° Joy
Ma chi si crede di essere per dirmi quello che devo fare? Tutto questo è assurdo! Sono una perfetta domestica, ho accettato il suo compromesso e i suoi repentini cambi d'umore, ma non accetto che debba darmi degli orari per uscire e che mi debba controllare su tutto. Entro in camera e afferro lo zaino dall'armadio. All'improvviso compare alle mie spalle. Riesco a sentire nell'aria che mi circonda tutta la sua rabbia. "Cosa diavolo stai facendo?" Afferro il jeans e una maglietta e li ripiego alla meglio. Fuori ha iniziato a diluviare, infatti ho fatto giusto in tempo a rientrare in casa senza beccare la pioggia. Ma non me ne importa, adesso non mi interessa della pioggia, non voglio rimanere un secondo di più in casa di quest'uomo presuntuoso. Non avrei dovuto accettare quello stupido compromesso. "Me ne vado!" Mi volto, poso lo zaino sul letto e mi dirigo verso il comò per afferrare il mio elastico. Inizio a farmi una treccia veloce. "Te ne vai?! E dove credi di andare?! Noi abbiamo stretto un compromesso!" - "Non ho intenzione di portarlo avanti, tu sei... sei così autoritario che mi mandi fuori di testa!" mi prende per le spalle e mi volta "Joy fuori sta diluviando, non essere testarda!" - "E a te cosa te ne importa? Cosa te ne importa di dove possa andare? Devi smetterla di comandarmi, devi smetterla di dirmi che sono testarda! Ho accettato quel dannato compromesso perché faceva comodo ad entrambi, ma tu non ti accontenti di questo, vuoi tenere sotto controllo ogni singola cosa... vuoi tenere sotto controllo me! E non erano questi gli accordi agente Johnson!" mi scanso da lui, afferro lo zaino e mi dirigo lungo il corridoio per uscire da questa casa.
° MATT
"Merda! Joy!" Mi affretto a seguirla lungo il corridoio, ma lei ha già aperto la porta di casa e si avvia sotto la pioggia lungo il sentiero. "Al diavolo!" Mi precipito sotto la pioggia e la rincorro "Joy aspetta!" nonostante stia gridando resta indifferente e procede lungo il viale. Accelero fino ad arrivarle accanto. "Smettila Joy, torniamo a casa! Dove credi di andare con questo tempo? Ti ammalerai diamine!" continua a camminare sotto la pioggia fitta, la sua treccia si è sciolta lasciando cadere i capelli sulle spalle. "Tornatene a casa Matt! Tornate alla tua vita piena di autocontrollo e sicurezze. Non preoccuparti, troverò un posto per passare la notte e poi domani chiederò aiuto a qualcuno!" - "A chi? A quel coglione di David?" la blocco e la volto verso di me. La pioggia sembra non voler affatto cessare, ormai cade su di noi incurante, senza rassegnazione. "Non è un coglione! E' un uomo gentile e premuroso!" - "Gentile? Premuroso? Sei un'ingenua Joy, quell'uomo vuole solo portarti a letto!" Ormai non parliamo più, ma urliamo per sovrastare il rumore della pioggia. "Non sono tutti come te Matt! Lui è diverso! Parli proprio tu che ti porti a casa un donna diversa ogni giorno! Prima Cecilia, adesso Jessica.... domani chi sarà? Non ti vergogni neanche di fare tutto questo in mia presenza. Non hai pudore, né sentimenti... sei una macchina!" si volta per andarsene, ma la trattengo per un braccio. "Torna a casa Joy! Subito!" - "Io non ci torno a casa con te!" senza pensarci due volte l'afferro per la vita, la metto sulle mie spalle in testa in giù e mi dirigo verso casa. La sento strillare mentre con le mani picchia pugni sulle mie spalle. Entro in casa chiudo la porta e poi la poso a terra guardandola fisso negli occhi. Siamo completamente bagnati, i suoi capelli gocciolano freneticamente mentre i nostri respiri sono ancora affannosi. All'improvviso non so cosa mi prende, ma mi precipito su di lei e la bacio. La bacio trascinandola contro il bancone della cucina. Le sue labbra sono assolutamente morbide e dolci, e all'inizio sembra ricambiare il bacio, ma ad un tratto si stacca da me e mi tira uno schiaffo. "Non ti azzardare più a baciarmi Matt!" dopodiché si volta furiosa e si dirige lungo il corridoio. Cosa diavolo hai fatto Johnson! Mi poso al bancone scuotendo la testa.
°Joy
Apro piano gli occhi e noto che è giorno inoltrato. Mi alzo dal letto e mi avvicino alla finestra. Quella pioggia fitta di ieri notte ha cessato per lasciare posto a qualche raggio di sole. Mi precipito fuori dalla stanza e quando arrivo nella cucina noto sul tavolo un tazzone e il cartone dei cereali. Matt si sarà svegliato presto e sarà già andato a lavoro. Meglio così, non ho proprio voglia di incontrarlo. Ieri è stata una giornata strana: il pranzo dalla mamma di Matt, la serata a casa di Britney con quell'antipatica di Cecilia, il fine serata con David... e poi quell'odioso di Matt che vuole comandare su tutto. All'improvviso mi torna alla mente il bacio che mi ha rubato e mi porto le dita alle labbra. La porta di casa si spalanca improvvisamente e Matt entra in casa senza degnarmi di uno sguardo. "Buongiorno" il suo tono è freddo e all'improvviso mi torna alla mente lo schiaffo che gli ho dato e mi sento maledettamente in colpa. "M... Mi dispiace per... ecco.." alza lo sguardo su di me, e i suoi occhi sono praticamente freddi. Privi di tutto. "Per cosa ti dispiace? Per quello che pensi di me o per lo schiaffo?" - "Per..." - "No Joy, lascia stare, avevi ragione. Ho sbagliato io, non avrei dovuto baciarti" si gratta la testa guardandosi in giro, poi si avvicina a me e mi guarda fisso negli occhi. "Non ha significato niente quel bacio, per cui non pensarci più. Io l'ho già dimenticato." Annuisco silenziosamente, poi sempre guardandomi negli occhi mi prende la mano e mi lascia cadere qualcosa nel palmo richiudendomela a pugno. Distolgo lo sguardo da lui e apro la mano. Resto assolutamente senza parole vedendo una chiave. "Ma questa è..." - "Sì, è la chiave di casa." Restiamo a guardarci in silenzio quando improvvisamente il mio telefono squilla segnando l'arrivo di un messaggio. Sotto lo sguardo attento di Matt afferro il telefono dal bancone e leggo. **** Grazie per la bellissima serata di ieri. Mi piacerebbe molto invitarla ad uscire questa sera. - David. **** Sorrido e digito la mia risposta. ****Ne sarei felicissima. - Joy**** Alzo lo sguardo e noto Matt che subito lo distoglie. Si schiarisce la gola e si avvicina al tavolino per lasciar cadere su una cosa estratta dai pantaloni. "Chi era?" - "Oh... David. Mi ha invitata ad uscire questa sera." - "Romantico da parte sua chiedere qualcosa" lo dice con un tono allusivo. "Sì è un uomo abbastanza romantico e gentile" alza una sopracciglia incurante del mio sguardo su di lui, e poi si volta a guardarmi. "Sei abbastanza grande da fare le tue scelte. Ora vado a lavoro" mi passa davanti ed esce di casa senza neanche salutarmi.
°MATT
Se quella stupida donna crede a quel coglione nonostante le abbia detto che tipo di uomo è, non è un problema mio, che faccia pure quello che vuole. La cara Joy presto si ricrederà. Varco la soglia della centrale e Brett appena mi vede si alza dalla sedia per venirmi incontro. "Matt, ho delle novità sulla donna di San lucca" mi raggelo all'istante. Cosa diavolo ha scoperto? "Sono tutto orecchi." Mi dirigo verso il corridoio ed entro nel mio ufficio, Brett mi corre dietro come un'ombra. "Ho avuto modo di parlare con dei ragazzini del quartiere confinante con San lucca, e un bambino mi ha detto che la donna in questione erano mesi che si tratteneva in quell'immobile, ma non ha saputo descrivermela. Ha detto che girava con il volto coperto da una sciarpa" Mesi? Joy mi ha parlato solo di cinque giorni. "E quindi?" mi accomodo dietro la scrivania e accendo il computer. "Quindi Matt sappiamo una qualcosa in più su questa donna, e ho intenzione di tornare in quel posto e cercare tra quella roba qualche indizio. Deve pur esserci qualcosa che ce la faccia individuare. Ho dato un'occhiata quel giorno, ma non in modo approfondito." Merda! Joy Marshall se mi hai mentito sei davvero una stupida! "Brett, lascia perdere questa storia" - "Cosa? No Matt, io andrò di nuovo a San lucca e tu verrai con me. Questo caso è più tuo che mio." Sbuffo e alzo lo sguardo su di lui. "Allora smettila di rompere Brett, io ho già fatto il mio dovere. Darren mi ha detto di far abbandonare quell'immobile dalla donna, e come puoi vedere nessuno lo occupa più. Se mi avesse dato ordine di cercare di identificare quella donna lo avrei fatto, ma non è stato così. Il caso è chiuso!" Mi alzo dalla scrivania e prendo un fascicolo dallo scaffale. "E ora lasciami in pace. Ho da fare a differenza tua." - "Cosa nascondi Matt? Ogni volta che tiro fuori il fatto di San lucca ti agiti. Per caso già conosci quella donna e te la porti a letto non è vero? Non sapevo che te la facessi anche con le barbone, ma se non è niente male presentamela così ci gioco pure io" Mi volto di scatto, lo prendo per la divisa e lo sbatto contro il muro. "Non te lo ripeterò un'altra volta Brett! Non conosco quella fottuta donna, e le tue insinuazioni mi stanno dando sui nervi. Meglio per te che cominci a pensare alle tue dannate cose. Meglio per te Brett!" - "Cosa diavolo sta succedendo qui?" Mi volto verso la porta e Darren è sulla soglia che ci osserva stupito. Lascio la presa su Brett e gli spolvero la divisa. "Niente Darren, mostravo solo a Brett una cosa a cui ho assistito ieri." - "Oh interessante... bene, Brett ti cercavo, appena puoi vieni nel mio ufficio" ci guarda dubbioso e poi scompare nel corridoio. Brett torna a guardarmi sospettoso . "Non finisce qui caro Matt." - "Non è ancora iniziata." esce dal mio ufficio e chiudo la porta. Dannazione!
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Un compromesso
Romance(ATTENZIONE! STORIA IN FASE DI REVISIONE. VERSIONE DA CORREGGERE E RINNOVARE) Ho sempre odiato le regole e i legami fissi. Adesso un compromesso ha cambiato tutto. Matt Johnson è un uomo duro e autorevole, che non ama le regole e crede che l'amore...
