Un compromesso - 29

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°JOY

Fa caldo. Sento troppo caldo. Apro piano gli occhi e vedo accanto a me Matt che dorme tranquillo. Il letto non è poi così grande essendo singolo e mi è completamente appiccicato. Sospiro e allungo un braccio sfiorando i suoi capelli. Finalmente posso osservarlo senza sentirmi intimorita. Ha quegli occhi azzurri che quando mi guarda fisso negli occhi mi fanno sentire impacciata. Ha un leggero strato di barba ed è a petto nudo con solo i pantaloni della tuta. Lentamente gli accarezzo una guancia. Non voglio svegliarlo riposa così tranquillo, e in più voglio continuare a guardarlo un altro po'. Mi sembra incredibile, mi sembra assolutamente incredibile come siano cambiate le cose da quando mi sono svegliata questa mattina. E' successo tutto così in fretta, è stato tutto così inaspettato. Dice che non sa come si sente, ed io lo credo, lo credo perché anch'io non so come mi sento. Lui è così bello e dolce ma a volte non lo capisco. Il mio sguardo cade un momento sulle sue labbra, quelle labbra che sono state posate sulle mie poche volte, ma che mi sembra di averle sentite molte più volte. Lancio uno sguardo sul comodino e noto che è quasi ora di pranzo. Cavoli abbiamo dormito insieme tanto tempo. Mi alzo piano dal letto ed esco dalla stanza dirigendomi in cucina. Mi infilo il grembiule e canticchiando a bassa voce inizio a prendere gli ingredienti dal frigo per preparare il pranzo. Fuori continua a piovere a dirotto e a volte la casa viene illuminata da un lampo. Mi avvicino alla lampada accanto al divano, l'accendo e mi guardo un momento in giro. Da qualche parte ci devono pure essere delle candele in caso andasse via la luce. Mi avvicino ai casetti del contromobile e inzio a cercare. Ad un tratto sento suonare il campanello. Ma chi diavolo potrebbe essere a quest'ora? E sopratutto chi esce con questo tempo? Mi viene da sorridere pensando che proprio io e Matt siamo stati lì fuori sotto la pioggia a ridere mentre eravamo tutti bagnati. Mi avvicino alla porta e la spalanco, e nel momento stesso che lo faccio dal mio viso scompare ogni traccia di gioia. "Cecilia?!" - "Joy?! E tu che ci fai qui?" - "Beh ecco..." si fa spazio ed entra in casa richiudendo l'ombrello e lasciandolo cadere accanto alla porta. Ehi io avevo pulito! "Dov'è Matt?" - "Lui... ecco lui.." - "Cecilia?! Che ci fai qui?" in quel momento stesso Matt compare davanti a noi con gli occhi assonnati. Indossa i pantaloni della tuta ed è ancora senza maglietta. Cecilia percorre il suo corpo con sguardo malizioso e corre subito vicino a lui, si attacca al suo collo e lo bacia. Deglutisco e abbasso lo sguardo avvicinandomi alla cucina, e cercando di non guardarli, inizio a preparare il pranzo. "Mi sei mancato. Perché non rispondi alle mie chiamate? Mi hai fatto preoccupare. Poi quella sera al Queen... all'improvviso sei scappato via lasciandomi sola. Non capisco cosa ti è preso... non si reagisce così." Sposto un momento lo sguardo su Matt e noto che mi sta guardando. Cosa significa che l'ha lasciata sola ed è andato via? Distolgo lo sguardo da loro e mi mordo le labbra. Dio è maledettamente imbarazzante. Lei non fa che accarezzarlo ed io proprio non lo sopporto. "Non ho sentito il telefono e poi.." - "E poi mi avevi promesso delle cose ricordi? Avevi detto che a fine serata... ecco noi.." No! Io non resto qui un secondo di più. Spengo il gas e mi dirigo lungo il corridoio. "Ehi Joy?" Mio dio, odio la sua voce! Mi volto lentamente e Cecilia mi guarda con aria di sfida. E' abbracciata a Matt e con una mano gli accarezza il petto. Il petto in cui io stessa mi sono rifugiata e ho dormito fino a qualche minuto fa. Il bello è che lui si lascia toccare da lei senza dirle niente. Sei una stupida Marshall! Cosa credevi? "Sì?" - "Sei appena arrivata anche tu qui? Perché mi sembra strano vederti vestita in quel modo." - "Sono dei semplici pantaloncini e una canotta, e no, non sono appena arrivata. Io vivo qui" Sgrana gli occhi sorpresa e poi si volta di scatto verso Matt. "Cosa cazzo significa questo Matt? Perché quella dice di vivere qui con te?" Come?! Io ho un nome! Mi avvicino a loro decisa a chiarire la situazione. Cecilia si volta a guardarmi ancora chiaramente stupita con una traccia di odio nello sguardo. "Io sono Joy, Cecilia. E tutto questo significa che io sono semplicemente la sua domestica. Sono solo la donna che si occupa di casa sua, di tenere in ordine il salone, la cucina e tutte le altre stanze. Nulla di più di questo" alzo un momento lo sguardo su di lui, e i nostri occhi si incontrano. "Oh una domestica..." torno a guardarla e noto che mi guarda con una smorfia. Sì sono una domestica qual è il problema? "Beh, allora che ci fai ancora lì impalata? Non dovresti pulire la cucina, il bagno e le camere? " - "Cecilia!" Matt si volta a guardarla torvo "No Matt, Cecilia ha ragione. Adesso se volete scusarmi vado a sbrigare i miei compiti." - "Joy aspetta!" Matt mi prende per un braccio e mi guarda fisso negli occhi sotto lo sguardo attento di Cecilia. "Scusa Matt, ma devo andare a sistemare le camere e credo che voi abbiate bisogno di stare soli." Mi strattono leggermente dalla sua presa incontrando gli occhi di Cecilia. "Sì infatti... Matt andiamo a mangiare da qualche parte?" Mi volto e mi dirigo lungo il corridoio. Vai al diavolo Cecilia Hansen!

°MATT

Non capisco come diavolo le è saltato in mente di venire a casa mia. L'afferro per un braccio e mi avvicino alla porta. "Che diavolo ci sei venuta a fare qui Cecilia?" mi guarda sorpresa. Cosa credeva che aveva l'agio di presentarsi a casa mia quando voleva? Diamine siamo solo andati a letto! "Ehi, scusami, credevo che ti facesse piacere" mi posa le mani sul petto e mi accarezza fino ad arrivare alla molla dei pantaloni. Inizia a giocare con il laccetto ed io la blocco all'istante. "Cosa stai facendo?" - "Non è evidente?" - "Cecilia smettila immediatamente!" incrocia le braccia sul petto stizzita. "Ma che ti prende? Sembra che non ti piaccio più!" Sospiro passandomi una mano tra capelli. "Non è questo il punto." - "Allora qual è?" mi allontano da lei camminando per il salone e poi mi volto a guardarla. "Cecilia è meglio se vai a casa adesso. Poi ne parliamo con più calma" - "E perché non possiamo farlo adesso?" Cristo! Mi avvicino a lei, afferro l'ombrello accanto alla porta e glielo porgo. "Adesso non è il momento giusto per parlare. Vai a casa ora." Mi guarda un momento, poi scuote la testa e afferra l'ombrello uscendo sotto la pioggia. Chiudo la porta e sospiro. Non capisco cosa pretende quella donna non le ho mai dato modo di pensare che ci potesse essere qualcosa in più del sesso tra noi. Alla fine questo è tutto quello che sono disposto ad offrire. Mi guardo in giro in cerca di Joy. Non mi piace affatto come si è comportata Cecilia nei suoi confronti. Mi incammino lungo il corridoio e quando sono davanti alla sua porta busso piano. "Joy, posso?" - "Entra pure" varco la soglia e la trovo sul letto seduta a gambe incrociate che gioca con l'elastico. "Ah, allora lo hai trovato." mi siedo accanto a lei massaggiandomi il mento "Sì, era lungo il corridoio." Annuisco sospirando. "La tua... beh ecco... Cecilia è andata via?" - "Sì, è andata via. Mangiamo? Muoio di fame." - "Si... certo" si alza dal letto ed esce dalla stanza lasciandomi lì seduto solo e pieno di pensieri.

°JOY

Siamo sul divano a rilassarci. Dopo pranzo ho sistemato tutto in fretta e furia per mettermi comoda a leggere un libro. Voglio scappare dalla realtà per un po' e scappare da questa assurda situazione che mi mette addosso un ansia e un misto di sensazioni che non sempre mi fanno sentire a mio agio. Matt accanto a me è intento a guardare un programma in tv. Non ci siamo scambiati molte chiacchiere a tavola, o meglio lui ha cercato di iniziare diverse conversazioni tentando di tirarmi su il morale, ma io sono troppo arrabbiata per lasciarmi andare liberamente ad una conversazione. Mi sono sempre limitata ad annuire o a rispondere con dei semplici: Ok - Certo - Capisco. Così che alla fine ha smesso di tentare. E ora eccoci qui su questo divano mentre fuori il cielo e nero e continua a piovere. Questo giorno sembra essere lunghissimo, ed ho in mano questo libro per cercare di distrarmi ma in realtà la mia mente è altrove. Sono quasi cinque minuti che osservo sempre la stessa pagina, arrivo alla fine e risalgo con lo sguardo per rileggerla. Cavolo Joy! Hai letto questa pagina quante volte? Cinque? Dieci? Matt si muove sul divano per mettersi comodo e ad un tratto abbassa il volume fino ad azzittirlo del tutto. "Joy?" - "Mmm?" - "Per quanto tempo fingerai che va tutto bene?" E disteso accanto a me con la testa accanto alle mie gambe perciò non può vedere l'amarezza sul mio volto. "Non so di cosa parli. Va tutto bene." Sospira e si mette a sedere voltandosi a guardarmi. Ho lo sguardo fisso sempre sul libro fingendo di non averlo visto. Allunga la mano verso di me, afferra il libro e lo adagia accanto a lui. "Ehi! Stavo leggendo!" - "Certo, ma sono quasi dieci minuti che sei ferma sempre alla stessa pagina, e questo dimostra che non sei attenta a ciò che stai leggendo perché la tua mente è chiaramente occupata da altro." Lo guardo ammutolita. Caspita, ma come fa? Come diavolo fa ad essere così attento? "Io... non è vero! Io leggo piano e mi piace essere attenta ad ogni particolare della sto.." - "Sei una bugiarda." Deglutisco sistemandomi una ciocca. Faccio per alzarmi ma mi posa una mano sulla gamba per bloccarmi. "Non scappare" si avvicina a me, mi prende una mano nella sua e mi accarezza le nocche. "Parlami Joy. Dimmi quello che senti e quello che provi." Si avvicina ancora di più a me posando la sua fronte alla mia. Chiudo gli occhi e sospiro. Cosa posso dirgli? Sento il suo respiro sulle mie labbra e stando ad occhi chiusi mi ritornano alla mente i nostri baci. "Dimmi tutto ciò che pensi. Dimmi tutto... per favore."


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