L'Inizio della fine

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ELRIS

Da quando Bethany aveva esalato il suo ultimo respiro, tutto intorno a me era diventato silenzioso. La realtà, come un velo opaco, si era allontanata. In ogni angolo della mia mente circolava solo una cosa: vendetta. Nulla altro aveva più senso, nulla poteva distrarmi. Bethany se n'era andata, e il suo sacrificio non sarebbe stato vano. Non mentre il traditore camminava ancora libero.

Mi alzai in piedi con un impeto improvviso quando sentii una mano toccarmi la spalla. La sensazione fu come un'onda elettrica, un riflesso di tutto il dolore che avevo dentro. Mi voltai di scatto, gli occhi fissi come lame.

Zade era lì, il suo volto segnato dal dolore e dalla disperazione, ma io non riuscivo a vedere la sua sofferenza. Non riuscivo a sentire nulla se non il furore che mi ribolliva dentro. La sua espressione, quella di un amico che si sentiva impotente, mi irritava.

Girai lo sguardo per la stanza e notai che erano morti anche gli uomini che li tenevano fermi, ormai eravamo rimasti solamente noi

"Elris" mormoró insicuro ma bloccai sul nascere qualsiasi suo discorso

"Non ci provare," ringhiai, la voce screpolata dalla rabbia. "Sapevo che non dovevo fidarmi di voi. Lo sapevo cazzo!" urlai, facendo spaventare Luc e Mira, che si stavano facendo strada verso di noi.

Il mio respiro diventava più affannoso, come se l'aria stessa mi fosse nemica. Eppure, il peggio non era il dolore per Bethany. Non era nemmeno il tradimento. Il peggio era il vuoto che mi riempiva dentro, quel senso di impotenza e di follia che mi spingeva a vedere tutto nero, a non riuscire più a pensare con lucidità. Il mio cuore batteva rabbioso, come se volesse esplodere.

Zade cercò di fare un passo verso di me, ma lo bloccai con uno sguardo carico di veleno. "Ti giuro che noi non lo sapevamo!" disse, ma la sua voce tremava, e in quel tremore sentivo solo la menzogna che non voleva ammettere.

"Non lo sapevate?!" risposi, ridendo in modo scomposto. "Siete dei coglioni! Vi siete lasciati ingannare come dei bambini. Io vi ho dato tutto, la mia fiducia, e voi l'avete gettata nel fango!" Il mio volto era contorto dalla rabbia, e non riuscivo più a fermarmi. Le parole uscivano senza controllo, come se fossero spinte da un demone dentro di me che non riuscivo più a placare.

La mia mente era un turbine di pensieri. Bethany. Jason. La mafia spagnola. La mia famiglia distrutta. E ora Zade, che era qui, a cercare di spiegare, a cercare di giustificare qualcosa che non poteva essere giustificato. E io, incapace di sentire un briciolo di compassione.

La vista degli uomini morti che avevo ucciso a fatica per liberarmi mi sembrava lontana, come se non fosse mai successo. Ma la realtà che mi stava schiacciando era peggiore di ogni altra cosa. La mia mente si sgretolava sotto il peso dell'odio e della disperazione.

"Siete morti, tutti voi," mormorai, lo sguardo gelido fissato su Zade. "Avete ucciso la vostra unica ancora di salvezza."

Luc e Mira stavano indietreggiando, i volti pieni di paura. Zade, invece, non sembrava sapere cosa fare. Si alzò un po' più dritto, cercando di trovare qualche parola che potesse mettermi a tacere, ma io non volevo ascoltarlo. Non volevo sentire più nulla da lui.

La follia che mi assaliva era la cosa più reale che avessi mai provato. Non c'era più spazio per il perdono. Ogni parola che usciva da me sembrava giustificare la mia rabbia, il mio bisogno di vendetta.

"N-noi possiamo ancora aiutarti"

"No, non voglio il vostro aiuto," dissi con voce più bassa, ma con una rabbia che non smetteva di esplodere dentro. "Bethany non può più tornare"

"La prossima volta che vi rivedo, giuro su Dio che vi ucciderò. Non avrò pietà per nessuno di voi," ringhiai, le parole come spine appuntite, piene di una rabbia che non riuscivo più a contenere. Il mio cuore batteva forte, il dolore di Bethany che non mi lasciava respirare, ma la sua morte era solo il primo capitolo di una storia che avevo deciso di scrivere con sangue.

𝕯𝖆𝖓𝖌𝖊𝖗𝖔𝖚𝖘 𝖌𝖆𝖒𝖊𝖘Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora