"Averti addosso sarebbe
meglio che averti in testa"
MARGOT
«Siamo stati invitati alla festa di Halloween...» mi dice Alexa non appena mi siedo dentro alla caffetteria del college. Riesco a percepire che mi sta nascondendo dell'altro.
«Perché sento che sta arrivando un ma?» lei fa finta di guardare il telefono per poi concnetrarsi su di me con un sorriso innocente.
«Perché la organizzano le super chicche» si intromette Luke nel nostro discorso sedendosi al nostro tavolo seguito dal mio, purtroppo troppo bello, fratellastro.
Li saluto con un cenno della testa senza dargli troppa importanza, devo mantenere una certa distanza in pubblico e anche qui al college. o almeno devo provarci.
«Dio mio e perché mai siamo invitate allora?» dico incrociando le braccia al petto alzando gli occhi al cielo. Vorrei solo divertimenti e se ci sono quelle prevedo solo guai.
«Perché Luke si scopa la bionda» asserisce seria Alexa ed io rido sommessamente prima che Luke le risponda a tono.
«Sì chiama Melissa, Lex»
«Lo so come si chiama tesoro ma non interessa, spero che finisca presto questa specie di tresca tra voi» lo liquida con un gesto della mano. «Quindi tornando a noi dobbiamo scegliere dei bei costumi, possibilmente sexy, è l'evento più atteso dell'anno»
Sorrido mordendomi il labbro prima che anche Fred decida di prendere parte alla conversazione.
«Non se ne parla»
«Torna a farti gli affari tuoi» gli dico sorridendo appena in tono di sfida e lui si avvicina appena.
«Non devo staccare la mano a nessuno, sopratutto il giorno di Halloween» mi ringhia vicino all'orecchio.
«Allora farai meglio a non venire» sorrido prendendo le mie cose e trascinando Alexa con me, regalandogli una bella linguaccia.
***
La mia stanza è un disastro di tulle, velluto e trucco sparso ovunque.
Alexa è per terra con le pinzette in mano, mentre io fisso il mio costume appeso alla porta.
Cassandra Dimitrescu.
Lo indosso senza perdere altro tempo.
L'abito è lungo, nero, con una scollatura che sfiora il peccato e uno spacco laterale che urla per attirare l'attenzione. Mantello in pizzo e collana nera con una croce gigante che risalta sulla pelle chiara. Sembro un incantesimo pronto a far perdere la testa a chiunque mi guardi. Decisamente ciò che volevo.
Quando mi specchio, per un secondo resto immobile. Vedo una versione di me che usa la paura come forza e la sensualità come arma.
E sì, lo ammetto: non vedo l'ora di vedere la faccia di Frederick.
Alexa fischia. «Cristo santo, Margot. Se Fred non perde la testa stasera, è cieco.»
«O morto» rispondo ridendo.
Aspetto che lei finisca di sistemarsi con il suo costume da angelo nero e siamo pronte ad andare. Prendiamo la macchina di Alexa e raggiungiamo i ragazzi direttamente alla festa.
La villa è enorme, poco fuori città circondata da una boscaglia fitta, le luci arancioni e viola la fanno sembrare uscita da un film horror. Appena scendo il vento solleva l'orlo del mio vestito e mi obbliga a sistemarlo.
Mi rimetto in ordine, mi passo un dito tra i capelli mossi e poi lo vedo.
Frederick. E per un secondo, dimentico di respirare.
Cammina verso di me lentamente, con le mani in tasca e lo sguardo basso.
È vestito interamente di nero: giacca elegante, camicia nera, cravatta allentata.
Ma ciò che cattura davvero l'attenzione è il trucco da teschio che gli copre metà viso.
Perfetto. Agghiacciante. Dannatamente sexy.
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Little Secret
Storie d'amoreMargot è stata delusa dall'amore e dalla vita. Ha eretto un muro che l'ha resa fredda e insensibile agli occhi degli altri, sa che le sue debolezze vanno nascoste. Odia ormai il mondo intero ma quando viene costretta a vivere nella stessa casa di Fr...
