"La verità arriva sempre
quando non la stai cercando."
MARGOT
Mi cibo di lui come se il mio corpo avesse deciso prima della mia testa.
Non voglio fermarmi. Mi ha preso alla sprovvista ma non ho la minima voglia di fermalo, anzi...
Le sue labbra sono calde e il sapore è quello di una promessa che fa male. Sento le sue mani tremare contro i miei fianchi e questa fragilità improvvisa mi dà coraggio invece di togliermelo. Lo voglio adesso perché ho paura di perderlo e perché il desiderio non aspetta mai il momento giusto. Gli scivolo contro, lo bacio ancora, più piano, come se stessi chiedendo il permesso senza usare parole e le mie dita scendono, delicate, cercando il bordo dei suoi pantaloni. È un gesto istintivo, disperato, un modo per dire resta senza dirlo davvero.
Fred si irrigidisce subito. Le sue mani mi fermano i polsi con una delicatezza che fa più male di uno strattone quando si stacca da me per cadere nei miei occhi.
Mi guarda come se stesse lottando contro se stesso e per un istante vedo tutto quello che non dice. Paura, amore, rabbia, quella ferita aperta che non ha mai smesso di sanguinare. Si stacca di mezzo passo e questo spazio improvviso tra noi è una lama.
«No» dice piano, ma non è un rifiuto semplice. È una supplica mascherata.
Il mio petto si alza e si abbassa troppo in fretta. Sento la frustrazione montare insieme al desiderio e mi scappa una risata breve, amara.
«Siamo tornati all'inizio allora» gli dico, con la voce che trema nonostante io cerchi di tenerla ferma. «Sempre tu che decidi quando avvicinarti e quando fermarti.»
Lui scuote la testa, passa una mano tra i capelli ormai scompigliati, evita il mio sguardo per poi tornarci come se non potesse farne a meno. «Non è questo.» fa un passo indietro, poi di nuovo verso di me, intrappolato anche lui. «Non voglio fare l'amore con te se poi sono consapevole che te ne andrai di nuovo.»
Quelle parole mi colpiscono più forte di qualsiasi rifiuto fisico. Sento un nodo chiudersi nello stomaco e per un attimo vorrei urlargli che non sono una porta girevole, che non sono venuta lì per usarlo. Invece mi avvicino ancora, alzo il mento costringendolo a guardarmi. «Io ho voglia di scoparti, però» dico senza filtri, lasciando che la verità sia cruda e nuda tra noi.
Lui sospira, come se dovesse fare affidamento a tutta la sua forza di volontà per fermarsi, ma ci riesce e poi aggiungo «E non perché sia solo una cosa fisica, ma perché sei tu»
Il suo respiro si spezza. Lo vedo perdere terreno e so di avere toccato il punto giusto e quello più pericoloso allo stesso tempo.
«Ti amo» dice infine, come se fosse una colpa e mi fa ancora strano sentirglielo dire «Ed è proprio per questo che non voglio andare avanti se non sei sicura che resterai»
Quelle tre parole riempiono la stanza più di qualsiasi bacio. Mi sento esposta, vulnerabile, incredibilmente viva. Eppure fa così male.
Vorrei dirgli che lo amo anch'io, ma so che non è il momento giusto. Non ancora. Il desiderio pulsa ancora tra noi come una corrente elettrica, ma qualcosa di più pesante reclama attenzione.
Il mio sguardo scivola oltre la sua spalla e torna a posarsi sulla scrivania. La cartellina è ancora lì, immobile, come se stesse aspettando. Tutto quello che abbiamo evitato, tutto quello che ha scavato distanza tra noi, è racchiuso in quei fogli. Mi stacco da lui lentamente, con uno sforzo che sembra fisico e allungo una mano verso la cartellina. «Prima questa» mormoro «Poi noi.»
STAI LEGGENDO
Little Secret
RomanceMargot è stata delusa dall'amore e dalla vita. Ha eretto un muro che l'ha resa fredda e insensibile agli occhi degli altri, sa che le sue debolezze vanno nascoste. Odia ormai il mondo intero ma quando viene costretta a vivere nella stessa casa di Fr...
