Fratelli... o no?

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Mi sento in vena di sentimentalismi.

Il silenzio avvolgeva la stanza come fosse una coperta. Il fruscio degli alberi e lo scrosciare del ruscello allietavano quella notte particolarmente fredda e solitaria. Dean era sdraiato sul letto del bunker con addosso solo una maglietta nera e i pantaloni della tuta grigia, regalatagli dal fratello per Natale. Sam era uscito per andare a caccia di chissà cosa con Rudy. Nonostante fosse imbranato e un pessimo comico, il maggiore gli aveva affidato il fratellino. Si fidava, perché ormai Rudy era parte della famiglia da tempo.

<<Sam non c'è?>>

Dean cadde dal letto e, tentando di rialzarsi, inciampò nel lenzuolo bianco. Castiel, che aveva precedentemente parlato, lo osservava confuso.

<<Dannazione, Cas! Smettila di apparirmi all'improvviso>> borbottò il Winchester, dandosi un po' di contegno ed aggiustandosi la maglietta, che gli aveva lasciata scoperta la pancia.

<<Scusami>> rispose l'angelo con la solita espressione da gattino ferito e abbandonato sul ciglio della strada. Dean sospirò e chiuse gli occhi, prima di aprirsi in un sorriso.

<<Non importa. Cosa ti serve?>> chiese, rimettendo a posto la stanza e non prestando attenzione a Castiel, il quale continuava a fissarlo.

<<Stavo per chiederti la stessa cosa>> rispose l'angelo. Il cacciatore si accigliò.

<<Nulla, perché?>>

<<Ehm, pensavo che, dato che Sam non era ancora tornato, avessi voglia di avere qualcuno in casa. Mi sono sbagliato, scusami>> balbettò il moro, spostando freneticamente lo sguardo. Dean rise leggermente.

<<No, no, tranquillo. Mi fa piacere averti qui>>

L'angelo parve tranquillizzarsi e si sedette ai piedi del letto giocherellando col lenzuolo. Non aveva mai notato quanto fosse oscura e misteriosa la stanza di Dean e quanto sapesse di lui. In fondo, anche lui era misterioso e cupo.

<<Cas, puoi anche sederti sul letto, sai? Non mi dà fastidio>> suggerì Dean, osservando l'altro eseguire ciò che gli era appena stato detto. Castiel sedeva rigido ed immobile sul bordo del letto. Le sue dita erano intrecciate tra loro ed erano sbiancate, tanto le stringeva forte. Il suo volto era una maschera fissa e seria, mentre gli occhi rispecchiano tutta la sua inquietudine. Davvero non riusciva a spiegarsi perché si sentisse così teso. O meglio, non voleva farlo capire nemmeno a se stesso.

<<Ehi, stai bene?>> chiese il biondo, dandogli una pacca sulla spalla. L'angelo sussultò, spalancano gli occhi celesti. Dean lo guardava in apprensione: fino ad un attimo prima sembrava stesse bene. In quel momento, lo guardava come se fosse diventato una minaccia, un pericolo da cui fuggire.

<<Cas, mi sto preoccupando. Cosa ti prende?>>

Castiel deglutì con calma: sentiva che era il momento adatto. Sam non c'era, era finalmente da solo con Dean. Però qualcosa lo bloccava, qualcosa che non sentiva da tempo: paura. Paura di sbagliare. Paura di cambiare il suo rapporto con il cacciatore dagli occhi verdi. Poi le parole si liberarono dalle sue labbra: <<Dean, devo parlarti>>

L'altro sobbalzò: ormai non aspettava nemmeno più una risposta. Lo osservò, paziente, ponendogli una mano sulla spalla.

<<Sono qui per te, Cas. Sei parte della mia famiglia. Cosa ti turba? Ho bisogno di saperlo>>

Il moro si girò, trovandosi davanti quelle due pietre preziose circondate da una miriade di lentiggini. Accidenti, a quello non aveva pensato! Contegno, Castiel!

<<Io ti ho mentito. Non è vero che sono venuto qui per farti compagnia. O meglio, è vero solo in parte. Devo confessarti qualcosa, Dean>>

Il cacciatore annuì per farlo continuare, mantenendo però un costante cipiglio di confusione.

<<Credo di iniziare a sentire qualcosa per te>> sputò fuori. L'altro si mosse nervoso sul letto, facendo ballonzolare l'angelo sul morbido materasso.

<<Anch'io, Cas! Sei come un fratello per me, ti voglio bene>> rispose Dean con fare nervoso e la voce alterata. Il sesto senso angelico di Cas gli stava segnalando la menzogna. Improvvisamente, si fece serio.

<<Forse è meglio che vada. Non sono ben accetto qui>> mormorò, avviandosi verso la porta. Dean scattò in piedi, tirando una manica del suo impermeabile.

<<Perché pensi questo?>>

Castiel si liberò con uno strattone, rivolgendo al cacciatore uno sguardo di fuoco. I suoi occhi ardevano d'ira e umiliazione.

<<Sento quando menti! Lo hai appena fatto! Tu non mi consideri davvero tuo fratello>> disse sussurrando l'ultima parte. Il biondo spalancò gli occhi prima di scoppiare a ridere.

<<Lo trovi divertente?! Io non molto, sai? Inoltre, se proprio devo confessarlo, nemmeno tu sei...>> urlò, prima di essere interrotto. Le labbra di Dean si muovevano in sincronia con le sue, dolcemente, senza malizia. Non si era nemmeno accorto di aver risposto al bacio, ma il calore e la morbidezza della bocca dell'altro lo mandavano in estasi, più di quanto si aspettasse. Lentamente, si separarono. Il biondo accennò un sorriso, prima di aprirsi in uno sbadiglio.

<<Faresti bene a riposare>> consigliò l'angelo. Dean lo trascinò con sé sul letto sfilandogli l'impermeabile.

<<Riposi con me?>>

<<Io non dormo>> ribattè Cas, aggrottando le sopracciglia. Il cacciatore sospirò.

<<Lo so. Resta solo qui, d'accordo?>> bisbigliò. Il moro annuì, accoccolandosi meglio sotto il lenzuolo e nascondendo il volto nell'incavo del collo dell'altro.

<<Non pensare mai più di non essere importante per me, Cas>>

<<Dean, io...>> cercò di dire l'angelo. Dean intensificò la presa su di lui, zittendolo.

<<Promettimelo!>>

<<Okay, okay. Te lo prometto>> si rassegnò, non riuscendo a trattenere un sorriso.

<<Bravo, angioletto>> sghignazzò il biondo, soffiando tra i suoi capelli corvini. Dopo qualche minuto, Morfeo stava già per accoglierlo tra le sue braccia.

<<Dean?>>

Lui riuscì solo a mugolare un verso, facendo capire di essere ancora cosciente.

<<Grazie>>

Entrambi sorrisero, prima che il sonno prevalesse sulla mente di Dean e lo cullasse dolcemente. O forse, era semplicemente Castiel.

Destiel One shotsDove le storie prendono vita. Scoprilo ora