Dante De luca

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ELRIS

Mi guardo allo specchio della mia camera d'hotel soddisfatta. Il mio obiettivo questa sera era di apparire come una persona irraggiungibile, potente, intoccabile e con questo look ci sono riuscita.

L'abito è di un rosso borgogna che ricorda il colore del sangue, attillato su tutto il corpo, sottolinea ogni curva e lascia la schiena completamente scoperta, rivelando cicatrici che non ho mai cercato di nascondere. Anzi, le mostro con una sorta di orgoglio come se fossero medaglie.
La scollatura davanti incornicia perfettamente la mia quarta abbondante, senza mai risultare volgare, ma ipnotizzante, mentre lo spacco sulla gamba destra svela una coscia tonica, decorata da un tatuaggio: una fenice che si erge tra fiamme e cenere, simbolo del mio potere rinato.

il vero colpo forte peró sono le scarpe.

Tacchi alti, dieci centimetri di precisione mortale. Nere e lucide con la suola dello stesso colore del vestito. Invece del solito cinturino, un serpente d'argento avvolge il mio polpaccio, snodandosi con grazia metallica, come a suggerire che avvicinarsi troppo potrebbe essere un errore fatale.

Sistemo i capelli tirati in una coda alta e impeccabile, che lascia il collo libero per esaltare un sottile collare di diamanti neri che luccica a ogni mio movimento. Passo velocemente sulle labbra un rossetto di un rosso scuro e chiudo il tappo con un clic deciso.

"Perfetta" sussuro prendendo le ultime cose e dirigendomi verso la porta, faccio per aprirla ma questa si apre ancor prima che alzi la mano

"Pensavo di dover aspettare un'eternità," dice la figura di zade appoggiandosi allo stipite con disinvoltura.

"Ti hanno mai detto che bisogna bussare prima di entrare in qualsiasi stanza con le porte chiuse?" Ribatto alzando un sopracciglio

"Forse sì, ma era impossibile resistere alla tentazione. Immaginavo che potessi essere ancora nuda" ammiccó passandosi la lingua sulle labbra

Alzo gli occhi al cielo e poi lascio scorrere lo sguardo su di lui lentamente, indossa un completo nero su misura, perfetto tranne per il colletto della camicia leggermente sbottonato. Il tessuto rosso della camicia richiama l'abito che ho scelto, e mi chiedo per un attimo se sia stato un caso o aveva calcolato tutto. Mi avvicino , fino a sistemare con calma e deliberata lentezza il colletto sbottonato della sua camicia, le mie dita che sfiorano appena la sua pelle. "Zade Zade Zade, sei proprio spacciato."

La linea forte della sua mascella, gli occhi color acciaio che mi fissano con una miscela di sfida e curiosità, i capelli leggermente spettinati per colpa di tutte le volte che si passa sopra la mano... Dio, quanto è bello.

Ma che diavolo sto pensando? Elris, riprenditi, cavolo! Mi costringo a non mostrarlo, anche se sento la mia pelle scaldarsi.

Lascio scivolare la mano lungo la stoffa del suo petto, il movimento lento e deliberato. Poi, senza avvertire, mi volto di scatto, facendo ondeggiare leggermente l'abito mentre mi incammino per il corridoio. "Andiamo," dico, senza guardarlo, mantenendo il mio tono fresco, come se nulla fosse successo.

Sento i suoi passi dietro di me, rapidi e sicuri, e so che mi sta seguendo. Senza nemmeno voltarmi, sento la sua voce che mi raggiunge

"Mi è venuta un'erezione per colpa tua donna, dovrai rimediare"

"Rimediare?" ripeto, inclinando appena la testa. "E cosa ti fa pensare che sia un problema mio?"

Lui accenna un sorriso, uno di quelli che mescolano arroganza e desiderio, un tratto tipico del suo carattere. "Oh, ma lo sai che lo è," risponde, con un tono così basso da sembrare un ruggito sommesso.

Non rispondo lasciando che la sua mente immagini scenari che molto probabilmente in questo momento sarei più che contenta di far avverare e insieme ci dirigiamo verso la macchina

𝕯𝖆𝖓𝖌𝖊𝖗𝖔𝖚𝖘 𝖌𝖆𝖒𝖊𝖘Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora