Parte 9

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Daniel mi aveva vista e presto, dalla veranda, spuntò anche il viso di Ethan; gli occhi ridotti a due fessure, le labbra strette. Non sembrava proprio un buon momento per intervenire, ma cosa potevo fare? 

Per dare l'impressione di non avere sentito niente mi staccai dal muro e discesi i piccoli scalini che portavano in giardino, proprio dove si trovavano loro.

Daniel aveva i pugni stretti lungo i fianchi. Vicino a lui c'erano altri due ragazzi che a me sembravano essere quelli che avevo visto quel pomeriggio nel parcheggio.
Mi chiesi quale dei due fosse Trevor.

Ethan mi guardò allarmato «Vi conoscete?»

Io alzai le spalle, perplessa.
«Di vista»

Daniel mi guardò con i suoi occhi neri, bellissimi, e sembrò subito rilassarsi. Si appoggiò al muro dietro di se e si passò una mano tra i riccioli neri, mentre i suoi due amici mi guardavano di sbieco, quasi con odio. 

Ethan indietreggiò di un passo alzando le mani in aria «Ne riparleremo, Daniel»
Lui annuì confuso, con gli occhi scuri ancora puntati su di me. Amavo quello sguardo.

Io stringevo le mani dietro la schiena, terribilmente in imbarazzo.
Avrei davvero voluto essere più lucida in quel momento ma .. non lo ero e sforzarmi di sembrarlo iniziava ad essere difficile.

«Mia dai andiamo» Ethan mi fece un segno con la mano «Ti riporto a casa»
Ecco ci risiamo.

«No io .. pensavo di rimanere un altro po'» Gli sorrisi di sbieco, perdendo solo per un attimo l'equilibrio.

Lui mi guardò perplesso e Daniel ridacchiò raccogliendo la bottiglia di birra ai suoi piedi. Avrei voluto girarmi e guardare quelle fossette che tanto amavo.
«Mia ...»

«La porto io a casa» La voce di Daniel fu come un tuono per me.

«No» Ethan si irrigidì.

Io storsi la bocca, cosa significava "no"? Chi si credeva di essere?
Puntai i piedi per terra e incrociai le braccia al petto.
«Decido io con chi andare a casa, grazie»

Ethan scosse la testa «Mia ti prego .. » Fulminò con lo sguardo Daniel che avanzò di un passo verso di lui.

«Mi sembra chiaro che vuole rimanere qui » Sorrise dolcemente «Perché farne una tragedia?»

«Fottiti Dan » Ethan indietreggiò e tornò a guardarmi «Chiedi un passaggio ad Alex e scrivimi quando torni a casa .. » Si passò una mano tra i capelli, guardò Daniel, poi me «Per favore.. »
Io annuì guardandolo andare via.

«Che cosa fai Dan? »Uno dei due ragazzi mi lanciò un'occhiataccia mentre soffiava via il fumo di una sigaretta «Ti sembra il caso di metterti a discutere con Ethan per questa qui? » Mi indicò inclinando la testa. 

"Questa qui?!"

Daniel si girò verso di lui «Cerca di stare calmo Matt » Diede un' ultimo sorso di birra e lanciò la bottiglia nel prato «E' sempre il caso di discutere con quel coglione, comunque»

Matt gli si avvicinò «No, non credo» Lo superò spingendolo via e si allontanò seguito da quello che presumevo essere Trevor.

Io mi appoggiai al muro della veranda e mi misi a guardare da un'altra parte.
Chissà come avevo fatto ad infilarmi in una situazione del genere.

«Lascia perdere Matt » Daniel mi si avvicinò mentre sul suo viso si disegnava un'espressione concentrata che lo rendeva quasi più bello del solito «E' una persona .. difficile»

Io sbuffai, troppo confusa per capire.
«Ho la sensazione che siate tutti persone difficili»

Lui si passò una mano tra i capelli, spettinandoli più del dovuto.
Era incredibile come anche in una situazione del genere davanti a lui mi sentissi a disagio, quasi in soggezione.

«Hai proprio ragione» Mi guardò negli occhi ed il mio cuore mancò un battito. 

Possibile che esistessero degli occhi come i suoi? Occhi così profondi potevano davvero esistere in natura?

Continuai a guardarlo per qualche istante prima di distogliere lo sguardo. Aveva un' espressione così ferma e decisa..
«Bè .. io comunque credo di potere chiedere ad una mia amica» Arrossii visibilmente « per il passaggio intendo»

Lui alzò un sopracciglio e sul suo viso si disegnò un sorriso divertito. Finalmente potevo vedere di nuovo le sue fossette.
«Non vuoi fare arrabbiare il tuo ragazzo salendo in macchina con me? » Ebbi l'impressione che il suo gioco preferito fosse mettermi in imbarazzo e lo faceva maledettamente bene.

«Lui ... » Abbassai lo sguardo «Non è il mio ragazzo»

Daniel si avvicinò con un lungo passo verso di me. Talmente vicino da permettermi di sentire il suo respiro sulla pelle e la testa iniziò subito a girarmi.
«Eppure oggi pomeriggio sembravate.. » Strinse le labbra «..intimi»

Io scossi la testa.
Ero totalmente spiazzata da quel suo tono freddo, quasi inespressivo. Non riuscivo a capire perché si comportasse così.
Un attimo prima due meravigliose fossette gli inondavano le guance e l'attimo dopo il suo sguardo diventava glaciale, privo di emozioni. 

Lui si allontanò di un passò distogliendo lo sguardo da me e subito provai nostalgia di quegli occhi scuri. Aprì le labbra per dirgli chissà cosa ma le richiusi subito.
«Se non ti serve un passaggio .. » Si guardò intorno «Io andrei»

Incapace di dire altro mi limitai ad annuire.

Lui fece per andarsene ma si bloccò subito.
«Ah Mia .. » Si girò lentamente «Ho pensato ad una cosa»

«Ehm .. si dimmi» La mia voce era un sussurro, la testa mi girava, non capivo più niente.
Riuscivo a vedere solo il suo viso, il modo in cui mi guardava. Quel suo modo sicuro di muoversi, di camminare, di parlare, lo rendevano talmente attraente che la mia mente non riusciva più a lasciare andare le immagini che lo riguardavano.

«Dal mio punto di vista .. »Sorrise, sicuro di sé «Tu sei interessante»    

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