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"Vieni che ti mostro
Cosa non ci diciamo"

FREDERICK

«Questo vestito non mi rende giustizia» borbotta Margot vicino al mio orecchio non appena mio padre e Caroline sono intenti a guardare le prime foto scattate per lo shooting che andrà poi su tutti i più importanti giornali del nostro paese.

Cosa assolutamente non vera perché indossa un vestito blu notte corto e molto aderente che le fascia le curve divinamente, ha una sola spallina e le lascia scoperti tutti i suoi bellissimi tatuaggi.

«Sei splendida con qualsiasi cosa indossi Mar, smettila di farti questi complessi inutili» le dico facendo finta di sistemarle il fiocco che ha su un lato del vestito ma lo uso come scusa solo per accarezzarle le cosce.

«Se non mi avessi rifiutato tutte quelle volte oserei dire che lo dici solo perché vuoi scoparmi» sorride abbassando ancora di più la voce per essere certa di non essere ascoltata.

«E chi dice che io non lo stia comunque facendo per quello?» mi dà una pacca scherzosa sulla spalla mentre scuote la testa, per poi tornare ai nostri posti ai lati opposti del divano pronti per ricominciare a scattare innumerevoli foto fino ad avere quelle perfette.

Il fotografo ci fa cambiarle almeno una ventina di pose prima di darci qualche altro secondo di pausa.
Odio queste cose, sopratutto le foto, non fanno per me al contrario di Margot che nonostante voglia farsi vedere dura e impassibile è nata per stare sotto i riflettori e secondo me, molto in fondo, lo sa anche lei.
Le piace anche parecchio, certamente comprendo che questo non sia il suo stile ma rimane comunque divina.

Le lancio occhiate furtive e mi beo del sul miglior profilo girato verso la macchina fotografica, è veramente bellissima e se si potesse vedere con i miei occhi ci crederebbe anche lei.
Il suo ego è smisurato, vuole farsi sempre notare, ma la sua autostima a volte vacilla, come se facesse fatica a sentirsi l'unica scelta.
Vorrei veramente riuscire a capire cosa le frulla per la testa.

Sono giunto a patti con me stesso, sui sentimenti già piuttosto forti che provo per lei e devo dire che non è stato per niente facile. Sono arrivato alla conclusione che Alya avrebbe voluto vedermi vivere anche senza di lei e mi avrebbe voluto felice, quindi la strada giusta per andare avanti è Margot.
Nonostante lei emani un'energia che potrei associare alla luna, nella mia vita è riuscita a riportare il sole, illuminando tutto quello che ho sempre visto buio.
Donandomi una luce che probabilmente pensavo di aver perso.

«Va bene per me possiamo smettere» ci dice finalmente il fotografo, io faccio un cenno di assenso e mi alzo stiracchiandomi appena. Ho bisogno di dare spazio ai miei muscoli rimasti fermi fin troppo.

«Bene ragazzi noi andiamo con il signore alla studio per scegliere le foto e mangeremo fuori»
Diavolo che fortuna questa, proprio sta sera che ho in mente un piccolo giochino che ho voglia di fare con la mia piccola stronzetta.

Non cambio espressione rimanendo del tutto indifferente, rispondo con un alzata di spalle ed un semplice «Okay» mentre internamente sto esultando e anche parecchio.

Passo vicino a Margot che adesso si trova poco distante appoggiata alla parete aspettando che i nostri genitori si dileguino, mi abbasso vicino al suo orecchio sussurrandole un «Non toglierti questo vestito, scendi così a cena» accenno a passare oltre quando mi blocca per il braccio costringendomi a guardarla mentre sorrido.

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