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"Cuori stanchi
Di amare male"

MARGOT

È strano poter avere una persona su cui contare oltre a te stessa.
Sono cresciuta sapendo di essere sola, di non avere nessuno che potesse aiutarmi e adesso appoggiarmi completamente ad un altro essere umano mi spaventa ma al contempo mi rincuora. Mi sento meno sola ora.

Il mio compleanno si avvicina sempre di più ma stranamente ci sto arrivando con un atteggiamento ed uno stato d'animo diverso dal solito, più leggera.

In aula, seduta, aspettando il professore di storia inglese sono assorta nei miei pensieri.
Fred ha ascoltato tutto quello che avevo da dire senza battere ciglio, non gli ho ancora raccontato tutto, non sa cosa nasconde ogni singolo tatuaggio ma lui non mi guarda diversamente. Non devo avere paura di parlare con lui perché non mi giudicherà per questo.

Non è colpa mia.

Ha mandato via mio padre qualche giorno fa senza chiedere nulla, senza aver bisogno di altre parole. Io con lui mi sento al sicuro.

Sto evitando Alexa da quel giorno e dovrei sicuramente parlare con lei, devo solo trovare il coraggio...

«Ciao» una voce maschile mi riporta alla realtà, mi trovo così costretta a girarmi per guardare chi si sia seduto di fianco a me e perché ha avuto la brillante idea di rompermi i coglioni.

Lo squadro un attimo tanto per farmi un idea: capelli ricci mori, occhi verdi e piercing al naso. Particolare che non mi passa in osservato, carino.

Stile casual, indossa una t-shirt nera aderente e jeans skinny strappati, il tutto abbellito da parecchi tatuaggi. Nel complesso potrei dire sufficiente.

«Ciao» dopo averlo guardato passo a scrutare la classe che sembra essere in subbuglio, che cosa mi sono persa?

«Sembra che oggi il prof non venga, avremo una specie di convegno con un altro professore, ho sentito dire che è un po' strano» riporto l'attenzione sul ragazzo seduto acconto a me che mi sta dando tutte queste informazioni di cui io non ho la benché minima idea, ma poi chi diavolo è?
«Comunque sono Ryan» mi sorride allungando la mano ed io ricambio, non mi farà male incontrare qualcuno che segue le mie stesse lezioni, evitiamo di essere sempre e solo delle stronze scontrose.

«Margot» allungo la mano a mia volta per stringere la sua, con riluttanza «come sai che non verrà?»

«Voci di corridoio piuttosto attendibili» sorride facendomi l'occhiolino, lo capisco sempre se qualcuno ci sta provando con me e direi che siamo sulla buona strada anche con lui «Non sei di queste parti vero?» mi domanda ancora, cercando di fare conversazione.

Peccato per lui non sia un egocentrico biondo con gli occhi di ghiaccio.

«No» rispondo sorridendo, scuotendo la testa divertita dal suo modo di approcciarmi, almeno non ha iniziato a farmi complimenti stupidi e non sembra impacciato.

«Nemmeno io» sorride mentre continuo a guardare il resto della classe.
Che grande idea di merda mettermi quasi alle prime file proprio oggi che non ci sarà lezione.

«Ma non mi dire, che coincidenza» rido della sua precisazione distogliendo lo sguardo da lui vedendo il professore entrare.

Lasciamo così cadere la conversazione che avrà modo sicuramente di riprendere più tardi, dato che lo becco più volte a fissarmi sorridendo.
Sono abituata alle attenzioni dei ragazzi e non mi dispiacciono sinceramente ma ora il mio cuore è occupato da altro anche se contro voglia, quindi farò la brava.

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