Auguri a Dean che oggi compie 40 anni! Comunque, mi scuso ma gli esami mi stanno uccidendo e riesco a scrivere poco.
Sam sbadigliò facendosi strada verso la cucina, da dove veniva un invitante odore di pancakes. Sorrise leggermente, soddisfatto, pregustando già la scena. Appena entrò nell'ambiente, notò il fratello seduto con la schiena ricurva a leggere il giornale, mentre Castiel mormorava una melodia sottovoce ai fornelli. La scena era talmente domestica da fargli stringere il cuore. Non era comune avere così tanti giorni per potersi rilassare, ma la calda atmosfera casalinga gli scioglieva ogni muscolo teso e ogni preoccupazione scivolava via come se non fosse mai esistita.
Vide la testa di Dean muoversi impercettibilmente e spostare gli occhi dal giornale alla schiena dell'angelo. Solo in quel momento Sam notò come fosse strano vedere Castiel con una maglietta e i pantaloni di una loro vecchia tuta. L'ennesimo sbadiglio attirò l'attenzione dei due su di sé e si diedero il buongiorno.
«Da quando sai come cucinare, Cas?» domandò il biondo, curioso. L'ultima volta si era bruciato con una padella e aveva giurato che non si sarebbe più avvicinato a un fornello. Si preoccupava, d'accordo? Non era mai divertente sentire un angelo borbottare in enochiano. Specialmente se quelle parole sorvolavano gli ultrasuoni.
«Mi è stato detto che è consuetudine farlo nelle occasioni speciali» replicò Castiel, osservando Sam con la coda dell'occhio. Ti prego, Padre, fa' che vada bene. Il minore dei Winchester alzò un pollice e sorrise, facendogli capire di non preoccuparsi.
«Quale "occasione speciale" stiamo festeggiando? Il quinto giorno senza un caso?» sibilò il maggiore, tornando a leggere il giornale nella vana speranza di trovare un delitto sospetto, un rapimento alieno, un sacrificio di vergini... qualsiasi maledetta cosa. Sussultò (anche se in futuro non lo avrebbe mai confermato) quando un piatto venne posto davanti a lui. Alzò appena lo sguardo, vedendo una pila di pancakes. Su di essi, dei lamponi formavano una faccina sorridente.
«Buon compleanno, Dean» mormorò Cas, strofinando le sue mani fra loro, nervoso. Ora che ci faceva caso, Dean poté anche notare un bigliettino di auguri lungo il bordo del piatto.
«Cas si è esercitato per tutta la settimana mentre eri fuori casa» intervenne Sam quando si accorse che il fratello non si era mosso. Dean, di' qualcosa, sembrò volergli comunicare con la mente. Soprattutto perché il sorriso dell'angelo si stava lentamente spegnendo.
«... Dean?» tentò, incerto. Non gli era piaciuto? Oddio, cosa aveva combinato? Sapeva di non essere molto esperto, ma Sam aveva assicurato che sarebbe andato bene. Lo aveva preso in giro? No, Sam non lo farebbe mai. Giusto?
«D'accordo, vado a leggere» mormorò Sam sghignazzando sottovoce, accorgendosi finalmente del leggero rossore sulle guance del fratello, e afferrando una tazza di caffè. Lanciò un'occhiata soddisfatta alla coppia alle sue spalle. Lui era solo di troppo in quel momento.
«Cosa? Sam!» strillò l'angelo, cercando di afferrargli il braccio e mancandolo per un soffio. «Dean è agitato! Mi avevi detto che era un regalo adeguato. Sam!» si lamentò e rivolse un'occhiata tradita al Winchester che gli fece l'occhiolino di rimando. Il moro sospirò.
«Dean, mi dispiace» sussurrò, abbassando lo sguardo. «So che i pancakes non sono dei dolci adatti a un compleanno, ma pensavo-»
Si interruppe quando un paio di braccia si strinsero attorno alla sua vita e il volto di Dean affondò nella sua maglietta all'altezza dello stomaco. Il cacciatore vi si strusciò un paio di volte come un gatto in cerca di coccole e lasciò un bacio sulla pancia coperta dell'angelo, il quale sospirò rilassato. Insicuro, portò poi una mano ad accarezzare i capelli del biondo, che mugugnò in approvazione e prese a strofinare il palmo aperto contro la schiena dell'altro.
«Va benissimo, Cas. Grazie» disse, stringendo la presa. Ancora un passo e Castiel sarebbe finito seduto sulle sue cosce. Si ritrovò a non odiare eccessivamente il pensiero.
«Penso tu abbia rotto mio fratello» intervenne Sam, che alla fine non si era mosso dalla soglia della stanza. In contrasto con la sua battuta, aveva un sorriso dolce in volto mentre Castiel lo ringraziava a distanza. Fece un cenno per far capire di aver ricevuto e si tolse dalla porta scivolando verso la biblioteca, ma non senza prima aver udito un "taci, spilungone" che lo fece ridere.
