La maniglia e le ultime parole

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"Ti voglio bene! Tiprego, non morire!

Torna a casa!

Non so più cosa fare...Domani esco e ammazzo tutti."


Christian tornava dalla suaquotidiana peregrinazione al bagno. Il corridoio pullulava di unafolla vociante e fastidiosa. Poco lontano intravide una figura che,ne era certo, stava aspettando lui. Era Alex, ed era solo. Si guardòattorno come un ladro mentre gli veniva incontro.

«Senti» bisbigliò. «Vienicon me, ti devo parlare».

«Che cazzo vuoi?»Christian lo respinse bruscamente.

«Ho ituoi soldi.» Alla parola soldiChristian si irrigidì. L'altro lo condusse in un angolo appartatodel corridoio e iniziò a frugarsi nelle tasche. «Sono riuscito arubarli a Mirko, era mezzo fatto insieme ai suoi amici».

Con la mano seminascostadalla manica della felpa, come in uno scambio di tangenti, gli porsetre banconote da dieci. Christian lo guardò in cagnesco.

«Non mi prendere per ilculo, Alex» disse, scandendo bene ogni sillaba. L'altro ebbe unguizzo di sincera apprensione. Si affrettò a spiegare:

«Lo sai che questa storianon mi va. Ho seguito Mirko fin a questo punto, ma ora staesagerando».

«Ah sì?» Christian erascettico, ma gli strappò le banconote di mano. Alex non si scompose.

«Non sto scherzando, Chri».Era la prima volta che lo chiamava con un diminutivo.

«Non chiamarmi Chri.Chiaro?»

«Va bene Chri... stian. Nonsono più amico di Mirko. Il guaio è che se viene a sapere di quelche sto facendo mi spacca la testa. Tu fa' finta di niente, capito?Siamo nella stessa barca».

Christian si appoggiò altermosifone.

«E come mai rischi la pelleper restituirmi i soldi? Avresti potuto lasciare perdere...»

«Non sono così codardocome pensi» replicò Alex. «Ho il senso del limite e non voglio chela situazione arrivi al culmine».

«Il "senso del limite",il "culmine"... Che paroloni» lo prese in giro Christian. Poigli puntò un dito in faccia. «Giuro che se mi tiri qualche bega latesta te la spacco io, chiaro?»

Di nuovo Alex reagìremissivo.

«Niente beghe, quante voltedovrò ripetertelo?»

«Okay» disse Christian,girando i tacchi. «"Uomo salvato, mezzo avvisato"».

«Ehm...Veramenteè "uomo avvisato mezzo..."»

Christian si voltò.

«Nonfa niente. Eh eh. Arrivederci Chri! Volevo dire... Christian...»


Stellaaprì la porta del ripostiglio. Erano due metri quadrati disuperficie; le pareti ocra, ricoperte per metà da piastrelle, eranonascoste da poderosi scaffali metallici stipati all'inverosimile.Sospirò: l'attendeva un intero pomeriggio di duro lavoro. Avevaconvinto i nonni a tornare alle proprie occupazioni mentre leiriordinava lo sgabuzzino e, siccome la ragazza aveva l'abitudine diprendere ben più strane iniziative, non si erano allarmati più ditanto. I bambini, invece, avevano la diarrea da cioccolato.

Iniziò togliendo tutto ciòche si trovava sul pavimento: aspirapolvere, scope, palette, secchi.Rimosse la scala d'acciaio e cominciò a svuotare lo scaffale checopriva la parete più importante, quella dietro cui si udivano ifruscii. Ci volle un'ora piena per accatastare e sistemare tutto.Alla fine, tirando un lungo sospiro da suspense, si preparò a tirareavanti il pesante scaffale.

Le Fronde del SaliceLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora