"Alla fine c'è
sempre il peggio"
FREDERICK
Ci sono giorni in cui il senso di colpa non fa rumore.
Si limita a stare lì.
Seduto sul petto. Pesante. Pulsante. Incessante.
Da quando Margot se n'è andata, ho smesso di contare le ore. Vivo in una specie di limbo: faccio tutto a metà.
Come se stessi trattenendo il respiro in attesa di qualcosa che non arriva.
So di averle nascosto la verità e mi odio per questo.
Ogni volta che ripenso ai suoi occhi quando mi ha chiesto di Alya, sento lo stomaco contorcersi.
Avrei dovuto dirle tutto subito.
Avrei dovuto fidarmi di lei, della sua forza.
Invece ho scelto il silenzio, come sempre. Ho scelto di rifugiarmi nella mia paura dell'abbandono ed eccoci qui.
A pagarne il prezzo delle conseguenze.
Sto prendendo a pugni il sacco da un tempo interminabile.
Il rumore sordo dei pugni che affondano nel cuoio è l'unica cosa che mi tiene ancorato al presente.
Il sudore mi scende lungo la schiena, le braccia bruciano ed i polmoni chiedono tregua ma non gliela condendo. Non posso.
Ogni colpo è una frase che non le ho detto.
Ogni colpo è un scusa in ritardo.
Ogni colpo è la paura di perderla.
É lo squillo del mio telefono che mi costringe a fermarmi. Sono quasi sicuro di volerlo ignorare ma ormai sento che i muscoli stanno cedendo, così mi decido a fare una pausa.
Mi avvicino alla panca dove l'avevo lasciato ed il mio cuore perde un battito quando vedo il mittente della chiamata.
Il suo nome.
Margot.
Il cuore mi balza in gola come un animale in fuga.
Rispondo subito, prima che ci ripensi, con il fiatone.
«Mar»
«Fred» la sua voce é diversa dal solito, non la trovo stanca, tesa o triste, é decisa.
«Dimmi tutto»
«Ci sono mia madre e tuo padre a casa?» la domanda mi spiazza ma cerco di mostrarmi tranquillo.
«No, sono via da ieri per un weekend fuori...tua madre sta molto giù, non so quando rientreranno»
«Vengo da te»
Scatto sull'attenti, tutti i miei sensi si allertano con una sola, singola, frase.
«É successo qualcosa?»
«Devo trovare una cosa nello studio di tuo padre»
Mi tranquillizza ma allo stesso tempo mi mette un certo nervoso addosso. Non faccio domande, tanto so che mi dirà tutto a tempo debito.
«Ti aspetto»
La chiamata si chiude così ed io ho bisogno di riprendere aria.
Sta tornando da me, anche se non per me.
Che diavolo deve cercare?
Salgo di sopra pronto a buttarmi in doccia sperando che queste ore passino in fretta.
***
Quando la vedo finalmente camminare nel vialetto il tempo sembra piegarsi.
Margot ha gli occhi stanchi ma vivi, come se stesse camminando su un filo da giorni senza cadere. Ci guardiamo per un istante che sembra troppo lungo e troppo breve allo stesso tempo.
«Ciao» dice lei rompendo il silenzio che stava diventando quasi assordante tra noi.
«Ehy» la voce mi esce più bassa del solito.
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Little Secret
RomanceMargot è stata delusa dall'amore e dalla vita. Ha eretto un muro che l'ha resa fredda e insensibile agli occhi degli altri, sa che le sue debolezze vanno nascoste. Odia ormai il mondo intero ma quando viene costretta a vivere nella stessa casa di Fr...
