Tradimenti e maschere

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BETHANY

Questo è il giorno più bello della mia vita.

È vero l'ho ripetuto anche il giorno del mio compleanno, del mio diploma, quando i miei mi hanno preso il cane... ma stavolta è davvero diverso. Oggi è il giorno in cui il mio sogno si è finalmente avverato.

Entrare a far parte dei servizi sociali, aiutare i ragazzi in difficoltà, ascoltarli, sostenerli, fare la differenza. Oggi ho ricevuto la conferma che potrò farlo, e non riesco a smettere di sorridere.

Ho scelto questo lavoro per un motivo preciso, uno che mi ha accompagnato per anni e che oggi più che mai mi sembra chiaro. Elris.

Non è mai stata solo la mia migliore amica. Elris è la persona che mi ha dato la forza di vedere il mondo con occhi diversi. La sua storia, la sua vita, le sue battaglie mi hanno insegnato più di quanto qualsiasi libro o corso universitario possa fare.

Mi ha mostrato che, per quanto il mondo possa essere oscuro, ci sono sempre angoli dove la luce può entrare, anche se a volte sembra che la luce sia troppo piccola. E che, se non facciamo qualcosa, se non siamo disposti a lottare contro la cattiveria che ci circonda, tutto può solo peggiorare.

Mi sentivo come se stessi camminando sulle nuvole. L'emozione era troppo forte per essere trattenuta, e sapevo che c'era una persona con cui dovevo assolutamente condividerla. Jack.

Era sempre stato al mio fianco, fin da quando avevo iniziato a lavorare con Elris. Lui era la persona che mi aveva supportato nei momenti difficili, quello con cui avevo condiviso tante risate e discussioni, il mio punto di riferimento quando sentivo il peso della mia carriera che stava per prendere il volo.

Uscendo dalla sala da pranzo, lo trovai nella cucina, intento a riordinare qualche piatto. Quella mattina era passato a farmi visita e tra una chiacchiera e l'altra si era fatta l'ora di pranzo.

Mi avvicinai, il cuore che batteva forte.

"Jack!" esclamai, non riuscendo più a trattenere il sorriso.

Lui alzò lo sguardo, sorpreso dalla mia energia. "Bethany? Che succede?" chiese con un sorriso che sapevo bene. Lui sapeva già, in fondo, che quando mi prendeva quel tipo di sorriso, qualcosa di importante stava per accadere.

"Sono stata accettata!" dissi con un entusiasmo che non riuscivo a contenere. "Posso iniziare nei servizi sociali. È ufficiale!"

Jack rimase immobile per un attimo, i suoi occhi che brillavano di una soddisfazione genuina. Poi, senza dire nulla, si avvicinò e mi abbracciò con forza. "Lo sapevo che ce l'avresti fatta, Beth," disse con un tono che non nascondeva il suo orgoglio per me. "Mi rende davvero felice sentire questa notizia."

"Non ce l'avrei mai fatta senza il sostegno di Elris," risposi, guardandolo negli occhi. La menzione del nome di Elris mi fece sentire una fitta al cuore. Era strano, parlare di lei in questo contesto. Ma sapevo che, in qualche modo, lei aveva aperto una porta dentro di me che mi aveva spinto a lottare per ciò che volevo.

Fissai Jack, cercando le parole giuste, ma mi sentivo sopraffatta da un misto di emozioni. Le parole che erano sulla punta della lingua non avevano niente a che fare con il mio successo professionale. C'era qualcosa di più profondo che non riuscivo a ignorare.

"Non ce l'avrei mai fatta senza di te," dissi, con una sincerità che mi sorprese anche. "Il tuo sostegno, la tua presenza... mi ha dato la forza di credere in me stessa."

Jack mi guardò in silenzio, gli occhi scuri e intensi. Il suo respiro diventò più pesante, ma non mi allontanò. Anzi, si fece ancora più vicino. Il silenzio tra di noi non era più imbarazzante, ma denso, come se qualcosa stesse crescendo nel nostro intimo, qualcosa che avevamo sempre ignorato, ma che adesso non riuscivamo più a negare.

𝕯𝖆𝖓𝖌𝖊𝖗𝖔𝖚𝖘 𝖌𝖆𝖒𝖊𝖘Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora