Coda 13x05
<<Cas>>
Sam fu il primo a parlare, precipitandosi da Castiel e abbracciandolo. Dean non sembrava volersi muovere. Le sue mani era ancora ancorate alla portiera dell'Impala, come se da un momento all'altro potesse cadere a terra. Osservò come le braccia dell'angelo si chiusero attorno alla vita di suo fratello, come lo strinsero con irruenza. Quando si staccarono, la testa di Sam si mosse leggermente, segno che gli stava sussurrando qualcosa. Ma Dean non sentiva: il mondo sembrava essere ovattato, la sua mente non rispondeva propriamente. Tutto quello che poteva fare era restare a guardare.
Il più alto dei Winchester si fece da parte, lasciando finalmente libera la vista al fratello, che ancora stringeva la maniglia dell'Impala e osservava con fare circospetto l'angelo. Sempre se fosse davvero il suo angelo.
<<De...>>
<<Come?>> lo interruppe Dean. Non poteva sentire il suo nome pronunciato da Castiel. Non ancora, almeno. Prima aveva bisogno di spiegazioni, poi si sarebbe lasciato andare.
<<I-io non lo so>>
Il cacciatore inspirò a fondo, più per trattenere le lacrime che per calmarsi, e si avvicinò al moro.
<<Ho bisogno di saperlo, Castiel>> sibilò. Non si azzardava nemmeno ad utilizzare il suo soprannome. Non senza la certezza che tutto stesse per tornare alla normalità. Era stanco di illudersi.
Gli occhi di Cas si fecero lucidi, quasi supplichevoli.
<<Non so cosa dirti. Non ho idea di come io sia riuscito a tornare. Un minuto prima stavo lottando contro l'entità e il minuto dopo ero di nuovo sulla Terra>>
<<Dean, lascialo respirare>> intervenne Sam, rimasto in disparte tutto quel tempo. Per qualche minuto si era mantenuto silenzioso, ma poi le spalle di Cas avevano iniziato a tremare, segno che il fratello lo stava ferendo sul serio.
<<Tu taci>> sbottò l'altro, lanciandogli un'occhiata di fuoco. Se non avesse conosciuto Dean, sarebbe scappato a gambe levate. Il suo sguardo era un misto di furia e disperazione, che facevano del biondo una bomba pronta ad esplodere.
<<Devi dirmelo. Come sei tornato in vita?>>
<<Senti, Dean, sarà stato Chuck o...>> tentò nuovamente Sam, prima che l'altro perdesse definitivamente il controllo.
<<Non è stato lui, Sam! Ha chiaramente detto che non si sarebbe più immuschaito nei nostri affari!>> urlò, prima di chiudere gli occhi e pizzicarsi il naso con le dita. La sua gola bruciava terribilmente, dato che cercava di non piangere. Il magone non gli lasciava quasi la possibilità di respirare. <<Non è stato lui>>
<<Cosa ti turba così tanto? Sono tornato, no?>> disse Castiel, stranito. Dean lo guardò ancora: aveva notato come non avesse più pronunciato il suo nome. E nonostante non lo volesse lui stesso, gli faceva dannatamente male, perché l'angelo lo conosceva meglio di chiunque altro.
<<Ho bisogno di sapere se sei davvero tu>> disse in un sussurro, alla fine, mentre la voce si ruppe in un singhiozzo. Lo sguardo di Castiel si addolcì, le sue spalle di rilassarono. Sentiva di non aver più motivo di restare in posizione di difesa.
<<Oh, Dean>> mormorò, prima di avvicinarsi di un passo. Al suono del suo nome, il cacciatore chiuse gli occhi per un momento.
<<Vaffanculo>> ringhiò prima di attirare a sé il più basso e stringerlo. Le braccia di Castiel si unirono dietro alla sua schiena, sotto alla giacca, mentre i suoi capelli gli solleticavano la guancia e le sue labbra gli accarezzavano il collo con lentezza estenuante. Dean lasciò andare un sospirò tremulo, abbracciandolo stretto, in un vano tentativo di farlo entrare sotto la sua pelle.
<<Ti senti bene, Dean?>> chiese Castiel, accarezzandogli la schiena.
<<Perché?>>
<<Mi stai stritolando>> ridacchiò l'angelo, staccandosi leggermente. Il cacciatore arrossì, abbassando lo sguardo sugli occhi chiari e splendenti dell'altro.
<<Mi sei mancato, Cas>> bisbigliò sulle sue labbra, facendo scontrare i loro nasi. Castiel sorrise, tranquillo e con occhi pieni d'amore, alzandosi appena sulle punte per far unire le loro bocche.
Sullo sfondo, Sam aveva tirato fuori il cellulare per immortalare il momento, mentre si asciugava una lacrima.
