Aveva la schiena scoperta e la maglia sulla testa, con le braccia all'insù. Non capivo se fosse intrappolata o se di solito si togliesse le maglie in quel modo, ma rimasi lì a fissarla per un po' senza fare nulla.
«Bel tatuaggio...» commentai io notando un tatuaggio floreale sulla schiena, lungo tutta la sua colonna vertebrale.
«Ma che...» disse lei voltandosi verso la porta, ma inciampò nelle scarpe che erano accanto ai suoi piedi e cadde all'indietro, sul letto. «Maledizione!!» esclamò.
«Aspetta, ti aiuto io...» le dissi entrando finalmente in quella stanza.
A me veniva da ridere ma provai a contenermi.
«Grazie...» mi disse lei ancora distesa sul letto.
La parte superiore del suo corpo era praticamente scoperta e il suo reggiseno rosso era in bella vista, si vedeva davvero tutto e non sapevo come prenderla per alzarla da lì.
«Credo che dovresti prima aiutarmi a mettermi in piedi...» commentò lei.
«Si, lo so... Il problema è... Come...» risposi io.
«Dai prendimi i fianchi e tirami su, mi manca l'aria qui sotto...» mi disse lei.
Io feci un respiro profondo e mi avvicinai un po' di più al letto, la presi dai fianchi e la tirai su.
«Bene, adesso passiamo alla fase più complicata...»
«Credi davvero che la fase più complicata sia toglierti la maglia, anche se sei già a metà?!» le chiesi io un po' scettica.
«Se hai un orecchino attaccato alle decorazioni della maglia allora sì!!» rispose lei mentre io finalmente capii il suo problema.
«Va bene, ti aiuto io...» le dissi mentre lei si voltò, dandomi le spalle.
Eravamo a pochissimi centimetri di distanza, riuscivo persino a sentire il suo odore, ma dovevo concentrarmi. Vidi l'orecchino sinistro incastrato nella sua maglia ed allungai una mano, sfiorandole il collo, lei rise e fece uno scatto in avanti.
«Che cosa c'è?» le chiesi.
«Scusa ma soffro il solletico!!» mi disse lei ridendo.
«Ah, beh proverò a fare più attenzione!!» risposi io.
Abbassai lentamente il mio sguardo sulla sua schiena, fissando quel suo tatuaggio. In alcune parti, dove il colore nero del tatuaggio e la sua pelle si distinguevano bene, notai dei piccoli segni, come delle cicatrici.
«Ehi... Cosa stai facendo??» mi chiese d'un tratto.
«Ehm... Niente, niente...» risposi io alzando il mio sguardo sul suo orecchino. «Avevo le mani fredde e le stavo riscaldando...» dissi sfregandomi velocemente le mie mani, che erano sempre fredde in qualsiasi periodo dell'anno.
«Si, certo...» ribatté lei sarcasticamente quando le sfiorai di nuovo il collo, probabilmente avevo ancora la mano fredda.
Ci misi un paio di minuti per liberarla da quell'orecchino, ma alla fine ci riuscii, e lei si liberò finalmente di quella maglia.
«Grazie mille, mi hai salvata!!» mi disse sorridendo, voltandosi verso di me. «Ti sta proprio bene la mia canottiera!» commentò lei squadrandomi dalla testa ai piedi.
«Dai baciala, cazzo... Baciala!!! Cosa stai aspettando?? Un invito scritto?!?! Un gufo che entri nella stanza e ti porti la benedizione di Silente?!?! Non ti hanno cagata minimamente quando avevi 11 anni, perché dovrebbero farlo adesso?? Quindi dai, buttati!!» mi disse il mio cuore, quello che quel giorno non smise un attimo di parlarmi.
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Prima di te...
RomanceSu Amazon e vari store online. Quella fottutissima pioggia, quella maledettissima voglia di restare lì in piedi in mezzo a quel temporale anche a costo di inzupparmi completamente i vestiti, o anche solo per farmi venire qualcosa. Ho sempre amato l...
