È cortissima, scusate!
Dean era tranquillamente disteso sul suo letto e sfogliava ozioso la sua rivista.
<<Non sei affatto male>> sussurrò alla ragazza asiatica messa in una posa provocante. Si leccò le labbra, sorseggiando dalla bottiglia di birra sul suo comodino.
Un urlo squarciò la tranquillità del bunker, facendogli prendere la pistola dal cassetto. Uscì nel corridoio con passo felpato, la schiena rasente il muro e gli occhi vigili. Lanciò un'occhiata alla porta chiusa della stanza di Sam. Di certo, dormiva ancora.
Un altro urlo soffocato attirò la sua attenzione. Cas! Merda!
Corse lungo il corridoio e, attraversato il salone principale, si precipitò in cucina. Castiel se ne stava rannicchiato in un angolo e tremava, stringendosi al petto le ginocchia.
<<Cas, ehi!>> lo chiamò Dean, inginocchiandosi accanto all'amico. Castiel non sembrava smettere di tenere gli occhi spalancati dal terrore. Cosa gli era successo?
Dean gli accarezzò i capelli corvini, lasciandovi poi un bacio nel mezzo.
<<Cas, cos'è successo?>> sussurrò. L'angelo alzò una mano verso il tostapane, ancora appoggiato sul bancone.
<<Cosa intendi?>> chiese il cacciatore, confuso. <<Ti sei scottato?>> insistette, facendolo alzare e controllandogli le mani. Gli sembrava tutto in regola.
Cas scosse la testa, deglutendo e alzando sul viso di Dean i suoi occhioni blu.
<<Non mi avevi detto che le fette sarebbero uscite di scatto>> mormorò, guardando il pavimento. Il biondo ci mise qualche secondo a elaborare le sue parole e quando lo fece scoppiò inevitabilmente a ridere. L'angelo lo guardò male e si allontanò da lui con un'espressione accigliata.
<<Dai, Cas. Aspetta!>> esclamò Dean, afferrandogli il polso e abbracciandolo. Intrecciò le dita nei suoi capelli morbidi e lo baciò ancora sulla testa.
<<Il mio piccolo angioletto>> bisbigliò, lasciando che un nuovo attacco di risa facesse vibrare il suo petto.
