raggiungere la terrazza insieme a tutti gli altri" disse guardando l' orologio che aveva al polso e alzandosi svogliatamente
rimisi il pugnale al suo posto e mi alzai anche io per dirigermi verso Zade, che si era allontanato dal suo gruppetto di amici, e mi stava aspettando al centro della sala ma mi fermai quando Alessandro mi fece rigirare verso di lui
"lascia quel ragazzo e vieni qui con noi, non hai bisogno di lui per vincere questa guerra. Rimediamo al tempo passati lontani e combattiamo insieme, te ed io"
Sbattei le palpebre interdetta, avevo sentito male sicuramente
"Come prego"
"So che prima ti ho fatto intendere altro ma non mi fido di quel ragazzo, per favore rimani qui con me" nei suoi occhi leggevo la disperazione e la speranza che purtroppo per lui avrei infranto
"Ti ho dato una possibilità" risposi togliendo il mio braccio dalla sua presa e metterlo davanti a noi per allontanarlo "ma questo non significa che adesso hai il diritto di pretendere queste cose, decido io di chi fidarmi, con chi combattere e con chi state"
Non gli concessi nessun altro secondo e mi allontanai il più lontano possibile
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𝕯𝖆𝖓𝖌𝖊𝖗𝖔𝖚𝖘 𝖌𝖆𝖒𝖊𝖘
RomanceRicordatevi che c'è qualcosa di più pericoloso in questo mondo di un uomo umiliato, una donna cattiva Nel cuore pulsante del Bronx, tra le strade affollate e i vicoli scarsamente illuminati, si cela un mondo di sfide e opportunità, di speranze e tra...
