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"Mi scotto l'ultima volta,
poi smetto "

MARGOT

Il fatidico inizio del college è arrivato, devo solo sbattermene il cazzo di tutto come ho sempre fatto, non mi sembra così difficile no?

Mamma voleva che indossassi una camicia almeno il primo giorno, le darò ascolto? Ovviamente no.
Non farò la finta perfettina, non mi interessa che immagine vogliano far passare della nostra "famiglia", non è un mio problema.

Non sarò mai la figlia perfetta. Devono solo capirlo: semplice, rapido e forse non tanto indolore per loro.

Sbuffo e opto di indossare una mini gonna nera plissettata con i miei amati anfibi sotto, calze a rete e una semplice maglia aderente a maniche corte grigia.
Non metto nulla di troppo pesante visto che le temperature qui sembrano non volerne sapere di scendere.

Prendo una tote bag anche essa nera, capiente giusto per farci entrare: il mio iPad, qualche quaderno per farmi venire voglia di scrivere ed il mio astuccio.

Mi do un ultima guardata allo specchio della mia camera: capelli mossi al loro posto, riga spessa di eye-liner perfetta, check generale ottimo.

Posso finalmente scendere, non che ne abbia tutta questa infinita voglia comunque.

Trovo la mia allegra famigliola a fare colazione, chissà cosa direbbero mia madre e suo padre se sapessero quello che facciamo quando non ci sono, se sapessero che dormo con il loro figlioletto preferito ormai tutte le notti.

Un sorriso beffardo mi inclina le labbra, insomma alla fine Filip non mi ha fatto nulla, crede solo un po' troppo di conoscere tutti ma non è cattivo. Mi starebbe anche simpatico se non si intromettesse così tanto nella vita di Fred, sarà pur libero di viverla come meglio crede no?

«Buongiorno, possiamo andare?»
Non appena mia madre volge lo sguardo verso di me il suo sorriso si spenge un pochino ma fa finta di niente, non dirà nulla visto che sta cercando di recuperare il nostro rapporto. L'apprezzo eh, che sia chiaro, ma non saremo mai uguali e lei deve solo mandarlo giù.

«Non mangi nulla per colazione?» mi chiede Filip rivolgendomi un sorriso che trovo quasi dolce.
È strano vedere qualcuno comportarsi così con me, è semplicemente strano per me vederlo interessarsi che lo trovo difficile da credere, ma resta un mio problema questo. Lui cerca solo di comportarsi bene con me, dovrei solo riuscire a fidarmi, di nuovo...

«No grazie non ho fame» sorrido di risposta e sposto il peso da un piede all'altro si sarà accorto che mi sento a disagio?

Frederick mi squadra da capo a piedi e arrossisco. Senza poterci fare niente, mi da questo strano effetto e suscita in me emozioni diverse da qualsiasi altro ragazzo io abbia conosciuto fino ad ora.
Quando se ne accorge sorride, lo stronzo.

Mi sento come se fossi tornata ad avere 14 anni e lui fosse la mia prima cotta, non riesco a capacitarmi dei miei comportamenti a volte.

«Noi andiamo allora, buona giornata» dice Fred alzandosi finalmente, lo seguo verso la Jeep in silenzio.
Sotto lo sguardo attendo dei nostri genitori, non ci scambiamo più nemmeno un occhiata.

Ho come l'impressione che arriverà una sgridata e sono elettrizzata. Faccio tutto quello che è in mio potere per riuscire ad infastidirlo e quando ci riesco ci godo immensamente, solo perché vedo creparsi la sua facciata da arrogante inarrivabile.

Saliamo ancora in silenzio fino a che non si immette sulla stradale, lontano da occhi indiscreti.

«E queste?» mi dice infilando un dito dentro uno spacco delle calze, tirandole, senza staccare gli occhi dalla strada.
Mando giù il groppo che mi si è formato in gola solo al leggero tocco che ha avuto la sua mano bollente contro la mia coscia.

Little SecretDove le storie prendono vita. Scoprilo ora