ELRIS
Entro nell'ufficio del Don senza bussare, sicura che nonostante nessuno osi farlo non verrò uccisa per la mia sfacciataggine. Appena entrata la stanza mi avvolge con un odore pungente di sigari e whisky. La luce filtrata dalle tende chiuse illumina appena il lungo tavolo di legno scuro, dove cinque uomini mi osservano con sguardi diversi, tutti ugualmente pericolosi.
La prima persona ad entrare nel mio campo visivo è Dante, seduto comodamente nella sua poltrona di pelle con Il suo sguardo già puntato verso di me e mentre porta alla bocca il suo bicchiere di whisky, mi lancia un sorrisetto.
Alzo le sopracciglia a quel gesto, e non sapendo come rispondere decido di studiare gli uomini in sua compagnia, i cui soprannomi sono leggende viventi nel mondo criminale. Ogni capo è seduto su una poltrona di pelle, con i rispettivi uomini in piedi, come un muro di carne e muscoli, alle loro spalle.
Li conosco, o almeno conosco la loro nomina.
Alla sua destra c'è Héctor Hernández, capo della mafia messicana. La sua presenza è un peso tangibile nella stanza, è un blocco di granito umano. Le sue spalle sono così larghe da sembrare scolpite, e i muscoli tesi sotto una camicia di lino che non riesce a contenere il suo petto. Tatuaggi scuri e intricati spuntano dal collo e dalle maniche arrotolate, mentre anelli d'oro massiccio scintillano sulle sue dita tozze. Il suo soprannome, "El Toro", racconta tutto: forza bruta, impeto e violenza pronta a esplodere. Non ha bisogno di parole: la sua reputazione nel cartello messicano lo precede, e controlla le rotte della droga con pugno di ferro. Sta facendo roteare un sigaro spento tra le sue dita tozze e rovinate, come se stesse valutando il momento giusto per accenderlo, o per spezzarlo.
Più in là, con un'eleganza quasi fuori luogo, trovo Lucien Rochefort, il francese soprannominato "La Volpe". Indossa un completo sartoriale di un blu notte così scuro da sembrare inchiostro, con un foulard di seta color crema annodato con nonchalance. Pizzetto ben curato e capelli gellati alla perfezione, e le mani, delicate, sono appoggiate sul tavolo. Sorride, ma è un gesto freddo. I suoi occhi, affilati e scuri, non perdono un singolo dettaglio, scansionando ogni angolo della stanza, ogni mio movimento. "La Volpe" è il soprannome perfetto: è subdolo, astuto, capace di pianificare intrighi e manipolare alleati e nemici senza che nessuno se ne accorga. Come capo dei corsi, domina i porti francesi e controlla traffici e alleanze politiche, sempre un passo avanti agli altri.
Poi noto Sean O'Connor, irlandese, con barba rossiccia incolta e occhi chiari pieni di scintille folli. Indossa un cappotto pesante sopra la camicia arrotolata e le mani ruvide poggiate sulle ginocchia. Il suo soprannome, "Mad Dog", non lascia dubbi: imprevedibile e feroce, mantiene la disciplina attraverso la paura e il caos. È il capo della mafia irlandese, temuto per la sua ferocia e la capacità di rovesciare situazioni altrimenti stabili.
Infine, Marcus Carter, americano, elegante nel completo gessato e cravatta larga, scarpe lucide e un Rolex che brilla sotto la luce. Sorride con calma, come se nulla potesse toccarlo. "Lucky" è il soprannome che gli è stato dato per la sua incredibile abilità di uscire sempre indenne dalle situazioni più pericolose. Capo americano, ha contatti ovunque, dalla politica alle gang locali, e rappresenta il ponte tra il mondo criminale europeo e quello americano. Le sue mani sono ferme, e una di esse sta tamburellando con leggerezza sul tavolo, in un ritmo costante e misurato, quasi impercettibile.
Resto sulla soglia, immobile. I miei occhi passano da un volto all'altro, assorbendo ogni dettaglio: il leggero movimento di una mano, un sopracciglio appena sollevato, il modo in cui la luce cattura il riflesso in un bicchiere. Ogni uomo a quel tavolo è una pedina fondamentale in questa partita. Ognuno di loro domina un pezzo di mondo criminale unico, un pezzo di quella rete che mi serve disperatamente per vincere questa guerra.
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𝕯𝖆𝖓𝖌𝖊𝖗𝖔𝖚𝖘 𝖌𝖆𝖒𝖊𝖘
RomansaRicordatevi che c'è qualcosa di più pericoloso in questo mondo di un uomo umiliato, una donna cattiva Nel cuore pulsante del Bronx, tra le strade affollate e i vicoli scarsamente illuminati, si cela un mondo di sfide e opportunità, di speranze e tra...
