"Io non dico niente
E tu mi capisci."
MARGOT
Il corridoio è buio, le camere silenziose come il nostro viaggio di ritorno.
Silenziosa come la mia testa quando le sue mani mi sfiorano.
Il mio conflitto interiore era troppo forte per spiccicare parola, non sapevo se avevo voglia di litigarci o di scoparlo, magari entrambi.
Forse più la seconda opzione e questo non mi piace per niente. È incredibile come il suo farmi incazzare è direttamente proporzionale all'eccitazione che mi fa salire.
Siamo tornati a casa insieme ed i nostri genitori invece sono rimasti ancora fuori.
Chissà per quanto ci rimaranno, troppo o forse troppo poco. Cosa che però non ci ha mai fermati e a questo punto direi che non ci fermerà mai.
Qui almeno non devo fingere. Non devo sorridere ad un altro mentre cerco con lo sguardo Frederick dall'altra parte della sala. Non devo fingere di non provare nulla, aspettando solo un cenno, un segnale, qualcosa.
Briciole che non vorrei ma necessito.
Qui non devo fingere che non esistiamo.
Lui mi fa sentire viva e anche se non posso averlo alla luce del sole non voglio rinunciare a questo.
Non voglio scappare da noi, come ho sempre fatto fino ad ora. Ma deve capire che non sono come tutte le altre, io non sono una da comandare.
Io lo voglio. Ma quando e come lo decido io.
Ora é immobile davanti a me. Disordinato con il colletto sbottonato, la giacca slacciata e negli occhi quella rabbia che conosco troppo bene.
La rabbia che gli viene solo con me, quella che nasconde il desiderio, che nasconde tutto quello che prova.
«Quindi è così che funziona adesso?» gli chiedo, incrociando le braccia per non toccarlo. «Mi vieni a cercare dopo che pensi di poter decidere per me, mi baci e poi torniamo ognuno alla propria copertura?»
Lui scuote la testa, come se volesse urlare, come se non sapesse da dove cominciare. Facciamo un passo avanti e mille indietro ma probabilmente saremo sempre un po' così, il lato negativo del doversi nascondere.
«Tu te ne sei andata senza lasciami spiegare e poi sei arrivata con lui» mi dice con quella voce ruvida che mi accende ogni volta. «Hai sorriso, ci hai scherzato ed io avrei dovuto ignorarti bene come fai tu? Fingere che non mi stesse salendo il sangue alla testa ogni volta che quello ti toccava il braccio?»
Giuro che vorrei dirglielo che lo stesso vale per me, ma non lo faccio. Non gli dico che vedere un altra stargli con il fiato sul collo è un colpo al cuore, non gli dirò mai tutto quello che penso anche se sembra sapermi leggere fin troppo bene.
«Lei sembrava tua. Quasi quanto io mi sento tua ogni volta che mi guardi»
Non ero mai stata gelosa prima ed esserlo adesso mi destabilizza.
Lui si blocca, tira su di nuovo gli occhi nei miei e mi guarda. Mi guarda per davvero, sta volta senza rabbia, solo con...fame. Il suo blu diventa ancora più profondo, un mare in tempesta pronto a farmi annegare.
Il ricordo del bagno è ancora caldo sulla mia pelle. Il modo in cui mi ha arpionato i fianchi come se non potesse più farne a meno, come se non avesse aspettato altro. Ma non é bastato, non ci basta mai.
«Ci siamo baciati e siamo tornati a fingere» continuo nonostante stia prendendo atto che gli ho appena dato una dimostrazione più che sufficiente. «É estenuante, non sono abituata ad una relazione, figuriamoci ad una segreta» ma lo voglio.
Lo odio ma lo voglio, disperatamente.
Dovrà soffrire un po' ma sta sera voglio divertirmi. Voglio vederlo sciogliersi sotto le mie dita.
Piacere e dolore si fondono sempre con me.
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Little Secret
RomanceMargot è stata delusa dall'amore e dalla vita. Ha eretto un muro che l'ha resa fredda e insensibile agli occhi degli altri, sa che le sue debolezze vanno nascoste. Odia ormai il mondo intero ma quando viene costretta a vivere nella stessa casa di Fr...
