"Prendi fiato
E ricomincia"
MARGOT
L'attesa mi ha sempre messa in difficoltà, non sono una brava paziente. Per niente e per nessuno.
Sono già nel luogo dell'appuntamento con una mezz'ora di anticipo ed il mio ginocchio non ha la minima voglia di fermarsi nemmeno un momento, giuro che ci provo a restare calma ma non riesco.
Perché ho paura di fargli una brutta impressione? Mi ha visto nelle mie peggiori condizioni, questa può essere solo un plus.
Ho scelto di sedermi ad un tavolo poco lontanato dall'entrata così da essere abbastanza visibile ma allo stesso tempo nascosta.
Quando sento il tintinnio della porta é come un richiamo primordiale, mi giro e lo vedo entrare. Il mio cuore perde un battito.
Non sono pronta.
È alto, elegante senza sforzo, con i capelli che iniziano appena a ingrigire alle tempie. Indossa un cappotto scuro, un maglione color crema e un'espressione che non riesco a decifrare.
Non é triste, non lo definirei nemmeno sollevato ma intenso.
I suoi occhi, gli stessi miei, maledizione, mi cercano appena entra.
Mi trovano in due secondi e si ferma. Sembra riprendere fiato e poi cammina verso di me.
Ogni passo sembra pesare una vita.
Non sono pronta.
Quando arriva al tavolo, non osa sedersi senza chiedere:
«Posso?»
Annuisco. Non mi fido della mia voce.
Lui si siede piano, come se avesse paura di rompermi solo facendo troppo rumore.
Potrebbe.
Poi mi guarda, con una dolcezza che non mi aspettavo e con una paura che riconosco, la stessa che ho io.
Quello sguardo strano e gli occhi sgranati non ci sono più. Ora abbiamo più consapevolezza di chi siamo, di dove siamo e di dove vogliamo arrivare.
«Grazie per essere venuta...Margot.»
La mia gola si chiude per un istante, il mio nome detto da lui suona diverso.
Troppo vero, troppo vicino, troppo intimo.
Troppo.
«Non sarei mai mancata» sorrido appena, sperando che il tono della mia voce non tradisca tutta la mia emozione.
Silenzio.
Ma non un silenzio scomodo, uno di quelli che servono per decidere da dove iniziare.
«Hai...un bell'aspetto.» aggiunge piano, come se stesse ancora scegliendo la distanza giusta da tenere.
«Non è obbligatorio rompere il ghiaccio» sussurro, più dura di quanto volevo.
Forse sono stata troppo stronza, ma non riesco a parlare di niente quando ci sarebbe modo di parlare di tutto.
La sua bocca si curva in un sorriso triste.
«Non volevo farlo. Ma è difficile sedersi davanti a te e non dire nulla.»
Abbasso lo sguardo, é difficile anche per me. Forse più per me che per te o forse no.
«Inizia raccontandomi tutto, da dove vuoi» gli dico cercando di non essere troppo fredda, ma quando sono sopraffatta da emozioni contrastanti o sono in difficoltà l'unica arma che ho a disposizione é il mio carattere di merda.
«Prima ordiniamo qualcosa» mi dice con il sorriso caldo, mi ammorbidisce con un solo sguardo ed é tutto così surreale che faccio fatica crederci «Prendi quello che vuoi»
Con mia sorpresa entrambi ordiniamo una cioccolata calda e sembriamo essere più simili di quanto avrei mai immaginato anche se non ci siamo mai frequentati.
È strano e bello allo stesso tempo ritrovarsi in qualcuno che non conosci minimamente.
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Little Secret
RomanceMargot è stata delusa dall'amore e dalla vita. Ha eretto un muro che l'ha resa fredda e insensibile agli occhi degli altri, sa che le sue debolezze vanno nascoste. Odia ormai il mondo intero ma quando viene costretta a vivere nella stessa casa di Fr...
