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"I silenzi hanno
parole coraggiose"

MARGOT

Cenare tutti insieme come una vera famiglia mi mette sempre un po' in soggezione, forse per i vari convenevoli o per le domande a cui sono costretta a rispondere, non so.
Potrebbe anche essere colpa dei miei traumi anzi probabilmente lo è.

Mi vibra il telefono e lo estraggo dalla tasca evitando di poggiarlo sul tavolo, non ho voglia di essere sgridata da mia madre, come al solito.

Frederick:
Alle 22 vediamoci nel garage, vestiti comoda.

Leggo il suo messaggio e di riflesso alzo gli occhi verso di lui che con nonchalance parla con mia madre e suo padre, ma come cazzo ci riesce?
Vorrei proprio sapere come fa a sembrare sempre a suo agio in qualsiasi situazione e non vacillare mai.

Mi mordo il labbro poggiando la testa alla mano, cercando qualcosa da rispondergli, quando vengo ovviamente interpellata da mia madre.
«E tu Mar? Come stanno andando questi primi giorni di lezione?»
Sono così costretta a rimettermi il cellulare in tasca e lasciare il suo invito in bilico oltre che riprendere una posizione normale, tanto le sue non sono mai domande ma affermazioni, inutile contraddirlo. Il capo ordina ed io, a volte, eseguo.

«Bene, mi piacciono molto per ora i corsi che ho seguito, entro la fine della settimana li vedrò tutti quindi avrò sicuramente un quadro più completo per sapervi dire qualcosa di più» sorrido sperando che smettano di chiedere cose a me e tornino a far finta che non esisto, lo preferisco.
Non sono una tipa che ama fare conversazioni di gruppo, specialmente sotto gli occhi di Fred o con Filip.

«Non so se hai già pensato a qualche casa editrice in cui andare a fare il tirocinio in caso potresti farlo in una delle nostre, se vuoi, mi farebbe piacere indirizzarti al meglio» mi dice Filip cordiale, come se volesse veramente aiutarmi ed io non sono per niente pronta a questo.
Non sono pronta ad avere un uomo che ha voglia di fare il padre, non so cosa significhi.
Non sono proprio abituata ad avere una figura del genere nella mia vita, sembra tutto così nuovo...

«Ehm..per ora ancora non ho le idee ben chiare ma mi farebbe piacere...grazie» abbasso subito gli occhi sulle mie dita che iniziano a giocare nervosamente tra loro. Le mie unghie diventando particolarmente interessanti.

Non so bene cosa dire, che cosa si dice a quello che dovrebbe essere il tuo nuovo padre?
Prendo un sorso d'acqua per cercare di togliere questo strano nodo alla gola che mi impedisce di respirare bene, non sono proprio abituata.

«Non mi devi ringraziare tesoro, ormai siamo una famiglia» per poco l'acqua non mi va di traverso.

Una famiglia.

Con un riflesso quasi incondizionato guardo subito Fred che mi sta già fissando con la sua espressione atona. Noi una famiglia?
Se solo sapessero...

«Bene ragazzi si è fatto tardi, noi andiamo a dormire» dice di nuovo Filip alzandosi, portandosi dietro mia madre «Buonanotte» dicono in coro prima di che Fred li richiami.

«Noi usciamo» dice sempre con la stessa espressione e con un tono neutro.

«Non fate tardi» cinguetta mia madre sorridendo mentre si dirigono braccetto su per le scale.

Vedere la sua espressione così rilassata mi rincuora, non vorrei essere la causa di qualche loro litigio ma evitare il contatto con Fred è troppo difficile e non voglio più privarmi di quello che mi fa stare bene per compiacere gli altri.
Lo nasconderò il più a lungo possibile se questo servirà a non rovinare tutto di nuovo, farò il possibile ma non lascerò perdere niente di tutto quello che voglio, mai più.

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