Le campane, da lontano,rintoccarono le quattro.
La caverna è alta,lambisce il cielo...
Nelcerchio azzurro circondato da ramoscelli, sopra di lei, si ergeva ilpalazzo dall'intonaco scrostato. Stella Maris lo osservò a lungo."Quali segreti nascondi dietro quelle mura? Lo so, lo so che tieninascosto qualcosa, lo so fin da quando ero bambina, lo sento chestriscia dietro le pareti... È inutile che taci, è tardi perdissimulare. Tutti quei fruscii..."
Fissò ammaliata le antenneche si stagliavano nel cielo limpidissimo. Si sentì levitare, tuttoassunse contorni sfocati e onirici. Era racchiusa in una capsula diramoscelli che fluttuava attorno al condominio e, abbandonata alvuoto gravitazionale, ispezionava quel gigante.
Poi, in un lampo, tuttotornò come prima.
Il tetto del palazzo eraformato da una parte in tegole grigie e da un'altra verde, piùsopra. Era il tipico verdolino delle cupole orientali, russe o arabe;il colore del rame ossidato, chiaro, più bello di uno smeraldo.
Si alzò di scatto, icapelli grondanti di steli d'erba. Le era venuta un'idea.
MentreStella ascendeva sempre più, il tempo sembrò scorrere all'indietro.La bambina che era in lei e la ragazza che era diventata siarrampicavano insieme su quei gradini ancestrali con la stessatimorosa devozione, lo stesso smarrimento, la stessa spaurita ansiadi esplorare. Lo spazio si restringeva, non era più la grottascarsamente illuminata dei piani inferiori, ma una specie di torrecon un lucernario che gettava luce in un pianerottolo angusto.
Dalla parte oppostaall'ascensore c'era una porta bianca. La bambina poteva solopresagire cosa nascondesse: una specie di tempio oscuro che celavalugubri segreti. La ragazza era invece più conscia di quel cheavrebbe trovato. Lei aveva la chiave: la infilò nella serratura eaprì.
Il tempiotenebroso la accolse con una calda umidità, tanto fitta da potersitagliare con il coltello. In quel piccolo ambiente ovattato regnavail silenzio, altrimenti scandito da un lieve e rado gocciolio. Stellainspirò a pieni polmoni l'effluvio di biancheria appena stesa erimase immobile a goderselo per qualche minuto: fra poco nonl'avrebbe più sentito. E più aspettava, più l'ansia e lacuriosità crescevano piacevolmente. "L'attesa alimenta ildesiderio", ripeteva a se stessa, assaporando l'odore dei panniche si mischiava a quello dell'umidità.
Poi, si diresse verso ilbuco in fondo al locale: una specie di passaggio per nani, cuisoltanto un grosso pezzo di polistirolo e un bastone posto ditraverso conferivano un senso di porta chiusa. Tese l'orecchio persincerarsi dell'assenza di passi sospetti e sguarnì la porticina.
Il fascio della torciaelettrica illuminò un tunnel buio, fatto di assi e di laminati. Piùin là, sull'impiantito coperto di pagliericcio e qualcos'altro nonben definito, una piccola luna rischiarava parzialmente l'oscurità.
Era un minuscolo squarcio.
Un giorno, tanti anni prima,aveva osato sfidare quell'oscurità grondante di ragnatele. Ma apochi passi dall'entrata uno scricchiolio aveva rotto il silenzio.Il ginocchio era ceduto sull'asse dell'impiantito. Un balzoindietro, e i suoi occhi avevano scrutato increduli, attraverso lapiccola falla, delle sottili schegge di legno che piovevano giùverso un asfalto lontano.
Da quel giorno non aveva piùmesso piede nel tunnel. Gli dava un'occhiata ogni tanto, agognandoquelle tenebre imperscrutabili, ma il suo istinto di sopravvivenza latratteneva sulla soglia. Ora però doveva fare i conti con unanecessità ancora più impellente di quell'istinto. Urgeva uncompromesso tra i due.
Si cinse la vita con unafune da alpinista, collegandola a un tubo di ferro posto accantoall'entrata. L'avrebbe retta. E nessuno si sarebbe accorto diquel nodo: una serie di porte di legno scardinate e stipate lìnell'angolo proteggeva il tubo dalla vista di eventuali visitatori.
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Le Fronde del Salice
Teen FictionQuando il quindicenne scavezzacollo Christian si trasferisce con la madre nel vecchio Condominio del Salice Argentato, non sa ancora cosa lo attende. Un gatto misterioso, un vecchio nottambulo, rumori dietro le pareti... Quale grottesco segreto nasc...
