ELRIS
"Mio marito è Dante De Luca. Il Don della mafia italiana."
Quelle parole colpirono come un pugno nello stomaco, tanto che persino Zade, che raramente lasciava trasparire emozioni, sollevò un sopracciglio. Jack smise di giocherellare con il coltellino che teneva sempre in mano, e Jason sembrava finalmente aver trovato qualcosa su cui non fare battute e Jake aprì la bocca scioccato.
"Dante De Luca," ripetei lentamente, assaporando ogni sillaba con disgusto. "E tu ti sei sposata con uno come lui? Complimenti, Cora. Davvero un altro capolavoro di decisione."
Lei non rispose subito, ma il suo sguardo non si abbassò. "Non conosci Dante come lo conosco io. Non è un uomo facile, ma... è mio marito, e in un modo contorto, mi ha protetta quando nessun altro l'ha fatto."
Zade intervenne, la sua voce fredda e calcolatrice. "Se sei la moglie di Dante De Luca, allora perché sei qui? Perchè aiutarci? Perché rischiare la tua posizione—o la tua vita—per venire da noi?"
Cora si passò una mano tremante tra i capelli, come se cercasse le parole giuste. "Perché voi siete in pericolo. Mio marito ha ricevuto informazioni. Qualcuno di molto potente sta muovendo le pedine contro di voi. Elris, sei nel mezzo di una guerra che non puoi nemmeno iniziare a immaginare."
Incrociai le braccia, tentando di mantenere il controllo. "E perché dovrei fidarmi di te? Perché dovrei credere che questa non sia una trappola orchestrata da Dante stesso?"
Cora scosse la testa, con un'espressione che oscillava tra il dolore e la determinazione. "Sei mia figlia Elris che tu lo voglia o no, noi ti vogliamo bene e ti stiamo proteggendo. La mafia italiana non è contro di te come ti abbiamo fatto pensare, ci siamo alleati con gli Spagnoli per capire le loro mosse e avvertirti"
La mia risata fredda ruppe il silenzio. "Proteggermi? E come pensi che suoni, detto da chi mi ha abbandonata a un destino che mi ha quasi uccisa? Da chi è sposata con un uomo come Dante?"
"Non puoi capire," replicò, il suo tono tagliente. "Abbiamo dovuto prendere decisioni difficili, decisioni che hanno distrutto me quanto hanno ferito te. Ma questo non cambia il fatto che tu sia una De Luca."
Mi irrigidii, quelle parole che rimbombavano nella mia mente come un colpo sordo. "Non osare chiamarmi così. Non sono una di voi.Dante non è il mio padre biologico e per tanto io non ho il suo cognome"
Zade si schiarì la voce, un segno che aveva deciso di intervenire. "Se la mafia italiana non è davvero contro di noi, allora perché siamo stati sotto tiro per mesi? Chi sta realmente muovendo i fili, Cora?"
Cora si passò una mano tremante tra i capelli, chiaramente in lotta con ciò che stava per dire. "Non posso dirlo con certezza, ma c'è qualcuno che vuole scatenare una guerra totale. Gli spagnoli sono solo una pedina. C'è un'altra forza dietro di loro, qualcuno che odia sia i De Luca che te, Elris."
"Chi?" chiesi, il mio tono tagliente. "Chi potrebbe odiarmi più di quanto io odi te?"
"Il nome che abbiamo è Volkov," rispose Cora con un filo di voce. "La famiglia russa. E sono molto più pericolosi di quanto tu possa immaginare."
Un gelo mi attraversò. Il nome Volkov mi era familiare, fin troppo. Erano i bastardi che avevano preso il controllo della mia vita quando ero solo una ragazzina, coloro che mi avevano spezzata e ricostruita a loro immagine.
"I Volkov sono dietro a tutto questo?" chiesi, la mia voce un sussurro carico di furia. "È impossibile li ho sterminati tutti"
Cora mi fissò, pallida, come se avesse visto un fantasma. "Cosa intendi dire? Li hai... sterminati?"
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𝕯𝖆𝖓𝖌𝖊𝖗𝖔𝖚𝖘 𝖌𝖆𝖒𝖊𝖘
RomanceRicordatevi che c'è qualcosa di più pericoloso in questo mondo di un uomo umiliato, una donna cattiva Nel cuore pulsante del Bronx, tra le strade affollate e i vicoli scarsamente illuminati, si cela un mondo di sfide e opportunità, di speranze e tra...
