Tra il fuoco e il gelo

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ELRIS

"Avete fatto sesso?" urlò Bethany, sbalordita, mentre si alzava di scatto dal divano di casa mia.

"Non urlare," risposi, cercando di mantenere la calma. Erano ore che ripeteva la stessa domanda e iniziavo a sentirmi esausta.

"Puoi almeno spiegarmi cosa è successo?" chiese, insistente.

"No," risposi, un po' annoiata, senza alzare lo sguardo dal mio telefono.

"Finalmente!" esclamò riprendendo il suo discorso, "Sulla tua vagina si stavano formando delle ragnatele, ora finalmente hai qualcuno con cui passare i tuoi noiosi giorni, il tuo primo fidanzato, vi sposerete, sconfiggerete i nemici e farete un sacco di figli!"

Le lanciai un cuscino in faccia per interromperla.

"Basta, Bethany! Nessuna di quelle cose accadrà. È stato solo un momento di passione, e te l'ho già detto: ho messo fine a tutto."

"Già," rispose lei con un sorriso beffardo. "Sei stata davvero cattiva. Lui ti stava dicendo che stava iniziando a provare sentimenti per te, e tu gli hai risposto che non provavi niente."

Bethany mi guardó quasi divertita dalla situazione. Si appoggiò di nuovo al divano, ridacchiando tra sé e sé.

"Ma sei sicura di volerlo mandare via così facilmente?" continuò, facendo un movimento con la mano come se stesse scacciando una mosca. "Cioè, Zade non è certo il tipo che passa inosservato. Non capisco perché fai sempre la dura, Elris. Forse ti sei appena messa in un angolo da sola."

"Non è così," risposi, trattenendo un sospiro. "Non è mai stato il mio tipo, e tu lo sai. Non ho bisogno di nessuno che complichi ulteriormente le cose. Ho abbastanza problemi senza dovermi preoccupare di altro."

"Ah perché hai un tipo" sussurrò cercando di non farmi sentire ma con scarsi risultati, ma decisi di non replicare

"E allora perché non riesci a smettere di pensarci?" Bethany alzò un sopracciglio, incrociando le braccia. "Mi sembra che ti stia facendo davvero perdere il controllo. Non ti conviene essere così fredda, Elris. Non con lui. Non adesso."

Cercai di rimanere calma, ma dentro di me un nodo si stava stringendo. Non volevo darle ragione, ma quel pensiero mi stava perseguitando. Non è mai stato il mio tipo... mi ripetevo, ma non avevo più la certezza di quello che stavo dicendo.

"Non è che... forse ti spaventa?" chiese Bethany, colpendo nel segno. "Ti spaventa l'idea di sentirti vulnerabile? Di essere... umana?"

Feci un passo indietro, incrociando le braccia. "Non sono una bambina, Bethany. So cosa fare. So come tenere la situazione sotto controllo."

Bethany mi guardò con un sorriso di sfida, ma c'era una scintilla di preoccupazione nei suoi occhi. "Sicura? Perché mi sembra che lui stia sfidando il tuo controllo. Zade non è tipo da arrendersi facilmente."

Stavo per rispondere a Bethany quando il mio telefono squillò. Guardai il display: Jack. Un sopracciglio si alzò automaticamente, sapevo che quando chiamava non era mai per qualcosa di banale.

"Cosa c'è?" dissi, rispondendo con voce un po' più dura del solito.

"Elris, dobbiamo vederti subito," disse Jack, con la sua solita calma fredda. "Zade e il suo gruppo hanno delle informazioni importanti. Devi venire al magazzino adesso."

Una scarica di adrenalina mi attraversò il corpo quando venne nominato il nome di Zade

"Perché? Che diavolo è successo?" chiesi, cercando di mantenere il controllo.

"Non posso dirti molto al telefono," rispose Jack, il suo tono perentorio. "Ma è qualcosa di grosso. Fidati, devi esserci."

Non serviva altro. Misi giù il telefono con un colpo deciso e guardai Bethany. "Devo andare. Zade ha qualcosa da dirci, e probabilmente non sarà bello."

𝕯𝖆𝖓𝖌𝖊𝖗𝖔𝖚𝖘 𝖌𝖆𝖒𝖊𝖘Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora