Ehm, non so cosa dire. Spero apprezzerete.
Sam stava parlando da minuti ormai. Stava farneticando su qualcosa riguardante il caso, probabilmente. Nel posto del guidatore, Dean stringeva con forza il volante, non interessato al blaterare continuo di suo fratello. D'altra parte, Castiel lo preoccupava molto di più. Da quando erano partiti, non era riuscito a stare fermo un attimo. Si muoveva convulsamente nel sedile posteriore, nervoso e spaventato. Il maggiore dei fratelli lo guardava con insistenza.
<<Ehi, amico>> esclamò attirando l'attenzione di entrambi. Gli sguardi di Dean e Castiel si incrociarono nello specchietto retrovisore, studiandosi a vicenda.
<<Cosa ti preoccupa? Continui a muoverti>> "distraendomi" avrebbe voluto aggiungere.
<<Sto bene>> mentì l'angelo. La sua voce era simile a un docile lamento.
<<Fai schifo a mentire, Cas>>. Quest'ultimo sbuffò.
<<Sto cercando di tenere sotto controllo la mia grazia. Si sta rafforzando, ma le mie ali devono guarire>>
Sam si voltò, pronto a fargli delle domande riguardanti il processo di guarigione, ma Dean lo fulminò con un'occhiataccia.
<<Saremo a casa tra mezz'ora. Resisti e poi potrai fare le tue guarigioni>> borbottò il biondo, tentando di nascondere la preoccupazione.
Arrivarono a casa leggermente in ritardo e Cas si precipitò nella sua stanza, sbattendo la porta. Vi rimase chiuso all'interno per giorni e Dean lo sentiva solo andare in bagno ogni tanto. La cosa era strana, tra l'altro. Non era umano e non aveva bisogni fisiologici come loro. Tuttavia, quella sera, Dean trovò nella doccia qualcosa che lo insospettì parecchio. La raccolse e si avviò nella stanza dell'angelo.
Non bussò nemmeno, ma mai si sarebbe aspettato di trovare l'angelo seduto sul letto senza il trench. A petto nudo. Con solo le mutande addosso. Dean balbettò frasi sconnesse, cercando di distogliere lo sguardo.
<<Cosa ti serve, Dean?>>
<<Io->> si schiarì la voce. <<Io ho trovato questa nel bagno>> spiegò, mostrandogli la piuma nera come la pece. Castiel spalancò la bocca.
<<Mi dispiace! Non me ne sono accorto!>>
Dean si accigliò.
<<Non è un problema. Sono solo preoccupato>> disse avvicinandosi al letto. Appoggiò la piuma sul comodino e tornò a guardare l'angelo.
<<Non è normale tutto ciò, dico bene?>>
Castiel scosse la testa.
<<Sono mesi che tentò di guarire le mie ali, Dean>> sussurrò abbassando la testa.
<<MESI?>> urlò. <<Sei fuori di testa? Perché non ce ne hai parlato?>> prese un respiro e il suo tono di voce tradì il suo stato d'animo. <<Perché non me ne hai parlato?>>
<<Perché non c'è nulla che tu possa fare, a meno che...>>
<<A meno che?>> chiese il cacciatore, speranzoso. Castiel rimase in silenzio.
<<È perché non posso vederle? Non sono abbastanza puro per toccarle? Cosa, Cas?>>
<<A meno che non voglia curarmele tu stesso>>
<<Io?>>
<<Già>> sospirò. Il silenzio cadde nella stanza e Castiel pensò addirittura che Dean se ne fosse andato.
