La poesia in codice

2 0 0
                                        

«Allora, che diavolo sta succedendo qui dentro?» sbraitò il padre di Laura, spazientito. Nessuno parlava, nemmeno i due vecchi, e questo conferiva una certa stranezza alla situazione. E Monica che veniva punita dalla signora Van Heilig... non aveva senso!

L'uomo si rivolse alla signora.

«Perché quello schiaffo?»

La vecchia fece per aprire bocca, recuperando il suo atteggiamento di superiorità, ma Yuri la precedette.

«C-ci hanno i-invaso la c-casa!»

Il padre di Laura trasecolò. Il bambino giaceva a terra a pancia in giù, il volto in fiamme e la schiuma alla bocca. I suoi occhi brillavano di una ferocia illogica per un bambino. I pugni stringevano il polpaccio del signor Van Heilig, il quale, chino su di lui, sembrava volergli strappare il pull-over.

«So-so-sono entrati senza p-permesso e c-c-c...»

Le parole gli si strozzarono in gola e il padre di Laura, esasperato, fissò Monica in cerca di spiegazioni. La ragazza si guardò intorno, poi sospirò.

«Non so... hanno suonato alla porta e hanno voluto entrare a tutti i costi. Cercavano Stella. Poi Yuri gli ha chiesto di andarsene ed è successo un casino».

«Eh, certo, come no!» intervenne la donna, con la sua voce affilata. «Tutto molto semplice, vero? Ora le spiego io cos'è successo. Abbiamo suonato alla porta perché i ragazzi facevano baccano. Loro ci hanno subito offeso, il bambinetto ha perfino iniziato a sbraitare e colpire mio marito con la sedia a rotelle, e noi non dovremmo difenderci?»

Si levò un coro di proteste. L'uomo scosse la testa facendo segno di tacere: non si capiva nulla.

«Q-questi sono ve-venuti qui ad ag-aggredirci! V-olevano qualcosa da St-stella, e la-la moglie di Hitler ha p-perfino spiato nel ri-ripostiglio! Poi mi-mi sono arrabbiato e lui m-mi ha picchiato!»

«Ci hanno offesi prima loro» rincarò Monica. «Noi abbiamo solo risposto! E lei mi ha preso a schiaffi!»

La moglie di Hitler spalancò la bocca scandalizzata, emettendo un suono gutturale.

«Ha visto?» disse all'uomo. «Che cosa insegnate ai vostri figli?»

Fu un passo falso. Il signore, contrariamente ad altri genitori inclini a difendere i figli a spada tratta o a servirsi della prole a mo' di scudo, era molto equilibrato.

«Lei pensi a come ha educato i suoi» disse in tono glaciale, e gettò un'eloquente occhiata al vecchio, visibilmente alticcio.

«Monica, su, torna a casa tua. Ci penso io».

«Ma io voglio stare qui!» protestò lei, con tale ardore da meravigliare il padre di Laura. Tentò di correggere il tiro. «Stella me l'ha permesso. Perché devo andarmene per colpa loro?»

«Bene. Fuori di qui signori Van Heilig».

Detto ciò aiutò Yuri a rimettersi sulla sedia a rotelle.

«Come si permette di cacciarci fuori di qui? Questi mocciosi osano insultarci...»

«E lei come si permette di gettare scompiglio in casa d'altri?» gracchiò Monica.

«Taci, maleducata. Lo sai quanti anni ho?»

«Okay, lo chiederò ai miei genitori, contenta? Così vedranno anche le sue impronte digitali sulla mia guancia».

Si diresse spedita sul pianerottolo e chiamò sua madre. I due genitori la guardarono uscire sconcertati, poi la madre di Christian disse:

«Andate fuori di qui, e stasera ne parliamo. A proposito, dov'è mio figlio?»

Le Fronde del SaliceLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora