Subito uscimmo da lì e andammo in pizzeria, quasi al centro della città, in quella dove mio padre non andava da un bel po' di tempo. Ad un tavolo trovammo Laura, Fabio, Valeria e Manuela, e appena ci videro si alzarono subito per salutarci, o meglio... Salutarono tutti Alessandra. Era il mio compleanno, sì, però tutti erano decisamente felici di vederla, persino Manuela. Non mi importava se misero me in secondo piano, anche io ero felice che lei fosse lì. Subito dopo ci sedemmo e iniziammo a mangiare, Alessandra mangiò più di tutti. Prese una fetta di pizza da ognuno di noi, oltre a mangiarsi la sua intera, doveva avere proprio tanta fame... Quella serata passò velocemente, come tante altre in cui uscimmo tutti insieme. In quella pizzeria ci tornammo tante altre sere, e spesso pagava Valeria. Io volevo trovarmi un lavoro, non volevo più pesare sulle sue spalle. Alessandra però continuava a dirmi che dovevo impegnarmi a scuola, che voleva che prendessi quel diploma con lei e mi aiutò a recuperare buona parte delle materie, anche se spesso pensavamo a fare altro piuttosto che studiare...
Luca non si sentiva praticamente più, se non quando un professore lo interrogava. Cristian continuava a pensare agli affari suoi e mi lasciò in pace, anche se continuava a lanciarmi brutte occhiatacce da lontano. La preside invece venne a sapere ciò che successe davanti alla scuola, tra me e i miei genitori, e mi disse che se volevo potevo andare a stare con lei, a casa sua, ma Valeria non voleva che me ne andassi. Manuela iniziò a lavorare di più e non si vedevano così spesso, quindi a Valeria non piaceva stare da sola. I miei genitori non si sentirono più. Io e Alessandra stavamo finalmente bene, uscivamo insieme anche di giorno, in mezzo alle altre persone, anche se non davamo molto nell'occhio, ma quelli che ci guardavano male li avrei presi volentieri a pizze in faccia. Un paio di sere andammo anche in un bar, quello dove lei voleva lavorare, proprio sotto casa di Valeria. A me non piacevano molto gli alcolici, ma ci andai per Alessandra, e poi non dovevo per forza bere quelli.
Il bar era carino, molto luminoso e spazioso, con tanti piccoli tavolini rotondi e piccoli quadri di personaggi famosi appesi alle pareti. Era bello andare lì in sua compagnia, poi non si vedevano solo coppie etero e potevo sentirmi libera di tenerle la mano in mezzo agli altri, senza preoccuparmi che qualcuno potesse dire qualcosa. Anche se una sera, avrei decisamente evitato di andare lì, se avessi saputo cosa sarebbe successo...
Entrammo in quel bar, normalmente, come ogni volta.
«Io vado a prendere da bere, tu siediti dove vuoi.» mi disse Alessandra prima di dividerci.
Lei si avvicinò al bancone del bar, dove c'erano circa 3-4 persone che attendevano il loro turno per ordinare, e io mi diressi verso un piccolo tavolo lontano dall'entrata, in fondo alla sala.
«Ehi, bella signorina, cosa ci fai in questo bar tutta sola?» mi chiese un uomo, sulla trentina abbastanza alto, con i capelli e gli occhi scuri.
Io mi ero appena seduta, lui mi stava aspettando o ci provava con chiunque gli capitasse davanti?? Il suo alito puzzava di birra e la cosa mi disgustava alquanto.
«Non sono sola!» gli dissi fermamente.
«Ah no?! Sei qui con il tuo ragazzo immaginario?» mi chiese lui ridendo posando il suo sguardo sulla sedia vuota di fronte a me.
«No, il mio ragazzo sta prendendo da bere al bar!» gli dissi sperando che se ne andasse, ma non lo fece.
«Si, "il tuo ragazzo"...» ripeté lui come se non ci credesse. «Beh allora ti faccio compagnia io nel frattempo, ti va?» mi chiese avvicinandosi alla sedia libera, barcollando un po'.
«Senti no, vattene, per piacere!» gli dissi alzandomi in piedi, notando che a malapena gli arrivavo alle spalle.
Cavolo, era un fottuto gigante!!
STAI LEGGENDO
Prima di te...
RomanceSu Amazon e vari store online. Quella fottutissima pioggia, quella maledettissima voglia di restare lì in piedi in mezzo a quel temporale anche a costo di inzupparmi completamente i vestiti, o anche solo per farmi venire qualcosa. Ho sempre amato l...
