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"È rimasto tutto uguale
A come lo hai distrutto"

MARGOT

Oggi, come quasi ogni weekend, c'è un gala a cui dobbiamo andare tutti; in una delle case degli amici ricchi dei nostri genitori. Ma non parliamo di una cena qualsiasi bensì una vera e propria festa, un giorno intero circondata da queste persone.

Che fortuna, che bello, che felicità.

«Puoi evitare di avere quella faccia da funerale?» mi dice mia madre toccandomi il braccio mentre sorride a perfetti sconosciuti.

«Io non so come fai tu ma a me queste cose stanno proprio sui...» mi pizza il braccio costringendomi a portarci la mano «Ahi»

«Smettila e impara a sorridere anche tu, è l'unica cosa che dovrai fare se ti comporti bene»

Alzo gli occhi al cielo e la lascio non appena ci si avvicina una coppia di anziani «Si certo come no» sussurro.

Non fa per me la vita mondana, già tanto che riesca a sopportare tutte queste cose per loro, quando sarà il mio turno mi rinchiuderò.

Le feste che durano giornate intere sono veramente la mia rovina, almeno le cene di gala sono più sopportabili.

Mi guardo intorno cercando il tavolo degli alcolici che trovo con lo sguardo solo quando Filip entra nella mia visuale con un signore che riconosco come il professore strano che ha fatto sostituzione nella mia aula all'inizio dall'anno.

«Cara eccoti qui ne approfitto per presentarti il padrone di casa Françoise» lui sembra guardarmi con gli occhi sgranati, di nuovo, ed io ne approfitto per svignarmela senza approfondire oltremodo la nostra conoscenza.

«Piacere tutto mio ora vi lascio che mi stavano cercando, con permesso» sorrido e riprendono a parlare dei loro affari anche se sento il suo sguardo ancora addosso.

Che diavolo vuole da me?
Adesso, proprio come quella volta in aula, sembra vedere un fantasma quando posa gli occhi su di me; ma perché mai?

L'ho detto che per sopportare tutto questo c'è bisogno di alcool altrimenti ne esci matta, come se già io non lo sia abbastanza.

Tra le altre cose Frederick dove diavolo si è cacciato? Siamo venuti con la mia moto quindi potremmo tranquillamente andarcene, non possono mica costringermi a rimanere fino alla fine, io mi rifiuto categoricamente.

Chiedo finalmente qualcosa di molto forte al ragazzo dietro al bancone degli alcolici che mi lancia uno sguardo comprensivo rifilandomi un bicchiere di champagne. Sia mai che abbiano altro qui, non é d'élite bere vodka?

Sbuffo prendendo il bicchiere e mi allontano bevendolo con grazia, anche se vorrei buttarlo giù tutto d'un fiato.

È incredibile quanto queste ville siano enormi e riescano a riempierla con così tanta gente, assurdo.
Prendo il telefono dalla mia borsetta per mandare un messaggio a Fredrick, unico modo che forse ho per farlo uscire allo scoperto.

Io:
Ma dove diavolo sei?
Io voglio scappare, possibilmente con te.

La mia sopportazione non è delle migliori, ne sono consapevole ma dopo aver resistito al pranzo e all'aperitivo direi che sia anche giunto il momento di andarcene no?

Sto fremendo all'idea di riprendere la mia moto e andare in qualche posto sperduto, solo io e lui.
Nient'altro che noi.
Tutto quello che mi ha dato in questi mesi non ha prezzo e non saprei nemmeno quantificare quanto significhi per me. Ha un posto così importante nel mio cuore...

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