"Quando inizi a capire
Non ne esci più"
FREDERICK
I suoi occhi sbarrati mettono in allarme tutto il mio sistema nervoso ma quando la vedo cadere tra le mie braccia perdendo i sensi capisco che c'è molto più di quello che mi ha detto, c'è molto più di quanto potrei lontanamente immaginare.
Chi è quell'uomo che ha visto?
Cosa le ha fatto per ridurla così?
Non ci penso nemmeno un secondo a metterle una mano sotto le cosce, prenderla in braccio e portarla via da qui, prima che qualcuno ci noti anche se Alexa e Luke erano proprio dietro di me. Gli tiro uno sguardo preoccupato e mi capiscono al volo, aggiungo solo un «La porto via, voi copritemi» annuiscono entrambi ed io me ne vado subito.
Mentre cammino verso la macchina la vedo aprire delicatamente gli occhi «Ehy piccola va tutto bene, ci sono io» lei annuisce e mi abbraccia stringendomi a sé. La metto delicatamente all'interno della jeep e chiudo lo sportello chiamando subito l'ultima persona che vorrei chiamare in queste situazioni: mio padre.
Come da copione mi risponde al secondo squillo
-Dimmi- esordisce freddo ma sento il sorriso tirato che mantiene davanti agli altri.
-Abbiamo un problema-
-Parla Frederick- posso udire il rumore delle sue scarpe mentre si affretta ad allontanarsi dalla folla.
-Sto portando via Margot perché ha visto un uomo ed è praticamente svenuta tra le mie braccia-
-Era sicuramente suo padre, devo dirlo a Caroline-
-Papà che cosa non mi stai dicendo?-
-È più complicato del previsto-
-Cioè?-
-Io cerco di risolvere del cose qui, tu portala via, subito- mi ordina perentorio.
Annuisco senza aggiungere nulla e chiudo la telefonata.
Che diavolo mi sto perdendo in tutto questo?
Salgo in auto e la guardo rannicchiata sul sedile con gli occhi chiusi forse presa a dormire o semplicemente troppo scossa per vivere.
Non le dico ancora niente e parto verso il nostro posto.
Guido con calma per cercare di digerire quello che è appena successo ma qualcosa non mi torna.
Lei stava parlando con un ragazzo che avrà avuto forse la sua età e poi ha notato un signore ed è lui che ha scatenato il panico in lei. Chi diavolo sono quei due?
Parcheggio l'auto di fronte all'oceano e tiro giù il finestrino inebriandomi della brezza notturna, casa.
Cerco di mantenere la mia solita calma apparente mentre di me si sta scatenando una tempesta.
Mi giro di nuovo a guardarla e la scuoto appena, apre gli occhi lucidi e mi fissa senza dire nulla.
«Dai vieni qui» le dico tirandola verso il mio corpo e la faccio sistemare in braccio a me.
«Parlami Margot, dimmelo sotto le stelle» le dico accarezzandole la schiena sperando di infondergli sicurezza, sorridendogli dolcemente.
Ho bisogno di sapere.
Lei fa un grande sospiro e poi mi dice una frase che mi distrugge dall'interno, ogni singola cellula del mio corpo, una dopo l'altra.
«Quello che hai visto era mio padre, beh lui...mi picchiava...io...»
Il mio cervello va in tilt. La stringo a me e lei piange, piange per tutte le volte che nessuno l'ha ascoltata, per tutto il tempo che sono rimaste in casa con quell'essere abominevole.
Piange, scossa da singhiozzi che la tormentano tanto quanto tutti quei ricordi orribili.
«Va tutto bene piccola, ci sono io con te» le dico mentre sento tutta la rabbia montare per tutte le cose che le sono state tolte.
Per tutti gli anni che ha donato ad un rifiuto del genere.
Ora tutto inizia a diventare piú nitido, così come quella volta che ha sentito me e mio padre litigare e lei è accorsa preoccupata.
Aveva paura per me. Il mio cuore perde un battito, non voleva impicciarsi, lei aveva paura che mio padre mi picchiasse...
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Little Secret
RomanceMargot è stata delusa dall'amore e dalla vita. Ha eretto un muro che l'ha resa fredda e insensibile agli occhi degli altri, sa che le sue debolezze vanno nascoste. Odia ormai il mondo intero ma quando viene costretta a vivere nella stessa casa di Fr...
