Lasciami andare

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Ho preso ispirazione da questo video, che consiglio caldamente di vedere da soli. Stavo annegando tra le lacrime.

Avviso! Non metterò autolesionismo, ma se siete sensibili a droga e alcolismo, non leggete.

Dean bevve l'ultimo sorso di birra e gettò la bottiglia a terra con rabbia. Le lacrime si erano ormai asciugate lungo le sue guance, lasciandogli una fastidiosa sensazione sulla pelle. D'altra parte, riteneva fosse inutile asciugarsele, dato che avrebbe ricominciato a piangere entro pochi minuti. Sospirò e il suo respiro tremò leggermente, vibrando solitario nella stanza chiusa.

Voltò lo sguardo verso la finestra e, per poco, non cadde dal letto: Castiel era là fuori, sotto la pioggia battente. Il cacciatore si alzò repentinamente e scostò del tutto la tenda. Una volta compiuto il gesto, osservò di nuovo all'esterno. Castiel era scomparso.

Un singhiozzo scosse il petto di Dean che, distrutto, si accasciò ai piedi della finestra, segnando il vetro con le proprie dita e colmando il vuoto con il suo pianto.

*******
Un'altra birra. Un'altra pasticca. Di questo si nutriva Dean negli ultimi giorni. Le immagini del corpo di Castiel continuavano a riempirgli la testa. Per poco, non era finito in un burrone quando la sagoma dell'angelo aveva attraversato la strada.

Lo vedeva ovunque: nell'Impala, sul letto fuori dalla finestra, sul ciglio della strada. I suoi occhi blu lo perseguitavano continuamente.

Sam era distrutto. Da solo, osservava il fratello scomparire. Guardava come ogni traccia di luce scompariva dagli occhi verdi di Dean, lasciando posto solo alle tenebre più letali e opprimenti. Si muoveva come uno zombie, trascinando i piedi lungo il corridoio freddo. Sospirando, il minore bussò alla sua porta.

<<Ti ho portato da mangiare, Dean>> gli disse, allungandogli il piatto. L'altro scosse la testa.

<<Non ho fame, grazie>>

Il labbro inferiore di Sam tremò leggermente.

<<Ti prego. Sono giorni che non mangi e prendi quelle porcate>> sbottò, indicando le pasticche sul comodino. Il maggiore dei Winchester lo fulminò con lo sguardo e si alzò, avvicinandosi piano.

<<Esci da questa stanza, prima che ti riduca a un ammasso di ossa>> ringhiò, spingendolo contro la parete. Il capellone lo fissò ancora un istante, prima di chiudersi la porta alle spalle e andare a piangere nella propria stanza.

*******
<<Cas!>> esclamò Dean, quando vide apparire l'amico davanti a sé. L'amico, certo. Gli corse incontro, abbracciandolo.

Castiel sembrava triste. Sollevò una mano accarezzando la guancia del biondo con delicatezza.

<<Questo non è reale. Lo sai, Dean?>> domandò, inclinando la testa e baciando la fronte del cacciatore.

<<Tu lo sei, Cas. Sei reale. Ti prego, sii reale, ho bisogno di te>> singhiozzò, sciogliendosi nelle sue braccia. Il corpo dell'angelo divenne improvvisamente inconsistente, lasciandolo solo ancora una volta.

*******
Dean era tornato a cacciare. Necessitava la sua vecchia vita come l'aria che respirava. Era fermo in un motel da un paio di giorni ormai, sempre accompagnato dai suoi calmanti speciali. Stanco di aspettare e restare sdraiato, si diresse in bagno. Una volta sciacquata la faccia e rialzato lo sguardo, il volto sanguinante di Castiel apparve come un fulmine a ciel sereno.

Il cacciatore tentò nervosamente di frizionarsi le mani con il sapone prima di tirare un pugno contro il vetro. La mano gli bruciava da morire ma il dolore da sopprimere era molto più grande.

Tornato nella stanza, staccò il televisore e lo lanciò a terra, distruggendolo. Stessa fine fece la lampada che si schiantò contro il muro.

Dean guardò il sangue colare lungo la sua mano. Forse, sarebbe stato meglio se avesse posto fine alla sua agonia.

*******
Non riusciva a cacciare. Più di una volta era stato sopraffatto dai mostri. Non si concentrava. Il suo unico pensiero erano due zaffiri incastonati in un viso celestiale. Basta, non ce la faceva più.

Doveva fuggire. Doveva trovare Cas.

Lasciò un misero biglietto a Sam. Corse fino alla stanza dove tenevano i medicinali e, appurato che l'armadietto avesse un lucchetto, lo spaccò con il peso di un estintore. I frammenti produssero un dolce tintinnio infrangendosi al suolo. Il cacciatore afferrò le pastiglie con mani tremanti e per poco non se le lasciò sfuggire.

<<Sto arrivando, Cas>> mormorò, prima di ingerirne una manciata. Poi, il buio.

*******
Arrivato in ospedale, l'unica cosa che Sam sentì fu "Deceduto alle 10.41 di questa mattina". Suo fratello non c'era più. Aveva preferito la morte al dolore.

Il minore si accasciò a terra, lungo la parete. Accartocciava convulsamente quello stupido bigliettino che gli aveva lasciato sulla federa del cuscino.

Lasciami andare, Sammy.

"Come se fosse facile, Dean."

*******
Dean si aggirava senza meta in quel giardino sconosciuto. D'un tratto, una figura apparve all'orizzonte. Portava un trench beige e i capelli corvini svolazzavano al vento.

<<Cas?>> disse in un sussurro. La creatura si voltò e finalmente potè annegare ancora in quelle pozze blu.

<<Dean>> rispose Castiel, abbracciandolo, mentre liberava tutte le lacrime che aveva trattenuto. Il cacciatore tentò di consolarlo, accarezzandogli la schiena con fare protettivo.

Dean sorrise e, istintivamente, nascose il volto tra il collo e la spalla di Castiel, trovando finalmente pace.

Ricordo che tutto ciò è puramente a scopo narrativo e non approvo nulla di queste azioni. Grazie!

Destiel One shotsDove le storie prendono vita. Scoprilo ora