Ehm... Salve! Si, sono di nuovo qui a scrivere stronzate prima di un capitolo... Volevo solo dirvi che mi hanno segnalato la storia, magari a qualcuno non fregherà (tipo alla persona che lo ha fatto) ma a me frega. Io non chiedo voti o commenti, né per continuare, né se vi piace la storia, perché se vi piace lo fate comunque, no?! Quindi credo sia scontato pensare che se qualcuno avesse qualcosa da dire lo farebbe liberamente, se non gli andasse di farlo sotto qualche capitolo esistono anche i messaggi privati... Il messaggio che mi è arrivato parlava di una segnalazione per scene sessuali e, sono sincera, per questa cosa magari ci stava, per quelle due singole scene forse troppo dettagliate, ma parlarne piuttosto che segnalare a prescindere no?! Se qualcuno avesse qualcosa da ridire, qualsiasi cosa, vi prego di farlo! Va be', non voglio dilungarmi troppo, adesso vi lascio al capitolo...
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Seguimmo il dottore dentro un ampio ascensore, salimmo su per circa cinque piani, e poi attraversammo alcuni lunghi corridoi, svoltammo un paio di volte a destra e alla fine entrammo nel reparto terapia intensiva. Mi guardai attorno e notai che c'erano varie stanze, ma non tutte erano delle camere, sulle porte c'erano delle scritte. Sala infermieri, studi medici, sala d'aspetto, spogliatoi e altre che non avevo voglia di leggere. Il dottore si fermò davanti alla seconda porta a sinistra, c'era una finestra bella grande in mezzo a due porte, in cui riuscii a scorgere il viso di Francesca. Stavolta era lei, anche se aveva gli occhi chiusi. Era distesa su quel maledetto letto, attaccata a dei macchinari e aveva anche un tubo in bocca, che probabilmente le serviva per respirare. Mi sentivo così male a vederla in quello stato, non riuscivo nemmeno a reggermi in piedi, se non mi fossi poggiata sulle spalle di Fabio e Laura probabilmente sarei caduta a terra.
«Ehi, stai bene?» mi chiese Fabio sussurrando.
«No, non sto affatto bene...» risposi io cercando di prendere il controllo delle mie gambe e almeno parzialmente ci riuscii, così potei restare in piedi senza aiuti.
«Per questa volta facciamo un eccezione, potete entrare anche adesso, anche se non è orario di visite. A coppie di due, o anche da soli se preferite...» ci disse quel dottore voltandosi verso di noi. «La signorina Fusco vi farà strada verso gli spogliatoi e vi dirà cosa fare...» continuò lui facendoci segno verso una donna che era nella camera accanto al lettino di Francesca.
Ero così concentrata sul suo viso che non mi ero minimamente accorta di quella donna, era la stessa che scambiai per Francesca davanti alla sala operatoria. L'uomo picchiettò con due dita sul vetro di quella finestra e la donna si voltò verso di noi, passò davanti a quel lettino e uscì da quella stanza. Chiuse la porta e si mise subito accanto all'altro dottore.
«Buongiorno!! Io sono Rosa Fusco. Sono io che mi occupo di vostra figlia, per quanto possa occuparmi di una persona che "dorme"...» disse lei porgendo la mano al padre di Francesca, lui trattenne una risata ma le strinse comunque la mano. «Non credo di aver detto qualcosa di così divertente...» commentò lei un po' offesa.
«Si occupa di mia figlia... Lei è lì, in coma, come fa ad occuparsi di qualcuno che non è minimamente cosciente??» chiese lui con un sorriso sarcastico.
«Signore, la signorina Fusco è la migliore dottoressa che abbiamo nel reparto e...» gli disse il dottore con calma, mentre il viso della dottoressa diventò particolarmente rosso, sicuramente per la rabbia.
«E mi sembra logico, qui non si fa nulla!!» lo interruppe il padre di Francesca.
«Senta, qui le cose possono cambiare da un momento all'altro, e se si complicassero ci servirebbe subito qualcuno che sappia cosa fare. E la dottoressa lo sa bene!» continuò il dottore.
«Si, certo... Immagino...» continuò lui con un tono sarcastico.
«Ascolti, vuole entrare o preferisce che faccia andare solo i ragazzi?? Che mi sembrano decisamente più preoccupati di voi per le condizioni di vostra figlia!!» sbottò la donna voltandosi per un attimo verso di noi, che eravamo quasi accanto ai genitori di Francesca, ma poco più indietro.
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Prima di te...
RomanceSu Amazon e vari store online. Quella fottutissima pioggia, quella maledettissima voglia di restare lì in piedi in mezzo a quel temporale anche a costo di inzupparmi completamente i vestiti, o anche solo per farmi venire qualcosa. Ho sempre amato l...
